Speciale Lost Highway Kubrick - Filmografia - 1953: Paura e desiderio

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La citazione

«E questo è quanto (Casinò - Martin Scorsese)»

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Servizio pubblicato su FilmTv 33/2018

Speciale Lost Highway Kubrick - Filmografia - 1953: Paura e desiderio


[1953] con Frank Silvera, Virginia Leith

Il periodo che va dal 1951 al 1953 corrisponde all’apprendistato cinematografico di Kubrick, durante il quale realizza tre corti (Il giorno del combattimento, 1951; Il padre volante, 1951; The Seafarers, 1953) e il suo primo lungo (Paura e desiderio, 1953). A differenza di Il padre volante, che poco si discosta dai lavori da cinegiornale, e di The Seafarers, documentario industriale realizzato su commissione, Il giorno del combattimento (progetto ispirato al servizio fotografico che Kubrick ha dedicato al pugile Walter Cartier) presenta elementi che ritroveremo poi in Paura e desiderio: al di là di inevitabili somiglianze con lo stile della serie documentaria The March of Time, il corto si impone per suggestioni tipicamente noir e per il tema del doppio, cifre attorno alle quali il regista costruirà il suo primo pamphlet antimilitarista. Sebbene poco amato da Kubrick, che riteneva il film «pretenzioso» e «insipido», al punto di vietarne le riedizioni, in Paura e desiderio troviamo temi e stilemi che diverranno costanti del suo percorso filmografico: la storia di quattro soldati impegnati in un astratto conflitto bellico («C’è una guerra in questo bosco» avvisa il commento fuori campo che racchiude il racconto. «Non una guerra che è stata combattuta o una che lo sarà, ma una guerra qualunque […]. Questo bosco, perciò, […] è fuori della Storia»), declinata secondo il senso di fatalità e il pessimismo tipici del noir, anticipa quello che sarà Full Metal Jacket. Paura e desiderio annuncia, nel suo oscillare fra tragico e comico, il problema nodale dell’identità e del conflitto: i soldati infatti si riflettono nei lineamenti dei propri avversari (gli stessi attori interpretano in successione i personaggi dei due eserciti nemici). Si crea così uno sdoppiamento e una sovrapposizione tra cecchino e vittima: un moto circolatorio che rimanda al labirinto, una delle grandi ossessioni kubrickiane, a quell’andare incontro al proprio destino e trovarlo inevitabilmente.


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Matteo Marelli

Nota biografica in forma di plagio (Io copio talmente tanto che neppure più me ne accorgo):
pensierino della sera:
«Il critico non fa il cinema, ci va. La sua grandezza – non il suo limite – è questa: teniamocela stretta»
buon proposito del mattino:
«Il critico se vuole uscire dalla marginalità deve inventarsi nuovi modi di scrivere, parlare, far passare il cinema, il pensiero che il cinema mette ancora in forma»


Matteo Marelli

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