Film Review - Il cavaliere oscuro: Il ritorno

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Mauro Gervasini dice che In nome di Dio - Il texano è il film da salvare oggi in TV.
Su Rete4 alle ore 16:45.

In autunno dovrebbe arrivare anche in Italia la piattaforma streaming Disney+. Come funzionerà? Quante cose saranno già disponibili? Alice Cucchetti se lo chiede su FilmTv n° 12. Qui ci chiediamo: ci saranno quelli che voglion fare il jazz ?

Arriva una nuova rubrica dedicata alla stand-up comedy: su FilmTv n° 12 Nicola Cupperi inaugura Funny People , dedicata ai comedian e ai loro spettacoli reperibili in streaming. Vi proponiamo una panoramica di questo mondo, realizzata da Alice Cucchetti nel 2015.

Venerdì 22 marzo su Sky Atlantic comincia la quarta stagione di Gomorra - La serie . Su FilmTv n° 12 abbiamo intervistato Marco D'Amore, che in questa stagione è passato alla regia. Ricapitoliamo la terza stagione con questa recensione (e attenzione agli spoiler!).

La mia vita con John F. Donovan è l'ultimo film di Xavier Dolan, in arrivo (speriamo) a breve nelle nostre sale per Lucky Red. A lungo i film di Dolan sono stati invisibili in Italia, ma poi hanno cominciato ad avere una distribuzione in sala, homevideo e streaming. Oggi vi consigliamo di recuperare Laurence Anyways .

Una delle rubriche che fanno parte della storia di FilmTv è Regioni e sentimenti - I luoghi del cinema a cura di Steve Della Casa. Vi proponiamo un viaggio nel cinema a bordo dei treni, raccontato da Matteo Pollone.

La citazione

«Solo chi lascia il labirinto può essere felice, ma solo chi è felice può uscirne (Michael Ende - Lo specchio nello specchio)»

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Servizio pubblicato su FilmTv 01/2015

Film Review - Il cavaliere oscuro: Il ritorno


Al terzo atto, su Batman cala il sipario. Inizialmente riluttante all’idea di girare un sequel di II Cavaliere oscuro, Christopher Nolan accetta la sfida misurandosi con i confini del mito. Con i suoi archetipi e stereotipi, i topoi del personaggio e quelli del cinema a lui relativo. Quella che innesca è una bomba filmica ad alto potenziale distruttivo, capace di attaccare tanto il versante narrativo, quanto quello diegetico frontalmente, senza fare prigionieri. Il Cavaliere oscuro - Il ritorno è riassumibile in una parola: rivoluzione.

Al terzo atto, su Batman cala il sipario. Inizialmente riluttante all’idea di girare un sequel di II Cavaliere oscuro, Christopher Nolan accetta la sfida misurandosi con i confini del mito. Con i suoi archetipi e stereotipi, i topoi del personaggio e quelli del cinema a lui relativo. Quella che innesca è una bomba filmica ad alto potenziale distruttivo, capace di attaccare tanto il versante narrativo, quanto quello diegetico frontalmente, senza fare prigionieri. Il Cavaliere oscuro - Il ritorno è riassumibile in una parola: rivoluzione. È il muscoloso e brutale Bane a farsi carico dell'istanza politica del termine, agendo su Gotham a fini di conquista e non di semplice distruzione, come aveva fatto il predecessore Joker. Psicopatico anarcoide e avverso a ogni forma di potere coercitivo (si è ribellato persino alla Setta delle ombre che lo aveva forgiato), è lo specchio deformante dell'istinto supereroico, il suo contraltare emotivo e pratico, il muro contro il quale misurare le proprie certezze. In Bane è riposta ogni istanza destrutturante propria dell'arte nolaniana, ogni vocazione al ribaltamento delle posizioni e dei rapporti di forza. Nei grigi marmorei della fotografia ormai disillusa ed emotivamente atrofizzata di Wally Pfister va in scena la sconfitta dell'eroe, la cui schiena spezzata è emblema di un universo i cui dogmi (il supereroe invincibile, la speranza come onipresente sottofondo) sono diventati assunti discutibili e passibili di revisione. Bruce Wayne risorgerà, ma per riavviarsi (reboot) dovrà sanare ciò che in lui è perfettibile al buio di una prigione, la stessa in cui la sua nemesi era cresciuta. Ma chi è, davvero, la nemesi del Batman che chiude la trilogia del Cavaliere oscuro? Se la fluviale narrazione dei fratelli Nolan ci conduce a riporre l'avversità spettatoriale in Bane, l'ultima mezz'ora ci guida nella vera rivoluzione dell'opera. In rapida sequenza, lo scenario cambia quattro volte. Da Bane, il nemico primario dell'Uomo pipistrello diventa la bella Miranda, in un colpo di scena inaspettato. Ma la nuova avversaria muore nel giro di qualche sequenza, poiché è tempo di concentrare l'attenzione su una bomba ormai prossima alla detonazione. Batman si immola per Gotham, portando l'ordigno sull'oceano grazie al proprio velivolo. Infine, un nolaniano montaggio parallelo apre al finale a piste multiple, tra l'iniziazione di Robin, la celebrazione del supereroe presunto cadavere, la redenzione di Gotham attraverso il commissario Gordon e la rivelazione fiorentina con il sopravvissuto Bruce Wayne al bar, in compagnia di Selina-fu-Catwoman. L'affastellarsi di queste svolte improvvise, con tanto di cliffhangher, conti alla rovescia e spassionate citzioni da 24 (su tutte, Batman in volo con la bomba come il Jack Bauer della seconda stagione), aggancia il grande schermo alla pratica seriale come mai si era visto al cinema. L'intrattenimento ritmico si appropria definitivamente della credibilità dell'intreccio, il rilancio drammaturgico orizzontale ha la meglio sullo scavo introspettivo verticale. In poche parole, la conclusione della trilogia attesta il reboot definitivo: il cinema può essere serialità con altri mezzi. Questa è rivoluzione.

  • Curiosità - Multisala Century

    20 luglio 2012, ore 0.30, Aurora, multisala Century 16 Movie Theater, sala 9. Mancano 30 minuti all’inizio della proiezione di Il Cavaliere oscuro - Il ritorno, quando un folle provvisto di maschera antigas, giubbotto antiproiettile, gilet tattico militare, fucile semi-automatico e pistola irrompe tra i pubblico da una porta di emergenza. Il gas lacrimogeno invade la stanza, il pubblico è nel panico, James Holmes apre il fuoco. 12 morti e 58 feriti: un massacro, in seguito al quale il killer avrebbe dichiarato di essere Joker.

    Claudio Bartolini

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Claudio Bartolini

Codirettore della collana di cinema Bietti Heterotopia e direttore della rivista monografica quadrimestrale INLAND. Quaderni di cinema, è critico e redattore di Film Tv e collabora con il mensile Nocturno Cinema. Ha pubblicato i volumi Il gotico padano. Dialogo con Pupi Avati (Le Mani, 2010), Nero Avati. Visioni dal set (Le Mani, 2011), Thriller italiano in 100 film (Le Mani, 2011), Videocronenberg (Bietti, 2012), Macchie solari. Il cinema di Armando Crispino (Bloodbuster, 2013). Ha inoltre pubblicato saggi in numerose pubblicazioni collettive.


Claudio Bartolini

Codirettore della collana di cinema Bietti Heterotopia e direttore della rivista monografica quadrimestrale INLAND. Quaderni di cinema, è critico e redattore di Film Tv e collabora con il mensile Nocturno Cinema. Ha pubblicato i volumi Il gotico padano. Dialogo con Pupi Avati (Le Mani, 2010), Nero Avati. Visioni dal set (Le Mani, 2011), Thriller italiano in 100 film (Le Mani, 2011), Videocronenberg (Bietti, 2012), Macchie solari. Il cinema di Armando Crispino (Bloodbuster, 2013). Ha inoltre pubblicato saggi in numerose pubblicazioni collettive.

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