La Tv americana si fa sempre più LGBTQ

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Rick Alverson (in concorso a #Venezia75 con The Mountain ) è un comico da prendere decisamente sul serio. Lo avevamo segnalato negli Scanners.

Manca poco per la quinta stagione (su Netflix dal 14 settembre). Il cavallo più (o meno) famoso di Hollywoo sta per tornare.

Tra i 30 registi italiani più votati del nostro sondaggio pubblicato su FilmTv n° 34 c'è lui. Noi lo conosciamo bene, e voi?

Per festeggiare David Cronenberg che verrà premiato con il Leone alla carriera a Venezia 75 abbiamo pensato di rendere disponibili tutti gli articoli archiviati nella nostra collezione Locandine. A partire da La zona morta.

La citazione

«Guardatevi da tutte le imprese che richiedono vestiti nuovi (H.D. Thoreau)»

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La Tv americana si fa sempre più LGBTQ


L'annuale studio della GLAAD (Gay & Lesbian Alliance Against Defamation) "Dove siamo in Tv", dedicato alla prima serata televisiva, rileva la maggior rappresentazione LGBTQ di sempre, con il 6.4% (58 su 901) dei personaggi regolari delle serie Tv.

Se si considerano poi anche le reti cable il totale dei protagonisti arriva a 103 mentre quello dei personaggi ricorrenti sale a 70. Ci sono poi i servizi streaming, con Amazon, Hulu e Netflix dove appaiono 51 personaggi regolari e 19 ricorrenti (per la copertina infatti abbiamo scelto una scena di Sense8, dall'episodio ambientato durante un gay pride). Una bella differenza rispetto al rapporto sul mondo del cinema di cui avevamo dato notizia lo scorso maggio.

È il 22esimo anno che viene realizzato questo studio e la presidente della GLAAD Sarah Kate Ellis ha così commentato il rapporto: «Mentre l'amministrazione Trump cerca di rendere le persone LGBTQ invisibili, rappresentarle in tutta la nostra diversità nelle serie Tv è un contrappeso essenziale, che dà alle persone LGBTQ storie con cui rapportarsi e aumenta la solidarietà del pubblico più ampio verso le persone e le famiglie LGBTQ».

asia.jpg

Il rapporto però lamenta la scarsa diversità per cui la gran maggioranza di questi personaggi sono ancora maschi e bianchi. Inoltre si rileva che le donne bisessuali sono sempre molte più degli uomini e che, soprattutto, la loro rappresentazione purtroppo scade spesso in dannosi stereotipi. La gran parte di questi personaggi sono poi cisgender, ossia la loro identità sessuale coincide con l'orientamento e il sesso di nascita, mentre solo 17 sono transgender sul totale di tutte le piattaforme. La GLAAD però per la prima volta ha potuto conteggiare personaggi dell'orientamento non-binario, come quello di Asia Kate Dillon in Billions (sopra), e asessaule, come Raphael interpretato da David Castro in Shadowhunters e Todd (con la voce di Aaron Paul) in BoJack Horseman.

Nel mentre Ryan Murphy sta lavorando a Pose, che avrà il cast più transgender ed etnicamente diversificato di sempre, con cinque protagonisti trans interpretati da attori trans (sotto la foto del cast). Si tratta di una serie antologica, la cui prima stagione è dedicata agli anni 80 a New York con l'emergere degli yuppie e la "ball culture" tra club e sale da ballo.

pose.jpg 

Gli studi della GLAAD del resto rilevano che il 20% degli americani tra 18 e 34 anni rientra nello spettro LGBTQ e tra loro il 12% si considera "non cisgender" mentre il 4% si definisce asessaule, in linea con l'emersione di analoghe figure sulla scena televisiva. «I numeri però sono solo una piccola parte della questione e semplicemente essere sullo schermo non è abbastanza» rileva la direttrice del centro di ricerca a analisi sull'Entertainment della GLAAD, che conclude: «Se siamo lieti di vedere crescere i numeri, la considerazione di come i personaggi LGBTQ sono inseriti nelle storie e di quali storie arrivano su schermo è cruciale nel giudicare il progresso dell'industria. C'è ancora del lavoro da fare».

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Andrea Fornasiero

Andrea Fornasiero (Mortara, 8 maggio 1976), dottorato in Culture della Comunicazione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è stato autore televisivo per due trasmissioni di Rai4, Wonderland e Mainstream. Collabora con il settimanale “Film Tv” dal 2006. Collabora inoltre con il distributore cinematografico Officine Ubu nel settore Acquisitions. È autore di Terrence Malick. Cinema della classicità e della modernità (Le Mani, 2008) e ha partecipato a vari volumi collettanei e convegni sul cinema. Scrive o ha scritto per “Fumo di China”, “Chili Blog”, “The Cinema Show”, “Nocturno”, “Rumore”, “Lo Spazio Bianco”, “Filmidee”, “Andersen”, “Movieplayer”, “Rumori fuori scena”, “Otto e mezzo”, inoltre ha curato la rubrica CoseSerie, dedicata al mondo della serialità, per FilmTv.it. Ha collaborato a due edizioni del Roma Fiction Fest ed è stato autore e conduttore delle emissioni italiane delle cerimonie di premiazione degli Emmy Awards 2014 e 2015.
Su FilmTv.press si occupa della sezione News.


Andrea Fornasiero

Andrea Fornasiero (Mortara, 8 maggio 1976), dottorato in Culture della Comunicazione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è stato autore televisivo per due trasmissioni di Rai4, Wonderland e Mainstream. Collabora con il settimanale “Film Tv” dal 2006. Collabora inoltre con il distributore cinematografico Officine Ubu nel settore Acquisitions. È autore di Terrence Malick. Cinema della classicità e della modernità (Le Mani, 2008) e ha partecipato a vari volumi collettanei e convegni sul cinema. Scrive o ha scritto per “Fumo di China”, “Chili Blog”, “The Cinema Show”, “Nocturno”, “Rumore”, “Lo Spazio Bianco”, “Filmidee”, “Andersen”, “Movieplayer”, “Rumori fuori scena”, “Otto e mezzo”, inoltre ha curato la rubrica CoseSerie, dedicata al mondo della serialità, per FilmTv.it. Ha collaborato a due edizioni del Roma Fiction Fest ed è stato autore e conduttore delle emissioni italiane delle cerimonie di premiazione degli Emmy Awards 2014 e 2015.
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