I migliori film del decennio 2010-2019

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Matteo Marelli dice che Il minestrone è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 00:55.

Dal 1° aprile sbarca su Netflix una delle comedy più stratificate e divertenti degli anni dieci: dal Dan Harmon che poi creerà Rick & Morty, la vicenda di sette outsider diversissimi che stringono amicizia formando un gruppo di studio nella scalcagnata università pubblica di Greendale. Qui vi riproponiamo la recensione della quinta stagione, che ne ripercorre la faticosa e altalenante vicenda produttiva.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo di carriera pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

Un ricordo di Emir Kusturica e di un equivoco lungo un festival e oltre.

La citazione

«Non solo Dio non esiste, ma provate a trovare un idraulico durante il week end! (Woody Allen)»

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Emanuela Martini

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Servizio pubblicato su FilmTv 29/2019

I migliori film del decennio 2010-2019


Dieci titoli per gli anni dieci: questa la domanda che Film Tv ha rivolto a 50 tra le sue firme. Ed ecco i risultati: tutte le classifiche, le schede dei primi dieci titoli e la top ten dei registi pù votati

Ed eccoci, a riguardare il decennio che si sta chiudendo, per provare a fare il punto sulle strade che nel cinema si sono aperte. Sugli autori che han saputo reagire a un presente accelerato e frammentato dalla tecnologia. Sui film che sono stati in grado di far proprio un nuovo modo e un nuovo mondo delle immagini. Oppure di contrapporsi a esse, rivendicando per il cinema, malinconicamente, donchisciottescamente, un ruolo centrale, in un decennio in cui quel ruolo, probabilmente, il cinema l’ha perduto per sempre. D’altro canto, prima dell’allarme ambientale di cui parlano First Reformed e Mad Max: Fury Road, questi dieci anni si aprono all’insegna di un incombente senso della fine (del cinema?). 2011, l’apocalisse: 4:44 - Ultimo giorno sulla terra di Abel Ferrara, Melancholia di Lars von Trier, Take Shelter di Jeff Nichols, Il cavallo di Torino di Béla Tarr. C’è una piccola scena, in The Canyons di Paul Schrader, una scena di quelle apparentemente insignificanti, che coglie questo passaggio, questa rivoluzione: la protagonista sta guardando un film in tv (è quel che resta d’altronde: le serrande delle sale sono chiuse anche a Hollywood), ma le immagini sullo schermo lasciano il posto a una chat. Il cinema è sostituito, converge insieme al resto in uno schermo personale pieno di storie e stories, ricolmo di stimoli a cui non è semplice prestare cura. The Canyons, coi suoi uomini vuoti, in fondo parla proprio di questo: il cinema è finito dentro il quotidiano, lo allucina e sforma, non c’è distinguo tra fiction e reale su quegli schermetti e con quelle microcamere, non c’è un grande schermo, dice l’apocalittico Schrader, a contenere e trattenere gli spettri del desiderio. E così sia. Cos’è il cinema oggi? Dov’è? Dovunque, probabilmente, basta guardar le etichette: non è stato questo il decennio delle serie televisive cinematic, del cinema del reale? Non è stato il decennio della realtà virtuale? Dei factual? Delle fake news? La domanda giusta, probabilmente, è: «dov’è la realtà?». Non è un caso che, dopo aver chiesto ai nostri collaboratori di indicare quali per loro fossero i dieci migliori film del decennio, il vincitore risulti Holy Motors di Leos Carax. La storia, le storie, le stories di un uomo, di cui non conosciamo l’identità vera se non quelle differenti che mette in scena in ogni scena, o scenetta: un uomo sempre in recita, un produttore seriale di immagini, anche se nessuno quelle immagini le guarda, anche se non sono per nessuno, o sono solo per se stesso (ma chi è se stesso?). È un film fatto di frammenti, un film-palinsesto a misura di deficit attentivo, un film in cui lo spettacolo è ovunque, in ogni luogo, in ogni (bellissimo) gesto, e no, non c’è nessun reale, oltre lo spettacolo. Un film in cui è impossibile accedere all’identità del protagonista, come vuole questo cinema d’oggi, disturbato di disturbo narcisistico. Un disturbo che non è solo di grandeur, d’egomania, come vuole la vulgata, ma anche del suo esatto contrario. Sfogliando un testo fondamentale sull’argomento, Il narcisismo - L’identità rinnegata di Alexander Lowen si legge: «Il narcisismo denota un investimento nell’immagine invece che nel sé. I narcisisti amano la propria immagine, non il loro sé reale. Hanno un senso di sé debole, e non è in base a esso che orientano le loro emozioni. Ciò che fanno è piuttosto diretto a incrementare l’immagine, spesso a discapito del sé». E, mentre Hollywood fonda e rifonda storie di supereroi (questo è stato il decennio dei cinecomix, ma la nostra classifica sembra non badarci) non sono un sé debole, un investimento eccessivo nell’immagine, un incremento che blocca l’accesso all’io profondo, a esser raccontati di frequente dal cinema di oggi, a informare il cinema nuovo, a fargli trovare nuove ipotesi formali per raccontarci? Un dominio dell’immagine sull’identità. Una difficoltà di seguire un senso preciso, profondo, in questo troppo che stroppia. Non c’è solo Holy Motors: pensate alla fatica con cui i personaggi emergono dalla bolgia di segni del Faust di Aleksandr Sokurov (uno la cui anima se l’è presa il diavolo) o di un capodopera finale come È difficile essere un dio di Aleksey German. A The Tree of Life di Terrence Malick, o meglio ancora, al suo Knight of Cups, in cui per giungere allo spirito bisogna superare la patina edonista pubblicitaria. A Spring Breakers di Harmony Korine. Ai teatri al neon di Nicolas Winding Refn, che han bisogno di derivare da immagini ulteriori, per provare a fare scena della psiche. A Suspiria di Luca Guadagnino, in cui la storia del protagonista, lo psicoanalista, è nascosta sotto un freddo delirio barocco che sposta il punctum dell’opera (e del senso di fare un remake), così come in Elle la protagonista elabora il trauma con una serie di assurdi spostamenti, che fanno del film di Verhoeven un imprendibile, freddo pastiche. Le immagini bloccano il senso, coprono il vero, sono bellissime, e sono un ostacolo. Pensate ai film di questo periodo formalista e digitale di Lars von Trier, tentativi d’autoanalisi sotto materiale provocatorio. Pensate ai film di Paolo Sorrentino, a La grande bellezza, in cui il protagonista, al posto di concentrarsi sul viaggio dell’eroe, sulla comprensione di quel che per lui è la grande bellezza del titolo, si perde in un eccesso di immagini, a smontare e rimontare le strategie retoriche, le storie, di coloro che sono intorno. Pensate a un film su Berlusconi, che si intitola non Lui, ma Loro. Etc. Paul Thomas Anderson riassume tutta questa impossibilità di accedere a quel che sta oltre la superficie delle immagini con un cinema monumentale, secco, opaco, antipsicologico: il protagonista tronfio e fragile di Il filo nascosto è tutto immagine, stoffa, il segreto, se c’è, è nel risvolto. E credo sia questo, il sentimento del tempo, che anima, e cambia, le forme del cinema d’oggi. Così, in questo contesto di sé deboli e eccesso di immagini, dentro questo cinema nuovo, assume un particolare significato, romantico e contro il suo tempo, Boyhood di Richard Linklater, che sceglie di seguire una persona lungo l’arco della gioventù, sceglie di mettersi in gioco e dentro il tempo dell’esistere, sceglie di costruirla, un’identità, e di stamparla su pellicola. Ma questa, la mia, è solo una delle possibili letture del decennio. Altre (nostre e vostre) ne verranno. Per ora largo alle classifiche. Stay tuned.

  • I migliori film del decennio 2010-2019
    1. HOLY MOTORS [2012] di Leos Carax ★ 13 VOTI
    2. IL FILO NASCOSTO [2017] di Paul Thomas Anderson ★ 12 VOTI
    3. MAD MAX: FURY ROAD [2015] di George Miller ★ 11 VOTI
    4. BOYHOOD [2014] di Richard Linklater ★ 10 VOTI
    5. FIRST REFORMED [2017] di Paul Schrader ★ 8 VOTI / THE TREE OF LIFE [2011] di Terrence Malick ★ 8 VOTI
    6. -
    7. IL CAVALLO DI TORINO [2011] di Béla Tarr ★ 7 VOTI / DJANGO UNCHAINED [2012] di Quentin Tarantino ★ 7 VOTI / ELLE [2016] di Paul Verhoeven ★ 7 VOTI / FAUST [2011] di Aleksandr Sokurov ★ 7 VOTI

    ...seguono

    • DRIVE [2011] di Nicolas Winding Refn ★ 6 VOTI
    • MELANCHOLIA [2011] di Lars von Trier ★ 6 VOTI
    • LA VITA DI ADELE [2013] di Abdellatif Kechiche ★ 6 VOTI
    • VIZIO DI FORMA [2014] di Paul Thomas Anderson ★ 6 VOTI
    • THE WOLF OF WALL STREET [2013] di Martin Scorsese ★ 6 VOTI
    • ADDIO AL LINGUAGGIO [2014] di Jean-Luc Godard ★ 5 VOTI
    • DUNKIRK [2017] di Christopher Nolan ★ 5 VOTI
    • THE MASTER [2012] di Paul Thomas Anderson ★ 5 VOTI
    • THE NEON DEMON [2016] di Nicolas Winding Refn ★ 5 VOTI
    • SOLO GLI AMANTI SOPRAVVIVONO [2013] di Jim Jarmusch ★ 5 VOTI
    • SPRING BREAKERS [2012] di Harmony Korine ★ 5 VOTI
    • UNDER THE SKIN [2013] di Jonathan Glazer ★ 5 VOTI
    • ZERO DARK THIRTY [2012] di Kathryn Bigelow ★ 5 VOTI
    • THE ACT OF KILLING [2012] di Joshua Oppenheimer ★ 4 VOTI
    • BLACKHAT [2015] di Michael Mann ★ 4 VOTI
    • IL FIGLIO DI SAUL [2015] di László Nemes ★ 4 VOTI
    • HABEMUS PAPAM [2011] di Nanni Moretti ★ 4 VOTI
    • INSIDE OUT [2015] di Pete Docter, Ronnie Del Carmen ★ 4 VOTI
    • LINCOLN [2012] di Steven Spielberg ★ 4 VOTI
    • TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI [2017] di Martin McDonagh ★ 4 VOTI
    • LE MILLE E UNA NOTTE - ARABIAN NIGHTS [2015] di Miguel Gomes ★ 4 VOTI
    • NOCTURAMA [2016] di Bertrand Bonello ★ 4 VOTI
    • PERSONAL SHOPPER [2016] di Olivier Assayas ★ 4 VOTI
    • THE RAID: REDENZIONE [2011] di Gareth Evans ★ 4 VOTI
    • REALITY [2012] di Matteo Garrone ★ 4 VOTI
    • IL TOCCO DEL PECCATO [2013] di Jia Zhangke ★ 4 VOTI
    • AMERICAN SNIPER [2014] di Clint Eastwood ★ 3 VOTI
    • THE ASSASSIN [2015] di Hou Hsiao-hsien ★ 3 VOTI
    • AUTORITRATTO SIRIANO... [2014] di W. Bedirxan, O. Mohammed ★ 3 VOTI
    • CAVE OF FORGOTTEN DREAMS [2010] di Werner Herzog ★ 3 VOTI
    • CHIAMAMI COL TUO NOME [2017] di Luca Guadagnino ★ 3 VOTI
    • DETROIT [2017] di Kathryn Bigelow ★ 3 VOTI
    • LA LA LAND [2016] di Damien Chazelle ★ 3 VOTI
    • LOVE [2015] di Gaspar Noé ★ 3 VOTI
    • MIRACOLO A LE HAVRE [2011] di Aki Kaurismäki ★ 3 VOTI
    • MOONRISE KINGDOM [2012] di Wes Anderson ★ 3 VOTI
    • NERUDA [2016] di Pablo Larraín ★ 3 VOTI
    • NYMPH()MANIAC [2013] di Lars von Trier ★ 3 VOTI
    • POST MORTEM [2010] di Pablo Larraín ★ 3 VOTI
    • SCAPPA - GET OUT [2017] di Jordan Peele ★ 3 VOTI
    • UNA SEPARAZIONE [2011] di Asghar Farhadi ★ 3 VOTI
    • THE SQUARE [2017] di Ruben Östlund ★ 3 VOTI
    • ZAMA [2017] di Lucrecia Martel ★ 3 VOTI
    • LO ZIO BOONMEE CHE SI RICORDA LE VITE PRECEDENTI [2010] di A. Weerasethakul ★ 3 VOTI
    - a cura della Redazione -
  • I registi più votati
    1. PAUL THOMAS ANDERSON ★ 23 VOTI
    2. LEOS CARAX ★ 13 VOTI / NICOLAS WINDING REFN ★ 13 VOTI
    3. -
    4. GEORGE MILLER ★ 11 VOTI
    5. RICHARD LINKLATER ★ 10 VOTI / CHRISTOPHER NOLAN ★ 10 VOTI / PAUL SCHRADER ★ 10 VOTI
    6. -
    7. -
    8. ALEKSANDR SOKUROV ★ 9 VOTI / QUENTIN TARANTINO ★ 9 VOTI / LARS VON TRIER ★ 9 VOTI
    - a cura della Redazione -

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