Bourdain Unknown

facebook_0.png
twitter.png
Instagram.png
Oggi Free
Simone Emiliani dice che Estasi è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 05:00.

Nello stesso giorno, il 12 aprile, partono negli Usa la terza stagione di Killing Eve e la prima della nuova serie in cui è coinvolta Phoebe Waller-Bridge: Run . Quando arriveranno da noi? Nell'attesa, riproponiamo la recensione della seconda stagione della serie incentrata sul rapporto di odio-amore tra Villanelle e Eve Polastri.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo di carriera pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

Un ricordo di Emir Kusturica e di un equivoco lungo un festival e oltre.

La citazione

«Un ingenuo e stupido film americano può insegnarci qualcosa “per mezzo” della sua scempiaggine. Ma non ho imparato mai niente da uno scaltrito film inglese. (Ludwig Wittgenstein)»

cinerama
9212
servizi
3648
cineteca
3122
opinionisti
2157
locandine
1080
serialminds
962
scanners
508
Servizio pubblicato su FilmTv 25/2018

Bourdain Unknown


Chi era Anthony Bourdain? Non sappiamo.

Non sappiamo nulla di Anthony Bourdain. Della sua vita, dei suoi pensieri, del suo amore per Asia Argento, di quando, lo scorso 8 giugno, ha scelto di togliersi la vita nell’hotel di un comune francese di meno di 4.000 abitanti. E più pensiamo di sapere qualcosa di lui, del suo temperamento, della sua evocata autenticità, più finiamo per raccontarlo con coccodrilli retorici e psicologismi facili. La cosa riguarda anche chi scrive, ovviamente: avere letto i suoi libri e avere visto (spesso amato) le sue trasmissioni non mi fornisce alcuna direzione. Certo, posso ricordarlo incazzato e demotivato di fronte alle scorciatoie della macchina televisiva - quando, in Sicilia, per l’impossibilità di pescare i polpi in acque improbabili sono cominciati a cadere, surgelati, dal cielo -, insindacabilmente sbronzo di fronte a una telecamera, efficacissimo nelle pagine di Kitchen Confidential - Avventure gastronomiche a New York (Feltrinelli), ma capire no, non mi è concesso. Fortunatamente. Quando le ipotesi sui moti emozionali di un personaggio pubblico virano verso la certezza si scade nel banale. È successo ultimamente per Chris Cornell, continuerà a succedere ogni volta che cerchiamo di trasformare l’esistenza in qualcosa di euclideo. Poi ci sono i fatti, che restano e forniscono le memorie. Bourdain ha cambiato la faccia della narrazione culinaria (soprattutto - ma non solo - con il programma di reportage Parts Unknown, in Italia in onda su laeffe col titolo Cucine segrete), l’ha depurata di tutti quei pedagogismi, esotismi, manicheismi desueti e l’ha riempita di vita, colori, pensieri, cultura, rumori, volti. Un esercizio contemporaneamente letterario e documentaristico, un equilibrio mirabile, sempre in bilico fra antropologia e iperrealismo, che apre la mente, illumina gli occhi e ovviamente spalanca il palato. Bourdain ha campeggiato a lungo in cucina, poi si è rotto l’anima di spadellare, comandare e decidere, e ha vissuto a lungo tra aeroporti e alberghi. Bourdain ha portato Obama a mangiare bún cha (spaghetti di riso con maiale e verdure) in un postaccio vietnamita, ha ingurgitato qualsiasi pietanza, assunto ogni droga e attraversato profonde depressioni. Bourdain ha trattato il cibo del mondo somministrandogli la stessa medicina che Charles Bukowski ha imposto alla narrativa. Come Bukowski si è infatti messo al centro della scena e ne ha raccontato radici, protagonisti e tradizioni con l’aria di quello che era lì solo per scolarsi l’ennesimo bicchiere della staffa, consapevole che la sua presenza non avrebbe mai cambiato la vita di nessuno. Il sottile potere del nichilismo, da sempre impermeabile alla morte


Adriano Aiello

Scrivo. Di cinema, cibo, vino e stanchezza esistenziale in metropolitana. Sarei potuto essere un intellettuale, ma fortunatamente nel 1993 uscì la prima edizione di Championship Manager. Sono tra i 7 più grandi giocatori della storia di Risiko.

Profilo Facebook

FilmTv.Press è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963 - Registrazione Tribunale di Milano n° 109 del 6 maggio 2019
Credits - Contatti - Supporto tecnico
Privacy Policy