La Tv americana si fa sempre più LGBTQ

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Simone Emiliani dice che The Aviator è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 15:50.

Mentre Sky Atlantic HD trasmette la terza stagione di Gomorra - La serie, riproponiamo la riflessione che il giornalista-scrittore fece in esclusiva per Film TV sull’importanza di una fiction televisiva che a trent'anni dalla prima Piovra ha di nuovo il coraggio di raccontare la criminalità organizzata. Un “sistema” che anche il suo libro ZeroZeroZero, a sua volta destinato a ispirare un'altra serie tv diretta da Stefano Sollima, ha saputo descrivere nei suoi connotati transnazionali.

Visconti e il lato positivo della censura, ovvero quando Gianni Amelio vide per la prima volta Rocco e i suoi fratelli .

Prima di Good Time , nelle sale questa settimana, i fratelli Safdie erano già passati tra le pagine di Scanners con Heaven Knows What . Una segnalazione di Ilaria Feole assolutamente da recuperare.

Chicago, Nairobi, Seul, Londra, Città del Messico, San Francisco, Berlino, Mumbai. Sono otto, sono collegati. Da recuperare senza porsi domande.

C'è tutto un cinema che non passa per le sale ma che merita di essere visto, sostenuto, cercato. Due libri per voi che sono anche due inviti a guardare oltre.

La citazione

«Alice Harford: I do love you and you know there is something very important we need to do as soon as possible. - Dr. Bill Harford: What's that? - Alice Harford: Fuck.»

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Fabrizio Tassi

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La Tv americana si fa sempre più LGBTQ


L'annuale studio della GLAAD (Gay & Lesbian Alliance Against Defamation) "Dove siamo in Tv", dedicato alla prima serata televisiva, rileva la maggior rappresentazione LGBTQ di sempre, con il 6.4% (58 su 901) dei personaggi regolari delle serie Tv.

Se si considerano poi anche le reti cable il totale dei protagonisti arriva a 103 mentre quello dei personaggi ricorrenti sale a 70. Ci sono poi i servizi streaming, con Amazon, Hulu e Netflix dove appaiono 51 personaggi regolari e 19 ricorrenti (per la copertina infatti abbiamo scelto una scena di Sense8, dall'episodio ambientato durante un gay pride). Una bella differenza rispetto al rapporto sul mondo del cinema di cui avevamo dato notizia lo scorso maggio.

È il 22esimo anno che viene realizzato questo studio e la presidente della GLAAD Sarah Kate Ellis ha così commentato il rapporto: «Mentre l'amministrazione Trump cerca di rendere le persone LGBTQ invisibili, rappresentarle in tutta la nostra diversità nelle serie Tv è un contrappeso essenziale, che dà alle persone LGBTQ storie con cui rapportarsi e aumenta la solidarietà del pubblico più ampio verso le persone e le famiglie LGBTQ».

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Il rapporto però lamenta la scarsa diversità per cui la gran maggioranza di questi personaggi sono ancora maschi e bianchi. Inoltre si rileva che le donne bisessuali sono sempre molte più degli uomini e che, soprattutto, la loro rappresentazione purtroppo scade spesso in dannosi stereotipi. La gran parte di questi personaggi sono poi cisgender, ossia la loro identità sessuale coincide con l'orientamento e il sesso di nascita, mentre solo 17 sono transgender sul totale di tutte le piattaforme. La GLAAD però per la prima volta ha potuto conteggiare personaggi dell'orientamento non-binario, come quello di Asia Kate Dillon in Billions (sopra), e asessaule, come Raphael interpretato da David Castro in Shadowhunters e Todd (con la voce di Aaron Paul) in BoJack Horseman.

Nel mentre Ryan Murphy sta lavorando a Pose, che avrà il cast più transgender ed etnicamente diversificato di sempre, con cinque protagonisti trans interpretati da attori trans (sotto la foto del cast). Si tratta di una serie antologica, la cui prima stagione è dedicata agli anni 80 a New York con l'emergere degli yuppie e la "ball culture" tra club e sale da ballo.

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Gli studi della GLAAD del resto rilevano che il 20% degli americani tra 18 e 34 anni rientra nello spettro LGBTQ e tra loro il 12% si considera "non cisgender" mentre il 4% si definisce asessaule, in linea con l'emersione di analoghe figure sulla scena televisiva. «I numeri però sono solo una piccola parte della questione e semplicemente essere sullo schermo non è abbastanza» rileva la direttrice del centro di ricerca a analisi sull'Entertainment della GLAAD, che conclude: «Se siamo lieti di vedere crescere i numeri, la considerazione di come i personaggi LGBTQ sono inseriti nelle storie e di quali storie arrivano su schermo è cruciale nel giudicare il progresso dell'industria. C'è ancora del lavoro da fare».

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