Uomo, guru o spettro? The Nick Cave Show

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Simone Emiliani dice che The Aviator è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 15:50.

Mentre Sky Atlantic HD trasmette la terza stagione di Gomorra - La serie, riproponiamo la riflessione che il giornalista-scrittore fece in esclusiva per Film TV sull’importanza di una fiction televisiva che a trent'anni dalla prima Piovra ha di nuovo il coraggio di raccontare la criminalità organizzata. Un “sistema” che anche il suo libro ZeroZeroZero, a sua volta destinato a ispirare un'altra serie tv diretta da Stefano Sollima, ha saputo descrivere nei suoi connotati transnazionali.

Visconti e il lato positivo della censura, ovvero quando Gianni Amelio vide per la prima volta Rocco e i suoi fratelli .

Prima di Good Time , nelle sale questa settimana, i fratelli Safdie erano già passati tra le pagine di Scanners con Heaven Knows What . Una segnalazione di Ilaria Feole assolutamente da recuperare.

Chicago, Nairobi, Seul, Londra, Città del Messico, San Francisco, Berlino, Mumbai. Sono otto, sono collegati. Da recuperare senza porsi domande.

C'è tutto un cinema che non passa per le sale ma che merita di essere visto, sostenuto, cercato. Due libri per voi che sono anche due inviti a guardare oltre.

La citazione

«Smettete di pensare che la scienza possa aggiustare tutto se le date 3 miliardi di dollari. (Kurt Vonnegut)»

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Simone Arcagni

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Uomo, guru o spettro? The Nick Cave Show


#MuzikOnLine Nick Cave & The Bad Seeds live: dispaccio dal Forum d'Assago

«He’s a god, he’s a man / he’s a ghost , he’s a guru» canta Nick Cave in una sensuale versione della mefistofelica Red Right Hand, mentre misura a lunghe falcate il palco del Forum di Assago. Ma di chi sta parlando? Di quel losco figuro che nasconde nel cappotto la sua fatale, rossa mano destra o, forse, di se stesso? Impossibile non chiederselo, guardando questo (neo)sessantenne che, insieme ai Bad Seeds, da più di trent’anni calca la scena con la furia selvatica e inquieta di una fiera. È il secondo dei tre appuntamenti italiani del tour europeo di Skeleton Tree, doloroso e necessario ritorno alla musica dopo il terribile lutto che nel 2015 ha colpito l’artista, eppure sembra che non esista altro concerto al di fuori di questo. Da quando Anthrocene, Jesus Alone e Magneto, (dall’ultimo album) rompono il ghiaccio non c’è respiro né ritrosia: il Re Inchiostro percorre il palco avanti e indietro senza tregua e si china sugli spettatori delle prime file mentre la band, alle sue spalle, lo segue con eguale trasporto e, soprattutto, con una composta precisione da orchestra classica, pronta a deflagrare in furenti squarci sonori. Sotto i  completi eleganti dei musicisti ribolle  collerico il punk delle origini: che suoni il violino o la sua speciale chitarra tenore, Warren Ellis lo sa bene e  non esita a dimostrarlo. From Her to Eternity, che dà il titolo al primo disco con i Bad Seeds (1984), è una corsa impazzita, a rotta di collo, che porta dritto dritto a due storiche, intensissime ballate come The Ship Song e Into My Arms. Dal grande schermo, il soprano Else Torp dà voce al commiato, dolcissimo e straziante, di Nick Cave: «Let us go now, my darling companion / Set out for the distant skies / See the sun, see it rising / See it rising, rising in your eyes». Skeleton Tree e tutti a casa? Neanche per sogno. Mancano i bis all’appello, ed è proprio lì che il miracolo si compie. The Weeping Song: Cave scende tra il pubblico e si mette a cantare da una passerella laterale. Stagger Lee: Cave esorta gli spettatori a invadere il palco e a restare lì con lui fino alla fine del concerto. Una festosa, bislacca carovana di freaks ci fa dimenticare di essere al mastodontico Forum di Assago. Non potrebbe esserci chiusa migliore della bellissima Push the Sky Away, dall’omonimo album del 2013, per questo spettacolo fattosi rito: è a una catarsi, infatti, che assistiamo quando il cantante abbraccia a lungo un ragazzo con i rasta e il petto nudo che ha esortato a salire sul palco. Poi il rocker di Warracknabeal si volta e scompare inghiottito dalla folla: si offre generosamente alla mischia dei fan che tendono le mani verso di lui, pronti a fagocitare come Baccanti il cantastorie che è disceso negli inferi della sofferenza e della perdita e da lì ha saputo fare ritorno.

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