Tutto quello che c'è da sapere sulla 23ª edizione del Far East Film Festival di Udine

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Mauro Gervasini dice che I giganti del West è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 17:40.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«Solo chi lascia il labirinto può essere felice, ma solo chi è felice può uscirne (Michael Ende - Lo specchio nello specchio)»

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Tutto quello che c'è da sapere sulla 23ª edizione del Far East Film Festival di Udine


Torna in versione estiva (dal 24 giugno al 2 luglio) e ibrida, tra streaming e proiezioni in presenza, la manifestazione europea più importante dedicata al cinema popolare dell'estremo oriente. Ed è dietro l'angolo, a Udine. Pensa quanto siamo fortunati.

Dunque, titolo dell'elaborato: “Tutto quello che c'è da sapere sulla 23ª edizione del Far East Film Festival di Udine”. Svolgimento: ci sarà. E sarà anche in presenza, oltre che online (sempre con la collaborazione di MYmovies) ripetendo il fortunato esperimento coatto dell'edizione passata, grazie al miracolo della moltiplicazione delle sale causa coronavirus – gli schermi a disposizione saranno sei, i 3 del Visionario, i 2 del Cinema Centrale, più quello dell'Arena all'aperto (che potrà ospitare 400 spettatori) allestita sul prato del Visionario. Fine del tema. E invece no, perché chiaramente ci sono molte più informazioni da dare. Ma era per dire che, dopo l'anno senza festival e senza cinema che abbiamo appena vissuto, l'idea che una delle nostre manifestazioni del cuore torni a fare le sue cose in completa sicurezza riaccogliendo il suo pubblico orfano, è una prospettiva gioiosa e quasi inebriante.

I titoli presentati al FEFF di quest'anno saranno 63, provenienti da 11 paesi e/o regioni (a seconda del rapporto vigente con il partito comunista cinese): in questa edizione, infatti, a Giappone, Hong Kong, Cina, Corea del Sud, Filippine, Malaysia, Taiwan, Thailandia e Indonesia, si uniscono anche Macao e Myanmar. I film in lizza per il Gelso d'Oro (il premio del pubblico) sono in totale 46, e saranno circondati da tutta una serie di proiezioni speciali ed eventi fuori concorso che quest'anno portano i livelli di salivazione oltre la soglia del pericolo disidratazione (ricordatevi amici: bere sempre almeno due litri di acqua al giorno. No, il Tocai non vale). In primis troviamo un omaggio, realizzato in collaborazione con il Film Development Council of the Philippines di Manila, al mitologico e recentemente scomparso Eddie Garcia, attivo fra il 1949 e il 2019 (per dirla in tagalog: frèchete!) e protagonista di qualcosa come 659 film – oltre ad averne diretti personalmente 37. Un altro focus sarà invece rivolto al giovane (quarantenne) regista coreano Yoon Jong-bin, autore di grande interesse su cui ha già puntato gli occhi il Festival di Cannes, e che potremo esplorare in una mini-retrospettiva dedicata al suo cinema. Ci sarà inoltre una sezione speciale di otto film tutta dedicata ai talenti del nuovo cinema hongkonghese. Che non è più quello dei tempi in cui si è fatto conoscere a occidente, quello di John Woo Tsui Hark e Johnnie To, ma si sta evolvendo in qualcosa di nuovo, low-budget, vitale e inedito.

E a proposito di padri del cinema hongkonghese: tra le anteprime nel cartellone di questa edizione ci sarà anche la prima mondiale di Coffin Homes, l'ultimo film di Fruit Chan. Si torna a esplorare (era successo in chiave slasher con Dream Home di Pang Ho-cheung) il crudele e isterico mercato immobiliare di Hong Kong, con una commedia nera (a tratti horror) che racconta degli appartamenti rimasti sfitti causa stregoneria... venduto. A proposito di grandi nomi: ce ne sono un paio che saranno protagonisti delle due diverse inaugurazioni (in streaming e in presenza). A lanciare il festival online sarà l'action Shock Wave 2, interpretato dal divo dei divi hongkonghesi Andy Lau. Mentre per l'apertura delle danze in presenza ci sarà l'anteprima internazionale del nuovo film di Zhang Yimou, l'epica spy story sugli eroi della rivoluzione cinese Cliff Walkers. Fra gli altri grandi nomi che hanno trovato spazio in concorso, segnaliamo anche il ritorno di Soi Cheang con Limbo, efferato thriller d'azione girato in uno spietato bianco e nero, e l'anteprima nazionale (in contemporanea con la distribuzione nei cinema) del blockbuster cinese The Eight Hundred/800 Eroi.

Per saperne di più sul programma, i biglietti, le modalità di accredito (in presenza e online) e su tutti gli eventi collaterali che impegneranno la città per la durata del festival, rimandiamo al sito della manifestazione www.fareastfilm.com. Buon Far East a tutti!

FilmTv.Press è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963 - Registrazione Tribunale di Milano n° 109 del 6 maggio 2019
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