I 10 inediti italiani del 2018 secondo FilmTv

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Pier Maria Bocchi dice che Prima di mezzanotte è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 07:55.

Raging Rose di Julia Kowalski è in streaming su ArteKino

Il 22 novembre arriva in versione doppiata e ne abbiamo approfittato per una panoramica sulle serie "eredi" di Il Trono di Spade , su Film Tv n° 47. Qui vi riproponiamo la recensione pubblicata in occasione della sua prima uscita, in versione originale sottotitolata.

È tempo di spie. Su Film Tv n° 46, in occasione dell'uscita della seconda stagione di Jack Ryan , esploriamo il mondo delle spie e dello spionaggio nelle serie tv. In questa sezione allora torniamo a una delle spie più famose della storia del cinema.

Negli ultimi anni, il panorama televisivo si è popolato di protagoniste complesse: una serialità femminista?

Callisto Cosulich salvava, in una rubrica su FilmTv, visioni e ricordi che prendevano spesso la forma di bellissime storie. Qui ci racconta di Taking Off di Forman e di come quella scena, anzi LA scena, in cui tutti fumano marijuana, gli diede qualche problemino quando decise di inserire il film in una rassegna sulla New Hollywood per la Rai.

La citazione

«Alice Harford: I do love you and you know there is something very important we need to do as soon as possible. - Dr. Bill Harford: What's that? - Alice Harford: Fuck.»

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Fabrizio Tassi

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I 10 inediti italiani del 2018 secondo FilmTv


Su FilmTv n°52/2018 facciamo il punto del corso del cinema italiano nel 2018. A corredo dell'articolo abbiamo proposto la classifica dei dieci migliori film italiani inediti del 2018.

1

Chaco

di Daniele Incalcaterra, Fausta Quattrini

Un uomo armato di videocamera e un ideale senso di giustizia si batte contro la deforestazione del Chaco paraguayano. Ma l’impresa s’incaglia lungo una traiettoria donchisciottesca: gli interessi finanziari, i poteri forti della burocrazia, la graduale scomparsa delle culture indigene segnano la fine del rapporto con la Grande terra. Non un semplice documentario d’inchiesta, ma un vero thriller politico. E ancora di più: un dramma personale sulla fine dell’utopia, l’amara cronaca di una disillusione.

Eddie Bertozzi

2

I diari di Angela

di Yervant Gianikian

Parole scritte a mano, disegni. Lettere d’amore attraverso la scrittura di Angela Ricci Lucchi, la compagna di sempre, scomparsa lo scorso febbraio. Cinema infiammabile, come carta e pellicola. Nel pieno del lutto la scrittura, le immagini d’archivio, i viaggi in Russia, negli Usa, in Armenia (con Walter Chiari) diventano sopravvivenza. Fatti pubblici, privati, incontri, letture, squarci domestici. “Elettrici” come i loro frammenti. Colmo di nostalgia e dolore. Girato «ancora insieme». Insostenibile.

Simone Emiliani

3

Dulcinea

di Luca Ferri

Primo capitolo di una “trilogia dell’appartamento” in cui ciascun episodio ha un formato diverso (qui la pellicola, omaggio all’epoca di riferimento, gli anni 90), imprigiona nello spazio domestico il miraggio amoroso del cavalier servente Don Chisciotte, facendone liturgia alienante. Schematico per programma, evocativo suo malgrado, è un desolante balletto meccanico che, puntando al vuoto, bandisce psicologie, schiva l’intreccio e invita lo spettatore nell’insidioso campo del niente da capire.

Luca Pacilio

4

Un'estate a Milano

di Demetrio Giacomelli

«I decenni volano, sono certi pomeriggi che non passano mai». Figuriamoci quelli estivi, troppo azzurri e lunghi; peggio ancora se trascorsi in città, con così tanto tempo libero da non sapere come occuparlo. Giacomelli prosegue nel solco del fantarealismo apocalittico (L’estinzione rende liberi) e, dopo Conte/Celentano, torna a raccontare Un’estate a Milano: una deriva d’immagini, in rigorosa bassa risoluzione, dove si passa, senza soluzione di continuità, dalla realtà virtuale alla virtualità reale.

Matteo Marelli

5

My Home, in Libya

di Martina Melilli

Ricomposizione della Storia familiare entro una rete ipertestuale di frammenti: il racconto dei nonni di Melilli, italiani nella Libia pre-Gheddafi; un patchwork di fotografie affisse alla parete, come a risolvere un cold case; il reportage di Mahmoud, che nella Tripoli delle milizie ripercorre i luoghi delle origini, costruendo un dialogo via chat da sovrapporre alle riprese col cellulare. Un collage per rompere i confini dello spazio e del tempo ed elaborare un’ipotesi di identità, di appartenenza, di casa.

Caterina Bogno

6

L'ospite

di Duccio Chiarini

Agli antipodi del “postofisso” di Zalone, ci sono i precari di Chiarini. Due facce della stessa medaglia, quella di un paese squassato da una crisi di identità, prima ancora che economica, senza precedenti. Un’inquietudine che serpeggia sempre più nei rapporti di coppia, rendendoli evanescenti, volatili. La sceneggiatura scritta a più mani - c’è anche Roan Johnson - riesce nell’impresa di mantenere un registro agrodolce, che rifugge ogni eccesso e abbraccia il minimalismo. Un piccolo film, ma con molte cose da dire.

Emanuele Sacchi

7

Pierino

di Luca Ferri

Abitudinario, cinefilo, Pierino è un pensionato bergamasco che il regista visita nel corso di un anno, ogni giovedì, per intervistarlo sulle sue attività. I giorni scanditi da routine tra barbieri e cimiteri, lo spazio circoscritto dell’appartamento tappezzato di VHS, il VHS impastato con cui il film è girato, tracciano i contorni di un’esistenza che è una pacata, fallimentare sfida con il tempo. Un (auto)ritratto in cui la fredda gabbia strutturale tipica di Ferri si scioglie in un’inattesa empatia.

Tommaso Isabella

8

Ricordi?

di Valerio Mieli

Lui e Lei non hanno nome, solo ricordi: di un discorso amoroso franto, irrisolto, a due facce (che non com-baciano mai). I loro dieci inverni si sfaldano, si ingarbugliano in una matassa digressiva, in un sentimento del tempo che Lui impara a tollerare, Lei a soffrire. Se il destino di una relazione è che la poesia «diventi pappa», come chiosa amarognolo Luca Marinelli (in un ruolo a lui congeniale; ma la rivelazione è Linda “Antonia.” Caridi), Mieli le rende comunque grazia, con ostinata commozione.

Fiaba Di Martino

9

StellaStrega

di Federico Sfascia

Sfascia riprende Alienween (2016), lo ritocca nel montaggio e lo rinomina, aggiunge una cornice, cancella il nome del produttore Visani e fa rinascere il film come suo, e punto. Stellastrega. Quattro amici, una casa nel bosco, un festino sesso & droga che non parte, causa ultracorpi ineleganti. Raro (unico, in Italia) esempio di film dell’orrore indipendente in cui comico e parodico tengono, trovano una misura (demente il giusto, e dunque intelligente) e non s’abbandonano al facile trash. Cercatelo. È in tour.

Giulio Sangiorgio

10

L'ultima notte

di Francesco Barozzi

Alla morte del padre, Bea torna a casa, dopo anni di assenza, dal fratello Franco e dalla sorella minore Emi. La casa è una fattoria isolata nella campagna modenese, ed è gonfia di tensioni sepolte; come la famiglia che vi si ritrova. Ispirato a un fatto di cronaca, fatto di volti e di sguardi ravvicinati, L’ultima notte di Francesco Barozzi è un thriller costruito su orrori sepolti, sull’atmosfera malsana che può emanare dalla solitudine, dove il passato è un buco nero dal quale non si ritorna.

Emanuela Martini

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