Il sogno del marinaio

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Claudio Bartolini dice che Una sull'altra è il film da salvare oggi in TV.
Su Rete4 alle ore 02:05.

Scoprire che Umberto Lenzi ha scritto per FilmTv. Lo avreste mai pensato?

Chicago, Nairobi, Seul, Londra, Città del Messico, San Francisco, Berlino, Mumbai. Sono otto, sono collegati. Da recuperare senza porsi domande.

Nel 2010 usciva nelle sale Saw 3D, sottotitolo "Il capitolo finale". Il prossimo 31 ottobre, giusto per festeggiare degnamente Halloween, sarà distribuito Saw: Legacy , a dimostrazione che di "finale", in verità, non c'era nulla. La saga di Jigsaw continua, la ripercorriamo a ritroso in attesa del nuovo film...

Parigi brucia. Bruciano centri del potere economico e politico. Bruciano simboli della Storia. Tutti insieme. È Nocturama di Bertrand Bonello un invisibile caldamente consigliato da Giulio Sangiorgio e diventato visibile a sorpresa in streaming su Netflix.

C'è tutto un cinema che non passa per le sale ma che merita di essere visto, sostenuto, cercato. Due libri per voi che sono anche due inviti a guardare oltre.

La citazione

«Ognuno prende i limiti del suo campo visivo per i confini del mondo. (Arthur Schopenhauer)»

scelta da
Simone Arcagni

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Il sogno del marinaio


#MuzikOnLine - Dal Biko Club di Milano, il concerto della band di Mike Watt, Stefano Pilìa e Paolo Mongardi, più altre magie.

Può capitare, a volte, che figure del rock statunitense si rivelino più facilmente alla portata del pubblico, rispetto ai loro colleghi europei, e al solo ambito dei grandi concerti. Una rockstar come Lou Reed, per esempio, con l’aura che vantava nel vecchio continente, era possibile vederla comparire, quasi per magia, in un piccolo club underground di New York (The Stone, di proprietà del compositore John Zorn) e suonare con la sola chitarra davanti a cinquanta persone. Non sorprende per nulla, quindi, che un musicista come Mike Watt, lo scorso 5 ottobre al Biko Club di Milano, si metta in prima fila tra il pubblico, munito di macchina fotografica ed entusiasmo, a seguire il concerto del nostrano trio Arabia Saudade, con il loro intreccio di post punk, curiose declamazioni in portoghese, linee di surf music; primo dei due gruppi ad aprire l’esibizione de Il sogno del marinaio, progetto di Stefano Pilìa (Afterhours) e Mike stesso. Watt è uno dei più influenti bassisti della scena alternativa americana anni 80, prima nei Minutemen - con un punk hardcore che ha brillato fino alla tragica scomparsa nel 1985, in un incidente, dell’amico e chitarrista Dennes Boon - e ora abituato, da molti anni, ad avere accanto a sé sul palco Iggy Pop, suonando in pianta stabile negli Stooges. Il suo giusto interesse per la band in apertura della serata al Biko travalica quindi la solidarietà da attitudine punk, ben si sposa in realtà con la curiosità musicale di cui si nutre lo stesso progetto di Il sogno del marinaio. Trio in divenire, frutto della conoscenza decennale con Pilìa, di due dischi all’attivo tra sperimentazione e divertimento, e che fa affermare a Watt stesso, intervistato dal TGR Liguria, per la prima data italiana della band: «Suono con musicisti che hanno vent’anni meno di me, ma sono io a essere a scuola». Il concerto è anticipato anche dalla notevole esibizione di Jooklo Duo: torrenti batteristici e il sax di Virginia Genta, a produrre suoni perturbanti e metamorfici. I tre marinai salgono così sul palco, l’impatto è possente rispetto alle registrazioni su disco: il flusso jazz è continuamente attraversato da sferzate noise rock. La batteria di Paolo Mongardi (che sostituisce Andrea Belfi) rompe la musica in sospensione, le frasi più morbide del basso, con raffiche di colpi e corse in crescendo, mentre Pilìa orienta i suoni elettrici della chitarra tra arpeggi, assoli acidi, l’attacco obliquo della bella Partisan Song (dal primo disco: La busta gialla, uscito nel 2013 ma registrato in tre giorni, anni prima, a La Sauna Studio di Varano Borghi, Varese). Watt pennella le note con le dita sul basso - l’attacco corposo, sentendolo senza vedere, potrebbe far pensare lo suoni con il plettro - mentre la musica divaga addormentandosi in attese che durano solo pochi secondi, prima di tornare sui lidi dell’hardcore e di oscuri rimandi funk. Più che marinai sognanti, vengono in mente vagabondi ubriachi: figli di lunghi viaggi provanti, dell’accettazione del destino, di una consapevolezza buia ma ancora vitale. Il live si conclude con una bella cover, veloce, di Fun House degli Stooges; mentre il tour italiano, di 11 date totali, prosegue: 10/10  Fabrik Club, Cagliari; 11/10 Bolazzi, Palermo; 12/10 Teatro Coppola, Catania; 13/10 Astro Club, Fontanafredda (PN); 14/10 Ai biliardi, Venezia.

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