Interstellar... a riveder le stelle

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La citazione

«What happened to Gary Cooper? The strong, silent type. That was an American. He wasn’t in touch with his feelings. He just did what he had to do. (David Chase - The Sopranos)»

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Servizio pubblicato su FilmTv 44/2014

Interstellar... a riveder le stelle


Quando nel novembre 2014 Interstellar uscì nelle sale, Film Tv raccontò il cinema di Christopher Nolan "per voci": dalla A di apocalisse alla Z di Zimmer (Hans, compositore anche della straordinaria colonna sonora di Dunkirk). Oltre a viaggiare nello spazio e nel tempo insieme a Matthew McConaughey e Anne Hathaway...

Con Interstellar il cinema si rinnova tecnologicamente eppure torna a preservare la pellicola, così come i suoi astronauti sono uomini dallo spirito d’altri tempi proiettati nella corsa verso lo spazio infinito. Interstellar è una storia di salvezza sia al di qua sia al di là dello schermo, da una parte con la fuga da una Terra prosciugata, inospitale come il Dust Bowl della Grande depressione, e dall’altra con una grande operazione per preservare il cinema analogico dal dilagare del digitale. In Usa l’attesissimo film di Nolan avrà infatti un’uscita anticipata il 5 novembre 2014, con copie solo in pellicola e visibili in tre versioni diverse in sale selezionate, la gran parte in 35mm, ma alcune anche in 70mm e in 70mm con formato IMAX. Interstellar è del resto girato interamente in 35 mm e 65mm IMAX, addirittura con una cinepresa IMAX montata sulla punta di un jet. Gli esercenti americani hanno gradito poco questa manovra e si sono levate lamentele e accuse di arretratezza contro l’operazione di Nolan, che ha però insigni alleati nella crociata per salvare la Kodak e la produzione di pellicola: Martin Scorsese, Judd Apatow, Quentin Tarantino e J.J. Abrams, che, a sua volta, sta girando il settimo episodio di Star Wars su film. Interstellar guarda tanto al passato quanto al futuro e ha avuto una campagna promozionale avveniristica, con il massiccio coinvolgimento di Google e con un’app per simulare la creazione e l’esplorazione di nuovi sistemi solari (la trovate su Android come “Interstellar” o online sul sito http://game.interstellarmovie.com). Soprattutto, in quattro sale IMAX, a New York, Houston, Los Angeles e Chantilly (Virginia), è stato allestito per alcuni giorni il sistema di realtà virtuale Oculus Rift (sul quale Facebook ha investito due miliardi di dollari), con un kit di elaborati occhiali che ha permesso ai partecipanti di esplorare l’interno della Endurance, la principale nave spaziale del film. Seduti su una poltrona reclinabile che reagisce ai movimenti, si viene calati in una ricostruzione ricca di ogni dettaglio, con tanto di vista su un pianeta ignoto e oggetti galleggianti a gravità zero. In Interstellar viene chiesto all’ingegnere Cooper, vedovo con due figli, di prendere parte all’ultima speranza dell’umanità: una missione che invierà nel cuore di un wormhole(ossia una fessura nel tessuto dello spazio), apparso nei pressi di Saturno, una nave esplorativa per trovare un nuovo pianeta abitabile oltre il nostro sistema solare. Come vuole la teoria della relatività di Einstein, su cui il film è basato grazie alla consulenza dell’astrofisico e produttore Kip Stephen Thorne, il tempo trascorrerà in modo diverso per Cooper rispetto ai suoi figli rimasti sulla Terra, che l’uomo rischia di non vedere mai più. Nel cast, oltre a Anne Hathaway, Wes Bentley, John Lithgow, Michael Caine e pare Matt Damon in un cameo, figura infatti Jessica Chastain, che interpreterà la figlia di Cooper divenuta adulta mentre lui è nello spazio. L’attrice ha dichiarato che si tratta di un’opera tanto ambiziosa quanto ricca di umanità e per questo le ha ricordato The Tree of Life. Nolan cita invece 2001: Odissea nello spazio perché, come in Kubrick, l’esperienza cinematografica sarà qui più importante dei personaggi. D’altra parte aggiunge che «quando si porta il pubblico così lontano dalle proprie esperienze di vita, diventa centrale ancorarsi alla nostra sensibilità, a come siamo connessi gli uni agli altri». Infatti il regista ne parla come di un prodotto per famiglie, ispirandosi a pellicole precedenti il declino di questo filone e guardando per esempio alle saghe Indiana Jones e Star Wars, o a Incontri ravvicinati del terzo tipo. Un modello citato anche per il personaggio di McConaughey, che dovrà incarnare un uomo comune e padre di famiglia, come era in quel film Richard Dreyfuss. Interstellar è del resto spielberghiano fin dalla sua genesi: proprio al regista di Cincinnati fu proposto un progetto della producer Lynda Obst e di Kip Stephen Thorne, in cui gli spazi remoti del cosmo divenivano accessibili all’uomo. Spielberg affidò lo script a Jonathan Nolan nel 2007, ma due anni dopo dovette lasciare il progetto per il divorzio tra la DreamWorks e la Paramount e lo sceneggiatore suggerì di rivolgersi a suo fratello. Christopher Nolan accettò, a patto di apportare diverse modifiche soprattutto alla seconda parte del film, rendendola un poco più ottimistica con l’idea di ispirarci di nuovo a sognare le stelle.

Nolan dalla a alla z

A cura di Claudio Bartolini

  1. A come apocalisse

    Non c’entrano solo Interstellar e la sua Terra in stato d’allarme o gli 11 settembre sventati dal Cavaliere oscuro: per il regista britannico l’apocalisse è un sentimento che percorre tutti i suoi film. Notti livide che opprimono i personaggi, umori gravi che li soffocano, il tempo che sta, sempre, per scadere.

  2. B come Batman

    Il film d’esordio di Nolan, Following, contiene una piccola predizione: il protagonista e il suo ambiguo Virgilio criminale irrompono in una casa. Sulla porta d’ingresso campeggia un simbolo, in un celebre ovale: è quello di Batman, figura che il regista avrebbe reinventato per il cinema sette anni dopo.

  3. C come cervello

    Da Doodlebug, messa in scena di una patologia, ai labirinti onirici di Inception, passando alla malattia del protagonista di Memento, che contagia la struttura del film, Nolan gira peculiari filmcervello, con budget differenti: dal corto indie kafkiano si giunge al ruvido b movie e poi, finalmente, al Marienbad dei blockbuster.

  4. D come Denver

    Il 20 luglio 2012, ad Aurora, nella grande area metropolitna di Denver, il ventiquattrenne James Holmes sceglie la prima di Il cavaliere oscuro: Il ritorno per compiere una strage: 12 morti, 58 feriti. Nel suo appartamento viene ritrovato un quantitativo elevato di esplosivo, pronto per un secondo attentato. 

  5. E come emarginazione

    Sono paranoici come il protagonista di Doodlebug o folli come i villain di Batman, irrimediabilmente soli come il Dom di Inception o colpiti da un trauma come il Leonard di Memento. Sono comunque marginali, i personaggi di Nolan. Anche se milionari come Bruce Wayne.

  6. F come fratelli

    Jonathan, di 6 anni minore, è talentuoso sceneggiatore per il fratello (Memento, The Prestige, Il cavaliere oscuro, Il cavaliere oscuro: Il ritorno e Interstellar), ma anche - con J.J. Abrams - della serie tv Person of Interest. Nel curriculum di Matthew un’indagine per bancarotta e un’accusa (poi caduta) per omicidio.

  7. G come gelosia

    Dopo aver partecipato a una proiezione di Interstellar, uno dei piccoli grandi autori della fantascienza contemporanea, il Duncan Jones di Moon e Source Code, ha twittato: «Sono geloso del fatto che Nolan riesca a fare progetti che lo appassionano con budget tanto alti e nessun compromesso». 

  8. H come heroes

    Negli ultimi 15 anni il supereroico è divenuto un vero e proprio genere a sé. Per una questione tecnologica: gli effetti speciali sono finalmente in grado di dare forma alle immagini delle tavole. Ma anche per una questione sociologica: l’America ferita dall’11/9 necessita di eroi. Di guardiani come Batman.

  9. I come illusionista

    «Promessa, svolta, prestigio». Sono questi, si dice in The Prestige, i tre momenti in cui si articola un trucco da illusionista. Il film segue attentamente l’insegnamento, capodopera di un prestigiatore che usa tutti i trucchi del cinema per illudere e mentire, dai montaggi alternati alle ellissi di scrittura.

  10. L come Ledger, Heath

    «Why So Serious?» sussurra Heath Ledger in Il cavaliere oscuro, Joker sfatto e unto, folle e repellente, Uomo che ride lontano anni luce dal Jack Nicholson di Tim Burton. Il film di Nolan fu, insieme a quel Parnassus che non riuscì a concludere, il lascito postumo dell’attore, ucciso da un’overdose il 22 gennaio 2008.

  11. M come Miller, Frank

    L’autore che ha rifondato Batman con i suoi graphic novel dice di Nolan: «Non sto condannando ciò che ha fatto, ma non l’ho nemmeno capito, tranne il fatto che sembra pensare di possedere il titolo The Dark Knight. È in ritardo di circa 20 anni. È già stato utilizzato».

  12. N come Nolanesimo

    Nolan influenza come pochi altri autori odierni le pratiche di rappresentazione dell’eroe e del contesto in cui questo opera. A partire da Insomnia e The Prestige, ma soprattutto nella trilogia batmaniana, l’elemento dark - accentuato fino alla maniera - prende il sopravvento sull’ironia dissacratoria, guidando a una svolta il genere supereroico e non solo (vedi Skyfall). 

  13. O come Oscar

    Sono solo tre le candidature agli Academy ricevute da un autore capace di agire sul contemporaneo filmico, teorico ed economico più di quanto gli sia riconosciuto. Nomination come miglior sceneggiatura originale per Memento e Inception e come miglior film per Inception, senza alcun premio. Non va meglio ai Globe, con 4 candidature senza statuette.

  14. P come produzione

    Un affare di famiglia: Nolan è sempre stato affiancato dalla moglie Emma Thomas - con la quale vive a Los Angeles assieme ai quattro figli - nell’ardua produzione dei suoi film. E non solo dei suoi: come produttore, Nolan ha firmato L’uomo d’acciaio (vedi alla voce) e Transcendence di Wally Pfister (suo fedele direttore della fotografia).

  15. Q come 4:3

    Ovvero, il formato con cui Nolan inizia a fare cinema in Doodlebug e Following, primi passi di un percorso in embrione. Poi arriva il prevedibile widescreen 2.35:1 di Memento, Insomnia, Batman Begins, The Prestige, Il cavaliere oscuro, Inception. Ratio variabile, ma apprezzabile solo in IMAX, per Il cavaliere oscuro: Il ritorno e Interstellar

  16. R come remake/reboot

    Fin dal 2002 Nolan riformula, riadatta o riavvia materiali narrativi e simbolici di proprietà altrui. Succede con Insomnia, remake omonimo di un film norvegese del 1997, e con il reboot del franchise Batman, rivoluzione copernicana dell’immaginario cinematografico legato al supereroe pipistrello.

  17. S come serialità

    Se a prima vista i tre finali in 20’ della trilogia di Batman appaiono posticci, è proprio in quei momenti che si annida la contemporaneità audiovisiva di Nolan, che aggancia le pratiche seriali (cliffhanger, colpi di scena come rilanci continui) per poi citare il fondamentale 24, col salvifico Batman/Bauer che decolla con bomba a bordo.

  18. T come tempo

    I riavvolgimenti e le dispersioni di Memento. Le sospensioni di Insomnia in diurni che sembrano eterni. Gli andirivieni di The Prestige e, soprattutto, di Inception. I flashback a scatole cinesi della saga batmaniana. Il tempo di Nolan, in quanto categoria percettiva, è sostanza manipolabile come la memoria a esso legata.

  19. U come (L')uomo d'acciaio

    Erede di quella retorica nolaniana di cui sopra, Zack Snyder coproduce il primo capitolo della saga di Superman L’uomo d’acciaio assieme alla moglie Deborah e ai coniugi Nolan. In cantiere anche Batman v Superman: Dawn of Justice, nel quale si consumerà l’incontro tra le creature dei due sodali.

  20. V come videoludico

    La narrazione interattiva, a cui lo spettatore è chiamato a partecipare in termini di decodifica e ricostruzione cognitiva. La grammatica visuale, con stanze in vortici rotatori filmate reinventando i rapporti spaziotemporali. Nei suoi film (Inception su tutti) Nolan contamina la materia filmica col (video)gioco di ruolo.

  21. Z come Zimmer, Hans

    Tra i compositori più richiesti e apprezzati in quel di Hollywood, ha sposato nel 2005 la causa di Nolan, collaborando a ogni suo progetto successivo (sia registico, sia produttivo) a eccezione di The Prestige. Le sue partiture sono il contrappunto sonoro allo spaesamento insito nella poetica nolaniana. 

Articolo inserito in Speciale Dunkirk

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