The Handmaid's Tale: intervista a Joseph Fiennes

970x250_FI.JPG

facebook_0.png
twitter.png
vimeo.png
Instagram.png
Oggi Free
Simone Emiliani dice che The Aviator è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 15:50.

Mentre Sky Atlantic HD trasmette la terza stagione di Gomorra - La serie, riproponiamo la riflessione che il giornalista-scrittore fece in esclusiva per Film TV sull’importanza di una fiction televisiva che a trent'anni dalla prima Piovra ha di nuovo il coraggio di raccontare la criminalità organizzata. Un “sistema” che anche il suo libro ZeroZeroZero, a sua volta destinato a ispirare un'altra serie tv diretta da Stefano Sollima, ha saputo descrivere nei suoi connotati transnazionali.

Visconti e il lato positivo della censura, ovvero quando Gianni Amelio vide per la prima volta Rocco e i suoi fratelli .

Prima di Good Time , nelle sale questa settimana, i fratelli Safdie erano già passati tra le pagine di Scanners con Heaven Knows What . Una segnalazione di Ilaria Feole assolutamente da recuperare.

Chicago, Nairobi, Seul, Londra, Città del Messico, San Francisco, Berlino, Mumbai. Sono otto, sono collegati. Da recuperare senza porsi domande.

C'è tutto un cinema che non passa per le sale ma che merita di essere visto, sostenuto, cercato. Due libri per voi che sono anche due inviti a guardare oltre.

La citazione

«Povero pensiero... finisce sempre per sfracellarsi contro il muro dei fatti. (Lev Troskij)»

scelta da
Adriano Aiello

cinerama
7513
cineteca
2392
servizi
2248
opinionisti
1496
locandine
949
serialminds
627
scanners
451
Articolo pubblicato esclusivamente su questo sito

The Handmaid's Tale: intervista a Joseph Fiennes


Nella pluripremiata serie The Handmaid's Tale è Fred Waterford, uno degli artefici del regime totalitario in cui il ripopolamento è garantito solo dalle ancelle. L'attore che lo interpreta è Joseph Fiennes, qui in un'intervista a cura di Lorenza Negri.

Una società che sta pagando gli abusi al pianeta con la sterilità, un futuro fosco e soffocante dove le donne fertili sono sistematicamente stuprate per ripopolare il mondo: The Handmaid’s Tale è la serie premiata agli Emmy prodotta dal canale digitale Hulu che TIMVISION ha portato in Italia. Adattamento del racconto distopico omonimo di Margaret Atwood, nel cast annovera l’attore inglese Joseph Fiennes nei panni dell’insicuro e prevaricatore comandante Fred Waterford, uno dei responsabili dell’involuzione della società di Gilead nella fanatica teocrazia maschilista che è diventata. Lo interpreta l’attore inglese Joseph Fiennes, 47enne dalla carriera in bilico tra cinema e TV, dal period romantico Shakespeare in Love al biopic Luther - Genio, ribelle, liberatore, dalla serie epica Camelot all’antologia American Horror Story.

Conosceva già l’opera di Margaret Atwood?
Mia madre scrive romanzi per cui conosceva già la scrittrice - è un’autrice che l’ha influenzata - e per questo anche io sapevo del suo lavoro. Mi sono basato sulla fonte letteraria per decidere se accettare un ruolo, e alla fine ho accettato anche se sapevo che sarebbe stato molto pesante.

A cosa si riferisce?
Fred Waterford è raccapricciante. È una persona orribile e quando la interpreti non vedi l’ora di lavartela via di dosso con lo sporco. È l’esponente privilegiato di un regime totalitario e la sua posizione è al vertice. Eppure, sebbene sia potente non è soddisfatto, è a disagio, perché per un po’ ha pensato di salvare il mondo e invece è il fautore di qualcosa di terribile. È evidente che vacilla quando deve affrontare il rito carnale con l'ancella.

Sono state quelle le scene più difficili da girare?
Senz’altro. Le mie partner in quei frangenti - Elizabeth Moss e Yvonne Strahovski che interpretano l’ancella Difred e sua moglie Serena Joy - sono interpreti eccezionali, ma è stato l’unico sollievo. La brutalità  di quei momenti è insostenibile, perché sebbene Fred e la società di Gilead ricorrano alle sacre scritture per affrancarsi dal senso di colpa, sempre di stupro si tratta. Waterford non è contro la pratica sulla carta, ma è riluttante a eseguirla e lo fa solo perché ha disperatamente voglia di un bambino.

C'è ancora qualcosa che vorrebbe mostrare di questo personaggio? 
Cerco di accantonare i ruoli appena smetto di girare, e siccome è passato del tempo da quando ho impersonato Fred non ci ho più pensato. Questo mi capita anche nel caso di personaggi di serie come Merlino in Camelot, appena esco dal set me li lascio alle spalle. Adesso sono concentrato sul mio nuovo lavoro, a cui tengo molto. È un documentario che sto girando in Canada su… mio cugino [Ranulph, ndr]. Non sto scherzando, è un grande esploratore, ha girato il mondo a piedi - gli ci sono voluti quattro anni - dall’Antartide all’Artide, e credo che sia l’uomo più avanti con l’età ad avere scalato l’Everest. Dopo un infarto e un bypass è andato a correre una maratona di sette giorni.

Ha un film della sua carriera cui è affezionato?
Veramente no. Le due verità però è un film che mi ha permesso di lavorare con un regista che stimo molto, Paul Schrader. Alla fine faccio questo lavoro per la compagnia.


Articoli consigliati


Benedetto il frutto - Intervista a...» Interviste (n° 39/2017)
The Handmaid's Tale» Serial Minds (n° 40/2017)

FilmTv è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963
Credits - Contatti - Privacy