L'emozione non ha voce

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La Berlinale conferma: il suo fondatore è stato un consigliere nazista

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Tutti i travestimenti del mondo non coprono la puzza di marcio. (Zatōichi)»

scelta da
Nicola Cupperi

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Servizio pubblicato su FilmTv 39/2020

L'emozione non ha voce


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I fantasmi dello schermo danzeranno alle Giornate del cinema muto davanti a un pubblico altrettanto spettrale, assente dal Teatro Verdi di Pordenone. Il silent film sarà immerso nel doppio silenzio della sala vuota? Ma no: l’orchestra suonerà e le immagini splenderanno innanzi agli occhi di spettatori più numerosi di quelli che ogni anno, dal 1982, frugano tra i fotogrammi delle origini. La 39ª limited edition del festival, espressione della Cineteca del Friuli, in tempi di pandemia si svolgerà online su MyMovies dal 3 al 10 ottobre 2020 in collaborazione con gli archivi internazionali. Ogni film (visionabile previo accreditamento) rimarrà disponibile per 24 ore e sarà accompagnato da interventi live di musicisti, storici e archivisti in dialogo col direttore Jay Weissberg. In primo piano G.W. Pabst con Abwege (1928), esaltazione del sesso e sua condanna, una riflessione su matrimonio/gelosia/tradimento con Brigitte Helm bella di giorno in trance quasi religiosa contro i tabù. Poi Cecil B. DeMille & Mary Pickford, Sessue Hayakawa, Carlo Campogalliani e gli irresistibili Stan Laurel e Oliver Hardy, che l’11/10 avranno l’onore di una proiezione dal vivo con accompagnamento musicale della Zerorchestra (e, online, di Neil Brand). Una serie di corti li presenta separati, a inizio carriera, prima dell’incontro in Duck Soup del 1927, già affermati, entrambi in ruoli “cattivi”, alla corte di Hal Roach. Gagman e soggettista, Laurel ha diretto nel 1925 Moonlight and Noses con Fay Wray, e lo vedremo in alcuni frammenti di When Knights Were Cold (1923) e in Detained (1924), scritto da Tay Garnett (Il postino suona sempre due volte, 1946). Hardy, con la sua poderosa stazza (120 chili, a ogni libbra in più guadagnava due dollari), era il perfetto villain, come in The Rent Collector (1921), dove è la spalla di Ridolini, e in The Serenade (1916). Proprio le marionette di Stanlio e Ollio dominano I quattro moschettieri (1936), il primo film italiano girato con soli pupazzi, di Carlo Campogalliani (1885-1974), attore e regista illustre del muto, del Ventennio (Montevergine con Petrolini e Nazzari) poi di Salò, sempre attratto dai generi popolari. Con La tempesta in un cranio (1921) - titolo alla Zola, star la moglie Letizia Quaranta, argomento la follia - riemerge dalla Cineteca di Milano uno dei suoi pochi muti sopravvissuti. Amata dalla female working class, Mary Pickford invita alla visione imprescindibile del restaurato A Romance of the Redwoods (1917), dove la “fidanzata d’America” dà lezioni di morale ai rudi cowboy del Far West, grazie alla co-sceneggiatrice Jeanie Macpherson, che cosparge di pepe rosa le pellicole di DeMille. Proprio questa coppia con The Cheat (1915) lanciò Sessue Hayakawa nello star system hollywoodiano, anche se l’attore giapponese (Il ponte sul fiume Kwai, 1957), poi partigiano in Francia e infine buddista, era diventato anche produttore per combattere gli stereotipi negativi e razzisti che dietro l’irresistibile seduttore indicavano il “giallo” come villain sadico per eccellenza. A costo di interpretare nel mélo in programma alle Giornate Where Lights Are Low di Colin Campbell (1921) un dolcissimo principe, ma cinese, che in California strapperà alla schiavitù l’amata. 


Mariuccia Ciotta

Mariuccia Ciotta, giornalista e critico cinematografico, autrice di programmi radio-televisivi, ha scritto saggi e libri su autori e generi. Tra le sue pubblicazioni: Walt Disney – Prima stella a sinistra (Bompiani), Da Hollywood a Cartoonia (manifestolibri), Un marziano in tv (Rai/Eri), Rockpolitik (Bompiani), il Ciotta-Silvestri - Cinema (Einaudi), Il film del secolo (Bompiani). Ha diretto il quotidiano il manifesto.

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