Tutto quello che c'è da sapere sulla 69ª edizione del Trento Film Festival

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Ilaria Feole dice che Il Padrino è il film da salvare oggi in TV.
Su Sky Cinema Due alle ore 21:15.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«All work and no play makes Jack a dull boy»

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Tutto quello che c'è da sapere sulla 69ª edizione del Trento Film Festival


Sembra assurdo, dopo più di un anno, ma anche i festival del cinema tornano in presenza: dimostra il Trento Film Festival numero 69, che dal 30 aprile al 9 maggio proietterà i suoi 100 film su uno schermo vero – senza rinunciare al supporto, in parallelo, delle piattaforme online.

Saggio, imponente e longevo come la montagna che, con tutto l'amore di questo mondo, vuole promuovere grazie alla magia delle ombre elettriche: il Trento Film Festival inaugura la sua 69ª edizione, la seconda in regime di pandemia. L'ottima notizia è che, dopo un 2020 di corse ai ripari in streaming, la manifestazione sarà la prima a riuscire a tornare in sala e in presenza: dal 30 aprile al 9 maggio riapriranno i battenti del multisala Modena di Trento per le proiezioni dei 100 film in programma – di cui l'80% sarà in anteprima. La notizia ancora migliore è che non si butterà il bambino insieme all'acqua sporca, ovvero: c'è del buono anche nello streaming. Il Trento Film Festival, infatti, garantirà l'accesso alle proiezioni anche online (rendendole disponibili fino al 16 maggio sulla piattaforma online.trentofestival.it), creando una formula totalmente ibrida che viene incontro allo spettatore, moltiplicando le opportunità di fruizione. Confermato anche il ciclo di incontri e di appuntamenti da seguire sui social ufficiali e sul sito della rassegna, con protagonisti come Hervè Barmasse, Nives Meroi, Heinz Mariacher, Mélissa Le Nevé, Robert Peroni ed Erri De Luca. I 100 film che verranno presentati, invece, si suddividono in 8 sezioni: i migliori documentari e corti d’autore in Concorso, le Proiezioni speciali, le ultime novità del cinema di alpinismo e avventura in Alp&ism, i lungometraggi fiction delle Anteprime, il presente e il futuro dei popoli di montagna in Terre Alte, le storie e gli autori del Trentino Alto-Adige in Orizzonti Vicini, i documentari su ambiente e cambiamento climatico in MUSE.Doc; senza dimenticare la sezione speciale di questa edizione, “Destinazione… Groenlandia”, un invito alla scoperta cinematografica della nazione artica. Per ulteriori dettagli sul programma, sui film selezionati e sulle modalità di fruizione, rimandiamo al sito ufficiale del Trento Film Festival https://trentofestival.it/edizione-2021/. Buona visione e buon ritorno in sala!

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