La palermitudine è uno stato dell'anima?

970x250_TIM.JPG

facebook_0.png
twitter.png
vimeo.png
Instagram.png
Oggi Free
Simone Emiliani dice che Brothers è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 02:35.

Cinema e potere, un rapporto intricato e complesso. Ve ne parliamo su FilmTv n° 50 in uno speciale. Qui trovate la recensione della prima stagione di The Crown​, una delle serie citate nello speciale.

Questo articolo è stato scritto dopo la strage al Bataclan di Parigi, nel novembre 2015. Lo riproponiamo dedicandolo a Johnny Hallyday, scomparso il 6 dicembre scorso a 74 anni, e alla sua idea di rock...

Sarà proiettata al #TFF35 la serie d'autore Tokyo Vampire Hotel , ma Sion Sono è un habitué della rubrica Scanners. Vi proponiamo Himizu e vi consigliamo di scoprire tutti gli altri inediti.

Mentre Sky Atlantic HD trasmette la terza stagione di Gomorra - La serie, riproponiamo la riflessione che il giornalista-scrittore fece in esclusiva per Film TV sull’importanza di una fiction televisiva che a trent'anni dalla prima Piovra ha di nuovo il coraggio di raccontare la criminalità organizzata. Un “sistema” che anche il suo libro ZeroZeroZero, a sua volta destinato a ispirare un'altra serie tv diretta da Stefano Sollima, ha saputo descrivere nei suoi connotati transnazionali.

Visconti e il lato positivo della censura, ovvero quando Gianni Amelio vide per la prima volta Rocco e i suoi fratelli .

La citazione

«Un ingenuo e stupido film americano può insegnarci qualcosa “per mezzo” della sua scempiaggine. Ma non ho imparato mai niente da uno scaltrito film inglese. (Ludwig Wittgenstein)»

cinerama
7553
cineteca
2407
servizi
2294
opinionisti
1510
locandine
952
serialminds
635
scanners
452
Articolo pubblicato esclusivamente su questo sito

La palermitudine è uno stato dell'anima?


Franco Franchi: un omaggio di due giorni organizzato a Palermo e curato da Franco Maresco. Un modo per omaggiare il grande comico siciliano a 25 anni esatti dalla sua scomparsa

Il 9 dicembre del 1992 moriva Franco Franchi. A distanza di venticinque anni l'associazione Lumpen organizza, al cinema Vittorio De Seta ai Cantieri alla Zisa di Palermo, un omaggio di due giorni (9 e 10 dicembre) alla presenza di Franco Maresco con cui abbiamo chiacchierato a proposito di questa iniziativa.

In un'intervista rilasciata lo scorso anno si lamentava della rimozione che la città di Palermo ha fatto della figura di Franco Franchi...
Qualche rappresentante del Comune, o anche qualche appassionato, potrebbe dire che questo non è proprio vero. Ad esempio qualche tempo fa è stata inaugurata una “piazzettuola” dedicata a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia alle spalle del Teatro Biondo, uno spazio veramente miscroscopico dove è stata collocata una statua raffigurante Domenico Modugno, perché, secondo la leggenda - anche se comunque c'è del fondamento storico - sarebbe stato colui il quale portò alla fama nazionale il duo comico. Ci fu il tentativo di instituire un Premio Franco Franchi, poi naufragato miseramente. Di fatto, però, al di là di queste manifestazioni episodiche, la figura di Franchi è stata in realtà dimenticata. Non lo dico come atto d'accusa: la città è completamente cambiata, il mondo è cambiato, anche Palermo è inghiottita dalla globalizzazione.

Quindi cosa rimane di Franco Franchi?
Lui rimandava indietro a centinaia e centinaia di anni. Rappresentava la palermitudine: era Palermo nella sua manifestazione fisica più primitiva; il suo volto aveva impressi i segni della lotta per la vita e del desiderio di riscatto, ma soprattutto questa primitività. Franco Franchi muore il 9 dicembre del 1992 ed è un anno chiave per l'Italia perché comincia Mani pulite; c'è l'assassinio di Salvo Lima, di Falcone e Borsellino; si rompono rapporti, lunghi decenni, tra politica e mafia. La Sicilia vive un cambiamento radicale, comincia a svanire un'idea mitologica delle cosche. E non è un caso, almeno per me, che Franco Franchi scompaia proprio in quel momento, quando viene meno l'immagine di una Palermo remota, di un certo codice cavalleresco fondato sulla solidarietà come sopravvivenza alla fame. Quando tutto questo finisce, Franco – e io l'ho incontrato poco prima che morisse – non aveva più riferimenti. Se fosse sopravvissuto non si sarebbe più orientato.

C'è quindi una continuità con l'altro Franco a cui si è dedicato, dico Franco Scaldati, protagonista del documentario Gli uomini di questa città io non li conosco?
Assolutamente sì. Il teatro di Scaldati si basa sulla dualità, una coppia su tutte è quella costituita da Totò e Vicé; ma sarebbe potuta essere composta anche da Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Franchi e Ingrassia poi hanno sicuramente rappresentato un termine di riferimento per Scaldati. Tutti e tre erano legati alla Palermo del dopoguerra, della fame e delle macerie però ricca di un'umanità vitalissima. Un'umanità che Scaldati ha fatto diventare, consapevolmente, poesia, ma che si ritrova in maniera più istintiva in Franchi, e che lui ha saputo esprimere al meglio, non tanto quando si è confrontato con il cinema d'autore – fatta eccezione per Pasolini –, ma proprio nei “filmetti” dove è sempre rintracciabile un'autentica perla. Franco Franchi deve essere ricordato come l'ultima straordinaria maschera del cinema italiano.

Come si articolerà l'omaggio che ha deciso di dedicargli?
Si tratterà di due giornate, il 9 e 10 dicembre, che si svolgeranno al Cinema De Seta. Il primo giorno proietteremo Come inguaiammo il cinema italiano con una mia presentazione e la partecipazione di Claudia Uzzo, nostra cosceneggiatrice a cui si deve il preziosissimo lavoro di ricerca e di montaggio. Il giorno dopo proiettiamo invece molti lavori di Franchi, ovviamente con Ingrassia, alternandoli a momenti di ricordo dove interverrano anche Ficarra e Picone, Marco Giusti e molti amici palermitani. Mostreremo poi molti materiali inediti ritrovati da questo nostro giovane amico che si chiama Simone di Bella.

FilmTv è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963
Credits - Contatti - Privacy