Speciale Lost Highway Kubrick - Filosofia

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Pier Maria Bocchi dice che Velluto nero è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 03:50.

Quanto vale l’altra metà del cielo, sul grande schermo? Quanto potere hanno le registe e le maestranze al femminile a Hollywood? Uno sguardo alle cifre e ai nomi, resistenti o emergenti, del gentil sesso al cinema.

Tempi duri per i grandi della nuova Hollywood. Quando essere un autore di culto tipo Brian De Palma non basta come garanzia per partire con una nuova produzione. Un'analisi di Giulia D'Agnolo Vallan.

Film di culto, pilastro della storia del cinema, capolavoro assoluto. E... Mel Gibson si prepara a rifarlo. Con un ricco cast, come vi raccontiamo nella prossima newsletter. Rileggiamo le parole di Gianni Amelio.

Arriva il 31 maggio su Prime Video una delle nuove serie più attese dell'anno. Si chiama Good Omens, ed è tratta dal romanzo di Neil Gaiman e Terry Pratchett Buona Apocalisse a tutti! Impossibile non ripensare a American Gods , egualmente tratta da un romanzo dello scrittore inglese.

Tra i film che abbiamo già visto dell'edizione 2019 del Festival di Cannes c'è La Gomera di Corneliu Porumboiu, che non ci ha convinto. Vi invitiamo a confrontare le parole di Roberto Manassero con quelle di Sangiorgio, che con questa recensione, qualche anno fa, nella rubrica Scanners, presentava quest'autore della Nuova onda rumena.

La citazione

«Tutti i luoghi che ho visto, che ho visitato ora so ne sono certo: non ci sono mai stato. (Giorgio Caproni - Esperienza)»

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Pedro Armocida

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Servizio pubblicato su FilmTv 33/2018

Speciale Lost Highway Kubrick - Filosofia


Pensare il cinema

Un cinema che sia solo cinema. Ma non per chissà quale ambizione estetica fine a se stessa. Un cinema capace di farci guardare oltre. Oltre la storia, i personaggi, la morale, il significato. In cui “il messaggio” sia il film, e stia dentro il suo linguaggio, la sua capacità di aggirare l’ostacolo rappresentato dalla nostra scimmia mentale, con la sua presunzione di capire, sapere, potere tutto, guardiano armato dell’evoluzione (armato di ossa o cervelloni elettronici, di istinti “educati” o motivazioni “superiori”). Se la ragione è in crisi, o la rifondi su nuove premesse, o provi il salto verso l’ignoto, un altro modo di vedere e sentire, una nuova consapevolezza, per cui serve un linguaggio diverso, in grado di destabilizzare l’attitudine passiva dello spettatore sapiens. Ecco qual è il lascito più grande, e ancora in parte inesplorato, dell’opera di Kubrick. Pensate al vuoto, la profondità abissale che apre 2001. Quel nero interminabile che è un’infinita possibilità (di generare immagini e senso). C’è la musica di Ligeti, a suggerirci quanto sia pieno quel vuoto. Suona mistico? Può darsi. La mistica ci ha insegnato che di certe cose si può parlare solo con termini e concetti che sono negazioni. Bisogna avere il coraggio di precipitare in quel buco nero. Altrimenti si continua a vivere nell’illusione di una storia lineare, governata dalla nostra intelligenza. Lo si è detto tante volte che qui non si tratta di fantascienza ma di mitologia, di genealogia cosmica, in cui ognuno può rintracciare il suo demiurgo preferito - Dio, E.T. o polvere di stelle, idea platonica o logos evolutivo, totem ancestrale o fallico tabù - veicolato dal monolito, l’anti-manufatto (a proposito di negazione), discontinuità che le incarna tutte, quelle già accadute, secolarizzate, e quelle che verranno, avvolte in un sacro (laico) mistero. La questione non è chi o perché, ma “come si sta”, è il salto di qualità della coscienza (e del cinema). Sospesi nel vuoto, o dentro un’ellissi che cancella la Storia, precipitati alla fine nel non-senso di quella stanza settecentesca, nella memoria fuori-luogo di un’epoca in equilibrio (precario) fra sensi e ragione, scienza e metafisica. Parliamo del regista che ha ritrovato la luce del “secolo dei lumi” e l’ha ricreata in Barry Lyndon, sarabanda funebre, ascesa e caduta di un uomo (quella luce e quell’uomo dove sono finiti? Sono esistiti una volta per sempre?). Che ha celebrato la vitalità di Alex, il male e l’istinto soddisfatto di sé, contro la cattiva coscienza della repressione borghese, dello spirito ridotto a estetica, ma anche della presunta razionalità dei Turgidson e De Sadesky che governano il mondo. Che alla fine ci ha regalato il film-specchio Eyes Wide Shut - siamo svegli o stiamo solo sognando la nostra vita? - offrendo al nostro sguardo Alice-Nicole-desiderio (altro monolite) e il suo indimenticabile shining, un’altra iniziazione, vent’anni dopo quella del labirinto. Alla fine di tutto, lui evoca romantiche eternità e lei lo riporta alla consapevolezza del qui e ora: «Fuck!». Nell’epilogo di 2001 chi guarda scompare in ciò che sta guardando. La meta è questa? Il cinema che è solo cinema può annullare la distanza fatale? 


Fabrizio Tassi

Critico cinematografico, giornalista professionista, ma anche scrittore, autore di opere teatrali, direttore artistico di festival culturali, docente di cinema per scuole, enti, associazioni. Vicedirettore di Cineforum, rivista e sito, oltre a collaborare con FilmTv scrive anche per Micromega. L'incontro con l'animatore marchigiano Simone Massi ha prodotto un libro (Nuvole e mani per minimum fax), un documentario (Animata resistenza, regia di Girotto-Montagner, Leone nel 2014 per il Miglior documentario sul cinema ) e la sigla della Mostra del cinema di Venezia. Appassionato di montagna, libri e filosofia (soprattutto orientale). Ottimo camminatore. 


Fabrizio Tassi

Critico cinematografico, giornalista professionista, ma anche scrittore, autore di opere teatrali, direttore artistico di festival culturali, docente di cinema per scuole, enti, associazioni. Vicedirettore di Cineforum, rivista e sito, oltre a collaborare con FilmTv scrive anche per Micromega. L'incontro con l'animatore marchigiano Simone Massi ha prodotto un libro (Nuvole e mani per minimum fax), un documentario (Animata resistenza, regia di Girotto-Montagner, Leone nel 2014 per il Miglior documentario sul cinema ) e la sigla della Mostra del cinema di Venezia. Appassionato di montagna, libri e filosofia (soprattutto orientale). Ottimo camminatore. 

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