Arena Milano Est - Intervista a Franco Dassisti

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La citazione

«La televisione è meglio del cinema. Sai sempre dov'è la toilette. (Dino Risi)»

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Pedro Armocida

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Arena Milano Est - Intervista a Franco Dassisti


Nasce Arena Milano Est, rassegna cinematografica estiva organizzata dal Cineteatro Martinitt di via Pitteri 58 a Milano. Dopo il periodo di sospensione delle attività a causa della pandemia da Coronavirus, la direzione ha deciso di puntare su un’arena all’aperto con una programmazione a moduli pensata per un ampio pubblico. Le proiezioni si tengono dal lunedì alla domenica (anche in caso di pioggia, nell’attiguo teatro) escluso il giovedì. Abbiamo intervistato Franco Dassisti (giornalista, critico e conduttore radiofonico de “La Rosa Purpurea”, programma dedicato al cinema in onda su Radio24 ogni sabato alle 18), in quest’occasione responsabile e curatore dei contenuti della rassegna.

In un periodo in cui i cinema faticano a ripartire e, quando ci riescono, lo fanno con cautela, ridimensionando le proprio proposte, voi rilanciate: un nuovo progetto, un nuovo evento e una nuova arena. Com’è nata questa iniziativa?
L’iniziativa, ovviamente, non è disgiunta dall’emergenza che si è creata. Il Cinema Teatro Martinitt, da ormai una decina d’anni, organizza una stagione teatrale di commedia popolare e nei weekend presenta proposte di tipo cinematografico. Per cui siamo partiti da questa tradizione. Quest’anno la pandemia ha bloccato tutto a fine febbraio e, da quel momento, chi gestisce il Cineteatro ha cominciato a pensare che, quando la cosa si fosse sbloccata, sarebbe stato necessario provare a recuperare lo spazio perduto e ad occuparne di nuovo. La scelta è stata quindi di provare a puntare su un’arena estiva. Lo spazio c’era, di fianco al Cinema Teatro un grande parcheggio è stato ristrutturato e abilitato ad ospitare un’arena che, senza COVID sarebbe da 800 posti ma, con le restrizioni, diventano 400. È stata una scelta coraggiosa, puntare soprattutto sul cinema, ma senza dimenticare il teatro che, ovviamente, è la matrice del Cineteatro Martinitt: ogni giovedì sera ospiteremo dei giovani stand up comedians. Tutti gli altri giorni sarà cinema.

La programmazione, consultabile sul sito, è strutturata a moduli con varie proposte. Come è stata pensata questa divisione? Quali sono le motivazioni di questa scelta?
Il palinsesto scelto è variegato, un po' per tutti i gusti, non dimenticando l’estrazione popolare di un contesto di periferia, ma anche grande e quindi “cinema per il grande pubblico”. Credo che il buon cinema di intrattenimento possa essere ottimo anche senza abbandonare la qualità. Ho diviso il palinsesto in giorni “verticali”, cercando di dare a ogni giornata una sua connotazione: il lunedì cinema d’autore, il martedì i film italiani più importanti della stagione, il mercoledì abbiamo puntato su anteprime italiane, o uscite in streaming durante il COVID o in prima visione. Avremo anche molti ospiti: mercoledì scorso Aurelio Grimaldi de Il delitto Mattarella, il 15 Emanuela Rossi accompagnerà Buio, il 29 Alberto Ferrari accompagnerà Un figlio di nome Erasmus e altri. La seconda parte della settimana, invece, è quella più popolare: venerdì ripercorreremo tutti i film che hanno vinto dei premi agli Oscar 2020, il sabato i blockbuster della stagione (che quest’anno sono riusciti con difficoltà ad esprimere appieno il loro potenziale commerciale) mentre la domenica una selezione di film per famiglie. Abbiamo voluto far incontrare cinema popolare e d’autore, cercando di tirare fuori tutto ciò che è stato “schiacciato” dallo streaming, convinti che il cinema sia quello sul grande schermo.

Rimanendo sulle anteprime di film italiani, usciti in streaming in questi ultimi mesi, che non hanno ancora avuto uno spazio in sala e presentati dai registi stessi. Qual è l’obiettivo di questi incontri?
Credo che la vicinanza o l’incontro con un regista crei nello spettatore un legame doppio con il film. Questo l’arena lo permette, ad esempio mercoledì scorso con Grimaldi siamo rimasti insieme al pubblico a parlare fino a mezzanotte inoltrata. Credo che l’incontro con il regista crei quasi una terza dimensione al film, come se diventasse un prodotto vivo. Questo si rifà ad una sala come la nostra che è anche un po' una comunità. Il nostro obiettivo non è solo attirare gente, ma, invitando i registi a parlare del loro lavoro, vogliamo anche raccontare il cinema. Siamo convinti che questo porti a una fidelizzazione e renda anche la nostra arena diversa dalle altre. Inoltre siamo tra i pochi che in caso di pioggia non rimandano la programmazione, spostando la proiezione all’interno del Cineteatro Martinitt. Da noi lo spettacolo è assicurato.

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L’arena estiva è iniziata da una settimana. Ad oggi, com’è stata la risposta del pubblico?
Siamo molto contenti, penso di esprimere anche le parole di Stefano Marafante (direttore del Cineteatro) che ha avuto l’idea di questa iniziativa. Siamo contenti perché è un’arena nuova, arriva col COVID in un momento in cui i film non incassano molto, in cui il cinema ha pochi prodotti nuovi. Pensiamo di aver intercettato però la voglia della gente di ritornare al cinema, una voglia che noto essere in crescendo costante. Dal primo giorno, la serata inaugurale con I vitelloni, abbiamo continuato con Trolls la domenica, lunedì con Polanski, martedì con Il traditore e mercoledì con Il delitto Mattarella, è stato un crescendo continuo di spettatori. C’è evidentemente in atto un passaparola, attraverso i social, è quasi un’informazione porta a porta. Il feedback del pubblico è positivo. Questo ci dice che l’obiettivo di diventare il polo di attrazione dell’area Milano Est sul cinema, potrebbe essere stato centrato.

Ad oggi la situazione dell’industria cinematografica è ancora delicata. Dopo quest’esperienza estiva, credi ci potranno essere le condizioni giuste per ripartire? In che modo?
Ho appena aperto la pagina di Cinetel di ieri: il film che ha incassato di più e stato Favolacce con 862 spettatori in tutta Italia, Jojo Rabbit ha fatto più spettatori (1068) ma meno incassi, il quinto in classifica ha 130 spettatori. Il problema vero è che evidentemente la gente ha ancora paura ad andare in una sala al coperto, anche se si garantisce qualsiasi tipo di sicurezza. La gente fa chiaramente fatica, mentre nelle arene si lascia andare un po' di più. I dati Cinetel quindi andrebbero integrati a quelli delle arene estive perché troveremmo delle sorprese. Le condizioni per ricominciare, invece, sono solo e unicamente dei nuovi grandi film nei cinema al coperto. Avevo esultato alla notizia di Onward in sala dal 22 luglio e di Tenet dal 3 agosto, purtroppo quest’ultimo è già stato spostato e del film della Pixar non c’è ancora la totale certezza (dato che sono produzioni che vengono lanciate in tutto il mondo e immagino attendano che la situazione si stabilizzi a livello globale). Sono solo i grossi titoli che possono riportare il pubblico nelle sale al chiuso. Io auspico che questi due film escano durante l’estate e che, dopo Venezia, qualcos’altro venga lanciato davvero e che si possa convincere nuovamente la gente a tornare in sala. Un altro problema è quello di quanto possano resistere le sale, che sono delle imprese commerciali, con questi numeri. La situazione è molto delicata. Servono i film: l’ingrediente fondamentale.

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