Il giro nei cinema n° 29/2019

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Mariuccia Ciotta dice che L'uomo nel mirino è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 13:00.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«Lui adesso vive ad Atlantide / con un cappello pieno di ricordi / ha la faccia di uno che ha capito / e anche un principio di tristezza in fondo all'anima / nasconde sotto il letto barattoli di birra disperata / e a volte ritiene di essere un eroe. (Francesco De Gregori - Atlantide)»

scelta da
Matteo Bailo

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Servizio pubblicato su FilmTv 29/2019

Il giro nei cinema n° 29/2019


Il Cinemino: prima tappa del Giro dei cinema del 2019, a Milano, nel vivace quartiere di Porta Romana. Nata nel febbraio del 2018, questa sala è diventata velocemente un punto di riferimento per i cinefili milanesi, nonostante una chiusura forzata di oltre tre mesi. Agata e Alberto, due dei nove soci fondatori, ci accolgono nel suggestivo bar, decorato con carta da parati a tema Shining e Twin Peaks, rielaborazioni grafiche di poster di film e mobili vintage.

Il Cinemino: prima tappa del Giro dei cinema del 2019, a Milano, nel vivace quartiere di Porta Romana. Nata nel febbraio del 2018, questa sala è diventata velocemente un punto di riferimento per i cinefili milanesi, nonostante una chiusura forzata di oltre tre mesi. Agata e Alberto, due dei nove soci fondatori, ci accolgono nel suggestivo bar, decorato con carta da parati a tema Shining e Twin Peaks, rielaborazioni grafiche di poster di film e mobili vintage. L’ambiente è caloroso e accogliente: un “terzo luogo” frequentato per mangiare/bere qualcosa, o semplicemente per fare quattro chiacchiere. Al piano interrato si trovano la biglietteria e la sala (da 75 posti), raggiungibili tramite una scalinata con alcune locandine di film appese alle pareti: acquistando due biglietti si può letteralmente «portare a casa un pezzo di cinema». Trattandosi di un cineclub, le proiezioni sono accessibili solo con tessera associativa, e questo contribuisce a creare un ambiente ancora più famigliare. La programmazione è «non troppo snob: la scelta di ogni film» ci spiega Alberto, che si occupa della programmazione, «ha sempre un motivo dietro» e tiene conto del gusto del team e del pubblico. Dai documentari ai cortometraggi del Sundance Film Festival, dai film indipendenti a Bohemian Rhapsody, in una settimana si arriva anche a 40 proiezioni! Nel primo pomeriggio il Cinemino è frequentato soprattutto da abitanti del quartiere, mentre alla sera la proiezione viene spesso abbinata a incontri con registi o attori, presentazioni di libri, dibattiti, che attirano un target più giovane. Vera chicca la sostenibilità: nel bar sono serviti piatti biologici provenienti da piccoli produttori, un erogatore di acqua è a disposizione all’ingresso e le sole cannucce ammesse sono quelle di carta! 

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