La furia del cinema

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Mauro Gervasini dice che Rio Conchos è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 14:10.

La vita invisibile di Eurídice Gusmão di Karim Ainouz è in streaming su CGDigital

Cosa leggere oggi? Vi riproponiamo la prima parte del primo racconto a puntate pubblicato su Film Tv.

Ancora una volta, cos'è il cinema?

Riproposta da Spike, comincia il 17 febbraio la prima stagione di una delle migliori serie tv britanniche degli ultimi anni. Qui ve ne riproponiamo la recensione.

Il 20 febbraio uscirà in sala l'ultimo film di Christophe Honoré, L'hotel degli amori smarriti . Difficilmente i film del regista francese sono arrivati nelle nostre sale, come dimostra la recensione di questo film, estratta tra i tanti di Honoré segnalati nella nostra rubrica Scanners.

La citazione

«Scrivere è anche non parlare (Marguerite Duras)»

scelta da
Marianna Cappi

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Servizio pubblicato su FilmTv 50/2011

La furia del cinema


Scompare Kirk Douglas a 103 anni: nessun attore ha saputo come lui infondere ai propri personaggi una vitalità così tragica e definitiva. Segno del vissuto che questo “figlio di un venditore di stracci” ha riversato in ogni carattere. Riproponiamo il servizio con filmografia che gli dedicammo nel 2011.

Kirk Douglas è tutto quel che più detestiamo di un attore. Recitazione eccitata, sopra le righe, egocentrismo, sbruffonaggine. Eppure lo adoriamo. Forse proprio perché ideale contrasto di altri talenti più misurati (il binomio Kirk - Henry Fonda di Uomini e cobra è formidabile, ma anche il rapporto con Tony Curtis in I Vichinghi gioca sulla contrapposizione); così come si lega perfettamente a chi, al pari di lui, sceglie di non avere limiti, come Dorothy Malone in L’occhio caldo del cielo o Anthony Quinn in Il giorno della vendetta. Ma non sarebbe un motivo sufficiente. Il peso specifico di Douglas sono i personaggi, nei quali riversa un’energia incredibile rendendoli vividi, al di là di come sono stati scritti o rappresentati sulla scena. Anche per questo ha spesso avuto rapporti difficili con registi, produttori e sceneggiatori, arrogandosi il diritto di sostituirli alla bisogna; oppure di colmare personalmente quelle che secondo lui erano le lacune dei copioni. Per dire: nel 1982 rifiutò la parte del colonnello Trautman in Rambo perché voleva fosse riscritta mantenendo il finale del libro di David Morrell (in cui Rambo muore tra le braccia dell’ufficiale). Nessuna delle sue parti sembra casuale o alimentare, paiono invece sempre definitive, come se dietro si portassero una elaborazione drammatica autentica. C’entra di sicuro il suo vissuto, raccontato in una delle più belle biografie di Hollywood, Il figlio del venditore di stracci (Rizzoli). Issur Danielovitch Demsky, questo il suo vero nome, nasce ad Amsterdam, nello stato di New York, il 9 dicembre 1916 da genitori bielorussi di origine ebraica. Si trasferisce piccolo nella Grande Mela dove vive in condizioni poverissime fino all’adolescenza. Solo grazie alla prestanza fisica riesce a farsi strada, diventando un lottatore di wrestling e un pugile di valore, grazie all’addestramento naturale (all’antisemitismo dei compagni di ghetto ha sempre contrapposto pugni e calci), riuscendo così a iscriversi all’università dove comincia a recitare. Douglas non dimenticherà mai il suo passato: ancora oggi, malmesso in salute, si occupa di programmi benefici per i nuovi immigrati. Una vita così ardente si riversa giocoforza nell’arte. Possono non piacere i personaggi di Kirk, ma paiono sempre tutti sul punto di esplodere. Guardategli la faccia mentre in Il giorno della vendetta racconta a Anthony Quinn di come qualcuno gli ha violentato e ammazzato la moglie. Pare uno tsunami in arrivo. E quindi, vedendo il figlio del venditore di stracci recitare senza sfumature che non siano “urlate”, è come se deflagrasse una rabbia antica, generazioni senza nome che si riscattano digrignando i denti e spaccando il mondo. Lascia tramortiti, Kirk Douglas, e la sua furia (fury...) è l’ideale combustibile del cinema

Filmografia ragionata di Kirk Douglas

A cura di Mauro Gervasini

  • Il grande campione

    Un pugile di umili origini manda al diavolo il fratello e cerca di conquistare il titolo da solo. Prototipo di film come The Fighter e Warrior, però mai eguagliato, con taglio neorealistico sorprendente e ritmo mozzafiato.

  • L'asso nella manica

    Un giornalista senza scrupoli tenta il colpo gobbo sfruttando l’odissea di un poveraccio seppellito da una frana. Profetica opera “nera” (seppure al sole) del magico Wilder, con Kirk Douglas in stato di grazia. 

  • Il grande cielo

    Viaggio lungo il fiume di due cacciatori di pellicce che lottano contro indiani e capitalisti per la libertà di impresa. Mai piaciuto troppo Douglas in questo ruolo “zagoriano”, ma il film non si discute, anzi è tra i più complessi di Hawks. La sceneggiatura del fordiano Dudley Nichols, poi, lo riempie di non scontata ironia.

  • I perseguitati

    Ebreo perseguitato dai nazisti arriva in Israele e viene braccato anche lì. Culto non colto per chi scrive e coraggiosa prova di Douglas, che fa i conti con il proprio passato etnico e culturale. Anche metafora dell’erranza e del destino di persecuzione di un popolo.

  • Ulisse

    Il film che trasforma Douglas in una star tutta... italiana. L’epica “tradotta” con intelligenza e una certa malizia ideologica da Camerini (Pasolini lo definì «un Ulisse piccolo borghese») e dagli sceneggiatori. Ci dispiace per Kirk, ma qui Silvana Mangano (sia Circe sia Penelope: un colpo di genio) si mangia la scena.

  • L'uomo senza paura

    Il cowboy Douglas, fedele alla padrona Jeanne Crain, fronteggia il rovello interiore quando lei assolda un pistolero per mettere in riga gli allevatori spossessati dei terreni. Un western dimenticato ma bellissimo, tra le migliori prove di Douglas, finalmente misurato. 

  • Orizzonti di gloria

    Douglas ufficiale dell’esercito difende tre militari condannati a morte per punizione da uno stato maggiore ottuso e inutilmente crudele. Grande regia di Kubrick per un testo sacro dell’antimilitarismo. 

  • Sfida all'O.K. Corral

    Douglas entra in scena di spalle, seduto su una sedia a dondolo, mentre tira coltelli alla porta e l’amante scellerata Jo Van Fleet cerca di convincerlo a scappare perché di sotto Lee Van Cleef lo aspetta per ammazzarlo. Dopo un incipit così, si è visto tutto.

  • I Vichinghi

    Narrato da Orson Welles, con i fratellastri Douglas e Tony Curtis costretti a combattersi anche per amore di Janet Leigh. Ottima prova di Kirk, sfigurato e spietato, decisamente sgradevole. 

  • Il giorno della vendetta

    Il figlio di Anthony Quinn stupra e uccide la moglie indiana di Douglas. Il quale cerca giustizia: quella che penzola con un cappio al collo. I due giganti un tempo furono amici. Ora si sbranano. L’esplosione di una delle impalcature del genere (l’amicizia virile) in un film che per noi è a un passo dal capolavoro.

  • Spartacus

    La lotta per la libertà del gladiatore Spartaco, che dopo una prima vittoria finirà crocifisso sulla strada per Roma. Il film “di” Douglas, che impose Kubrick dopo avere protestato Anthony Mann e litigò con Dalton Trumbo per il controllo della sceneggiatura. Momenti di grande spettacolo ma durata estenuante.

  • L'occhio caldo del cielo

    Il bandito Douglas e lo sceriffo Rock Hudson sospendono le ostilità per aiutare Dorothy Malone a portare una mandria. Al triangolo si aggiunge la figlia di lei. Lo script di Dalton Trumbo fa intravedere ambigui mescolamenti sessuali. Finale fiammeggiante.

  • Uomini e cobra

    Lo scaltro carcerato Douglas convince i compagni a evadere ma è un trucco per scappare solo lui, recuperare il bottino e ingannare il mite Henry Fonda. Che, alla fine, è il più furbo di tutti. Grande melodramma virile, una scatenata allegoria sulla volubilità morale.

  • Un uomo da rispettare

    Audace colpo del solito ignoto, il rapinatore Douglas, che si fa aiutare dal cascatore Giuliano Gemma. Ma il destino dei ladri è beffardo e tragico. Film da riscoprire, un noir d’azione quasi siegeliano.

  • Fury

    Douglas cerca di salvare il figlio dotato di poteri telecinetici dalle grinfie del sadico John Cassavetes. Considerato un De Palma minore, è invece un fantathriller divertente dove tutti gli attori recitano come in un fumetto Marvel. 


Mauro Gervasini

Firma storica di Film Tv, che ha diretto dal 2013 al 2017, è consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e insegna Forme e linguaggi del cinema di genere all'Università degli studi dell'Insubria. Autore di Cuore e acciaio - Le arti marziali al cinema (2019) e della prima monografia italiana dedicata al polar (Cinema poliziesco francese, 2003), ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare su cinema francese e di genere.

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