Il giro nei cinema n° 29/2019

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Francesco Foschini dice che L'amore infedele - Unfaithful è il film da salvare oggi in TV.
Su Rai4 alle ore 01:15.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«What happened to Gary Cooper? The strong, silent type. That was an American. He wasn’t in touch with his feelings. He just did what he had to do. (David Chase - The Sopranos)»

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Servizio pubblicato su FilmTv 29/2019

Il giro nei cinema n° 29/2019


Il Cinemino: prima tappa del Giro dei cinema del 2019, a Milano, nel vivace quartiere di Porta Romana. Nata nel febbraio del 2018, questa sala è diventata velocemente un punto di riferimento per i cinefili milanesi, nonostante una chiusura forzata di oltre tre mesi. Agata e Alberto, due dei nove soci fondatori, ci accolgono nel suggestivo bar, decorato con carta da parati a tema Shining e Twin Peaks, rielaborazioni grafiche di poster di film e mobili vintage.

Il Cinemino: prima tappa del Giro dei cinema del 2019, a Milano, nel vivace quartiere di Porta Romana. Nata nel febbraio del 2018, questa sala è diventata velocemente un punto di riferimento per i cinefili milanesi, nonostante una chiusura forzata di oltre tre mesi. Agata e Alberto, due dei nove soci fondatori, ci accolgono nel suggestivo bar, decorato con carta da parati a tema Shining e Twin Peaks, rielaborazioni grafiche di poster di film e mobili vintage. L’ambiente è caloroso e accogliente: un “terzo luogo” frequentato per mangiare/bere qualcosa, o semplicemente per fare quattro chiacchiere. Al piano interrato si trovano la biglietteria e la sala (da 75 posti), raggiungibili tramite una scalinata con alcune locandine di film appese alle pareti: acquistando due biglietti si può letteralmente «portare a casa un pezzo di cinema». Trattandosi di un cineclub, le proiezioni sono accessibili solo con tessera associativa, e questo contribuisce a creare un ambiente ancora più famigliare. La programmazione è «non troppo snob: la scelta di ogni film» ci spiega Alberto, che si occupa della programmazione, «ha sempre un motivo dietro» e tiene conto del gusto del team e del pubblico. Dai documentari ai cortometraggi del Sundance Film Festival, dai film indipendenti a Bohemian Rhapsody, in una settimana si arriva anche a 40 proiezioni! Nel primo pomeriggio il Cinemino è frequentato soprattutto da abitanti del quartiere, mentre alla sera la proiezione viene spesso abbinata a incontri con registi o attori, presentazioni di libri, dibattiti, che attirano un target più giovane. Vera chicca la sostenibilità: nel bar sono serviti piatti biologici provenienti da piccoli produttori, un erogatore di acqua è a disposizione all’ingresso e le sole cannucce ammesse sono quelle di carta! 

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