Drive Me Home

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Simone Emiliani dice che Giovani si diventa è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 17:05.

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Non è più possibile parlare d'arte escludendo la scienza e la tecnologia. Non è più possibile analizzare i fenomeni fisici escludendo le realtà metafisiche. (Gene Youngblood)»

scelta da
Simone Arcagni

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Articolo pubblicato esclusivamente su questo sito

Drive Me Home


Dal Belgio alla Sicilia, con Drive Me Home l'esordiente Simone Catania racconta il lungo viaggio di Vinicio Marchioni e Marco D'Amore per ricostruire un'amicizia e due vite uscite dai binari.

Blufi, appoggiata sulle alture delle Madonie non distante da Palermo, mille abitanti malcontati e arrotondando per eccesso. Antonio e Agostino, amici per la pelle, crescono insieme in questo antico mondo rurale. Diventati ragazzi, sognano di scappare dalla campagna e di vivere insieme il sogno della grande metropoli; o al massimo di costruire un fossato attorno alla tenuta di campagna della disastrata famiglia di Antonio e dichiararsi stato indipendente, loro due contro tutto il mondo. Poi, da un giorno all'altro e senza dare una spiegazione all'amico, Agostino lascia la Sicilia e scompare nel nulla. Quindici anni più tardi, Antonio (Vinicio Marchioni) ha fallito nelle sue avventure in giro per l'Europa, è spiantato e abbastanza indebitato da dover mettere in vendita il casolare di famiglia. Riesce a rintracciare Agostino (Marco D'Amore): lo ritrova, in compagnia del suo tir, in un'area di sosta in Belgio, autotrasportatore solitario, silenziosamente disperato e appassionato di droghe ricreative. In un lungo e complicato viaggio verso casa, i due amici cercheranno di affrontare i traumi che li hanno separati per tanto tempo e che hanno deragliato le rispettive vite.

La differenza tra una storia semplice e una banale è la stessa che c'è tra un quadro di Picasso e lo schizzo sghembo di un bambino. Le linee e gli angoli sono gli stessi, la sostanza è di un altro pianeta. A conferma dell'equazione si aggiunge anche Drive Me Home, l'esordio di Simone Catania come sceneggiatore e regista di un lungometraggio; che da un road movie a struttura canonica e largamente lineare è in grado di estrarre una piccola storia piena di umanità e amore, fraterno e per la vita. La differenza, in questo caso, la fanno lo sguardo del regista – dolorosamente affettuoso nel posarsi su due trentenni irrisolti e in cerca d'autore – e la presenza di due interpreti, D'Amore e Marchioni, intensi senza mai essere sopra le righe, bravi a esplorare i dettagli di due personaggi tanto reali da essere famigliari.


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Drive Me Home» Cinerama (n° 39/2019)

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