Bastardi senza (più) gloria

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Mauro Gervasini dice che La promessa è il film da salvare oggi in TV.
Su Sky Cinema Suspense alle ore 22:30.

La Berlinale conferma: il suo fondatore è stato un consigliere nazista

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Quando la leggenda diventa realtà, si stampi la leggenda (John Ford)»

scelta da
Emanuela Martini

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Bastardi senza (più) gloria


La Berlinale conferma: il suo fondatore è stato un consigliere nazista

I tedeschi devono sempre fare le cose in grande per dimostrare di essere meglio. E come dare loro torto: l'hanno dimostrato con le macchine, con i reich, con le guerre mondiali, e ora ci si mettono anche con la cancel culture. Ché se gli amici alemanni gettano qualcuno dalla rupe dell'oblio, non lo fanno solo quando si è mostrato alla stagista con i mutandoni di lana alle caviglie; ma anche e soprattutto quando di un personaggio pubblico si scopre, seppur tardivamente, un'affiliazione nazista precedentemente rimasta nascosta. È il caso di Alfred Bauer, storico del cinema e primo direttore del Festival internazionale del cinema di Berlino, che i più attenti ricorderanno omaggiato nel nome di uno degli Orsi d'argento - riservato a “film ritenuti particolarmente innovativi e che aprono nuove prospettive sull'arte cinematografica” - assegnati dalla giuria della manifestazione. Premio che è stato spogliato del suo nome sin dall'ultima edizione, dal momento che già alla fine di febbraio il quotidiano tedesco Die Zeit aveva pubblicato le prime indiscrezioni, che svelavano la presunta collaborazione di Bauer con la macchina propagandistica creata da Joseph Goebbels per il regime nazista. Subito dopo lo scoop, la Berlinale aveva commissionato all'istituto di storia contemporanea di Leibniz una ricerca approfondita per stabilire la veridicità delle accuse. Oggi, a qualche mese di distanza, il Festival conferma: Alfred Bauer fu affiliato (fin al 1933) a varie organizzazioni nazionalsocialiste, mentre durante gli ultimi anni del regime fu consigliere del Reichsfilmintendant, posizione creata da Goebbels nel 1942 per accentrare i poteri da direttore artistico dell'industria cinematografica nazionale. “Bauer dev'essere stato consapevole dell'importanza del Reichsfilmintendant all'interno dell'apparato propagandistico del regime nazista. Il suo impiego in quell'ufficio ha contribuito al funzionamento, la stabilizzazione e la legittimazione del regime nazista” dicono i vertici della Berlinale, che non hanno ancora comunicato il nuovo nome dell'ormai ufficialmente ex Premio Alfred Bauer.

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