Oggi il tempo è come una sposa

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La citazione

«Alice Harford: I do love you and you know there is something very important we need to do as soon as possible. - Dr. Bill Harford: What's that? - Alice Harford: Fuck.»

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Fabrizio Tassi

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Oggi il tempo è come una sposa


Il concerto di una delle più belle voci dell'indie americano contemporaneo, nello splendido contesto naturale dell'Anfiteatro del Venda, vicino Padova. Tradizione folk e sentimento, tra prati verdissimi e passaggi di aeroplani.

“Oggi il tempo è come una sposa” recita un detto finlandese, e non può sembrar più azzeccato per un pomeriggio di maggio immerso nel verde dei Colli Euganei, a sud di Padova. Una grande piattaforma in legno funge da palco, permette al fronte d’una frana di diventare anfiteatro naturale tra prati e vigneti: l’Anfiteatro del Venda.

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Una ragazza in abito bianco lo percorre raccogliendo la chitarra elettrica e iniziando a cantare con un lamento suadente, che sembra provenire da vecchie radio che danno musica folk. Lei è Angel Olsen - esibitasi lo scorso 6/5 -, cantautrice americana tra le più interessanti del mondo indie: tre album all’attivo - tra cui il notevole esordio del 2012: Half Way Home - e una voce splendidamente anni 50, tra intimità e rock and roll da ballare romanticamente. Con qualche centinaio di persone di fronte, sdraiate sul prato e allietate dal vino dell’azienda agricola adiacente, e un panorama aperto fino gli Appennini, alle spalle, Olsen propone così la sua musica dolente: una chitarra da accarezzare, una timidezza dolce e scontrosa; quasi un flirt rivolto agli occhi di qualcuno che scivola, come gli altri, nell’erba, verso il calore delle canzoni. Originaria di St. Louis (Missouri), classe 1987, Angel Olsen è stata adottata piccolissima da una famiglia che si era presa cura di lei fin dalla nascita. La notevole differenza d’età con i genitori adottivi le ha fatto spesso pensare a cosa potesse significare essere giovani negli anni 40 e 50; una prima propensione anche a un certo tipo di musica forse, alla quale si uniranno poi l’introversione adolescenziale fatta di ascolti punk, le esperienze a Chicago e le collaborazioni con artisti come Bonnie “Prince” Billy. L’abito bianco che indossa mentre suona la rende una sposa agreste e sensuale; lo sguardo vaga ancora mentre esegue la bellissima Unfucktheworld, dal suo secondo album, fronteggiando molti occhi mentre sussurra: «I am the only one now». Ci si rende conto dell’effettivo silenzio circostante solo quando un piccolo aereo da turismo rosso lo rompe, ronzando intorno tra l’ilarità dei presenti. Ci si rende conto invece delle grandi doti interpretative della cantante statunitense quando esegue a sorpresa - poiché gli accordi sono identici a quelli di un suo brano, Lark Songs - Il cielo in una stanza di Gino Paoli: un buon italiano, il testo conosciuto solo a metà, le risate a ogni interruzione e punte di magia pura. Difficile immaginare un luogo migliore per questo tipo di concerti.IMG_1336.JPG

 

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