Il giro nei cinema n° 32/2019

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Ilaria Feole dice che Il Padrino è il film da salvare oggi in TV.
Su Sky Cinema Due alle ore 21:15.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«La televisione è meglio del cinema. Sai sempre dov'è la toilette. (Dino Risi)»

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Pedro Armocida

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Servizio pubblicato su FilmTv 32/2019

Il giro nei cinema n° 32/2019


Dopo le tappe friulane arriviamo in Veneto, alla ricerca dei cinema “sbigliettoni”, i monosala che negli ultimi anni hanno vinto premi nazionali per il maggior numero di biglietti venduti in città medio-piccole. Al cinema Verdi di Breganze, in provincia di Vicenza, ci accolgono alcuni dei 120 volontari che animano questa sala parrocchiale. Il comune ha meno di 9 mila abitanti, ma il loro cinema stampa oltre 60 mila biglietti l’anno!

Dopo le tappe friulane arriviamo in Veneto, alla ricerca dei cinema “sbigliettoni”, i monosala che negli ultimi anni hanno vinto premi nazionali per il maggior numero di biglietti venduti in città medio-piccole. Al cinema Verdi di Breganze, in provincia di Vicenza, ci accolgono alcuni dei 120 volontari che animano questa sala parrocchiale. Il comune ha meno di 9 mila abitanti, ma il loro cinema stampa oltre 60 mila biglietti l’anno! «Il merito è del cineforum» dicono Gianni e Francesco, responsabili della sala: si tratta di una rassegna aperta solo ai tesserati, che dura da ottobre a maggio e programma 25 film all’anno. Ogni titolo ha cinque proiezioni serali (dal martedì al sabato) alle quali, visto l’alto affollamento in sala nonostante i 460 posti, si aggiungerà dal prossimo anno una proiezione di giovedì pomeriggio. Nell’ultima stagione sono state vendute 2.400 tessere, cifra stabile da ormai vent’anni. Grazie a questi introiti, l’associazione che organizza il cineforum gode di buona salute. Giovanna, la giovane presidentessa, ci parla degli altri eventi che organizzano, come il Breganze Film Festival, che comprende incontri mensili col pubblico di grandi cineasti e attori italiani (nell'ultima edizione ospiti, tra i tanti, Renato Carpentieri e Fabrizio Bentivoglio). Questo meccanismo di abbonamenti stagionali è molto diffuso in Veneto, anche per cinema gestiti da aziende come l’Alcione di Verona, monosala re dei biglietti venduti per le città medie. «Negli ultimi anni i film in prima visione sono più incerti, mentre il cineforum rimane una sicurezza» ci spiega Renata, storica esercente dei cinema Fiume, Pindemonte, K2 e Diamante di Verona, che contano oltre 2 mila tesserati.

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