Annecy 2020 - Un viaggio a Teulada: intervista a Nicola Contini

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Annecy 2020 - Un viaggio a Teulada: intervista a Nicola Contini


Si è tenuta dal 15 al 30 giugno l'edizione 2020 - online - del Festival Internazionale del Cinema d'Animazione di Annecy. Il film Un viaggio a Teulada, diretto da Nicola Contini e scelto per la sezione Mifa Pitches, ha vinto il TitraFilm Prize. Noi abbiamo incontrato l'autore.

Teulada è un piccolo paese nel sud della Sardegna che, negli anni Cinquanta, è diventato la seconda base NATO più grande d’Europa, costringendo i suoi abitanti a spostarsi altrove. Assunta, ora ottantenne, è stata una dei tanti giovani costretti ad abbandonare sogni e aspirazioni legati a quella terra e ha deciso di emigrare ad Ajaccio, in Corsica. Ripercorrendo il periodo drammatico in cui l’orda di soldati americani ha invaso la tranquilla Teulada, abitata da semplici pastori, Assunta rivivrà emozioni forti in compagnia di Fatima, l’adolescente vicina di casa che, quasi per un segno del destino, condivide con l’anziana signora una storia di esilio.
Questo è Un viaggio a Teulada, film diretto da Nicola Contini che, sotto l’art direction di Riccardo Atzeni, è stato selezionato per la sezione Mifa Pitches del Festival Internazionale del Cinema d’Animazione di Annecy vincendo il TitraFilm Prize, premio che coprirà il lavoro di post-produzione sul sonoro del teaser del film.
Un progetto che, usufruendo della tecnica di animazione tradizionale, fa della semplicità e finezza del disegno il suo tratto distintivo portando una piccola e individuale storia di allontanamento dalle proprie origini ad una riflessione universale.

È il tuo primo film d’animazione da regista: quali sono le soddisfazioni e le difficoltà che stai riscontrando nel lavorare su Un viaggio a Teulada?
Quando abbiamo iniziato a sviluppare l’idea del film di animazione noi di Mommotty (la mia società di produzione) eravamo nati da appena due anni e non sapevamo ancora in quali e quanti guai ci saremmo cacciati! È un mondo affascinante e complesso, soprattutto per chi proviene da una formazione da documentarista come me. In questo momento stiamo sviluppando ulteriormente l’universo grafico (characters, background, props) e, al contempo, stiamo lavorando allo storyboard. Contiamo di partire con la produzione vera e propria attorno ad Aprile 2021.
Abbiamo iniziato nel 2015 e da allora molte cose sono cambiate, accompagnate, però, dalla stessa convinzione: riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo solamente se continueremo a fare squadra, come abbiamo fatto finora. Senza dimenticare la fortissima partnership con i nostri coproduttori francesi, Ilsa Prioduction (ex Mareterraniu), una società di produzione audiovisiva corsa guidata da Paul Rognoni.

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Proprio in questo periodo, in Sardegna, si sta intraprendendo un percorso importantissimo riguardo all’animazione: la Sardegna Film Commission ha dato vita al progetto New Animation in Sardinia permettendo a tanti ragazzi di talento di intraprendere un percorso nel mondo dell’animazione. Così, ormai da tempo stiamo ragionando con Nevina Satta, direttrice di Sardegna Film Commission, su come trasformare il nostro “viaggio a Teulada” in una palestra per tanti giovani animatori.

Come mai proprio l’animazione per raccontare questa storia? Da dove proviene lo spunto narrativo?
Questo viaggio è cominciato 5 anni fa. Allora ricevemmo un contributo per lo sviluppo della sceneggiatura grazie alla Legge Cinema della Regione Autonoma della Sardegna. Con quel contributo riuscimmo a impostare la sceneggiatura e il concept del progetto. All’inizio, nelle mie intenzioni, doveva essere un documentario animato su un episodio avvenuto nel dopoguerra nella mia zona di provenienza, il Sulcis (zona del sud ovest sardo). Però, più sviluppavamo la storia più capivamo le sue potenzialità: ben presto abbandonammo l’idea del documentario per abbracciare un racconto di “fantasia” ma con una forte impronta realistica. Parlo utilizzando il “noi” perché questo progetto ha sempre camminato grazie all’impegno e, spesso, al sacrificio degli sceneggiatori (Emanuele Milasi, Lara Fremder e il sottoscritto), dell’illustratore Riccardo Atzeni e del musicista e compositore Emanuele Contis.

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In una sequenza del film che avete portato al Mifa Pitches, Assunta rivede se stessa da giovane: un’immagine molto evocativa che mi ha riportato al film Le stagioni di Louise di Jean-François Laguionie. C’è stato qualche riferimento o ispirazione ad altri registi d’animazione nella stesura della sceneggiatura e nell’elaborazione dello storyboard?
Sono sempre stato attratto dai racconti di donne. Nei miei precedenti lavori (soprattutto documentari) le protagoniste sono loro. E sono affascinato dai modi in cui la memoria rielabora continuamente se stessa, in un gioco infinito di riflessi, di bivi, di continue giravolte. Così come nel film di Laguionie o in Rughe, film di Ignacio Ferreras tratto da un lavoro di Paco Roca.
Durante lo sviluppo delle prime bozze, abbiamo studiato diversi film d’animazione per capire quale fosse la chiave giusta per raccontare una storia in cui le vicende umane si mescolano alla politica e a tematiche più universali. Persepolis di Marjane Satrapi è un punto di riferimento per la sua capacità di raccontare in modo molto personale una vicenda storica molto complessa, utilizzando un stile semplice ma molto efficace. La tartaruga rossa di Michaël Dudok de Wit, con il suo tratto essenziale e carico di espressività, insieme ad un utilizzo molto poetico degli acquerelli rappresenta una linea guida per il disegno di personaggi e sfondi e per lo studio delle atmosfere. Il castello errante di Howl di Hayao Miyazaki è centrale per la visione unica e attenta che il regista offre dell’anzianità, uno dei temi raccontati anche nel nostro film. Più in generale, diversi film dello Studio Ghibli sono nel nostro panorama di riferimenti per la cura nella descrizione dei rapporti umani e delle loro vicende. I film di Sylvain Chomet (Appuntamento a Belleville, L’illusionista) sono invece una guida per l’approccio all’animazione, al movimento dei corpi e alla loro espressività.

Hai già pensato a qualcuno in particolare per le voci delle due protagoniste?
È ancora presto per dirlo ma al contempo sono particolarmente attratto da questa fase di lavorazione del film: vedere gli attori con tutta la loro energia dare vita e profondità ai personaggi che ci siamo inventati sarà un’esperienza bellissima! Inoltre, ho amato tantissimo La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Mattotti e il grandioso lavoro fatto dagli attori coinvolti nel doppiaggio italiano del film.

Qual è il periodo che avete stimato per la produzione e post-produzione di Un viaggio a Teulada? Qual è stata la risposta alla vittoria del TitraFilm Prize?
Molto dipenderà dalle risposte dei fondi nazionali e internazionali ai quali abbiamo fatto domanda. Siamo ancora nel pieno del processo di finanziamento del film e siamo alla ricerca di una distribuzione che sposi il progetto. La vittoria del Titrafilm ci dà l’importante opportunità di realizzare un teaser (supportandoci interamente nella parte della post-produzione sonora). Entro quest’anno stimiamo di terminare lo sviluppo e gran parte della pre-produzione, mentre il 2021 sarà un anno fondamentale per il film.

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Un viaggio a Teulada è una co-produzione con la Francia, paese che vanta una sviluppata cultura (ed educazione) dell’animazione rispetto all’Italia.
In Francia esistono intere regioni che supportano l’animazione (il distretto di Angouleme, per esempio) e proprio la Francia ha capito le potenzialità del nostro progetto. Penso che per noi sia fondamentale continuare ad avere il loro supporto e la loro profonda conoscenza dei processi produttivi di un film di animazione come quello che abbiamo in mente di realizzare noi. E sono molto felice del rapporto che abbiamo con i nostri “cugini” corsi, con i quali abbiamo instaurato un bellissimo rapporto.

Come vi siete conosciuti tu e Riccardo Atzeni, art director, character e background designer del film?
In un baretto di piazza Yenne, a Cagliari! È una città molto piccola in cui quasi tutti si conoscono tra di loro: ho voluto coinvolgere Riccardo nella creazione di un cortometraggio documentario in cui inserire delle animazioni. Da parte mia, fu ammirazione a prima vista. Riccardo è un artista con molto talento, con una peculiare capacità di andare dritto all’essenza dei personaggi e di creare delle atmosfere cariche di emozione.

Gli studi sui personaggi e sugli sfondi realizzati con gli acquerelli sono veramente splendidi e si combinano perfettamente con l’elemento dell’acqua, fil rouge tra le due protagoniste. Ci parli un po’ delle scelte estetiche e stilistiche del film?
L'idea che abbiamo per lo stile finale del film ci è stata abbastanza chiara fin dall'inizio. Abbiamo in mente uno stile semplice, dei colori tenui, un'atmosfera generale in cui gli elementi visivi siano di supporto alla storia. Un viaggio a Teulada è un racconto che vive di personaggi, delle loro relazioni e del periodo storico unico in cui vivono. Questo materiale per noi è molto valido, e non vogliamo soffocarlo con invenzioni visive abbaglianti. Gli acquerelli che stiamo usando in tutta la fase di concept ci aiutano a mantenerci su questa linea, creando un buon equilibrio fra gli elementi forti della storia e il loro sviluppo visivo.
I personaggi sono disegnati con forme che ne esprimono il carattere, e non vogliamo aggiungere ulteriori fronzoli ai corpi, agli abiti, a tutti gli elementi di scena. Questo perché abbiamo molta fiducia nella forza dei personaggi e delle loro storie personali. La palette di colori racconta l'evolversi della narrazione, a partire dai colori caldi del sud della Sardegna degli anni '50, fino al grigio del cemento della periferia francese dei giorni nostri. Inoltre, abbiamo considerato diversi incroci cromatici: il mare e la terra di Teulada saranno macchiati dai colori freddi dei mezzi militari, mentre la periferia delle città odierne verrà vivacizzata dai graffiti.

Avete già in programma di portare Un viaggio a Teulada a festival importanti?
Abbiamo davanti a noi un percorso ancora lungo!

È stato difficile portare avanti il progetto durante il periodo di lockdown?
In realtà, nella fase in cui siamo, abbiamo cercato di ottimizzare al massimo il tempo a nostra disposizione ragionando sui personaggi, sull’atmosfera generale. E intanto è arrivata la grandiosa notizia della selezione ad Annecy!

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