XXIV° Tertio Millennio Film Fest

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Mauro Gervasini dice che Joe Bass l'implacabile è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 13:50.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«sarà mica la maniera di lavorare… non si lavora così dai… ogni lavoro anche il più banale necessita di un minimo di regia»

scelta da
Andrea Bellavita

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XXIV° Tertio Millennio Film Fest


Al via l'edizione 2021 del Tertio Millennio Film Fest, il festival del dialogo interculturale e interreligioso

Noi umani siamo bestie limitate, difficili da distrarre dal nostro personale, confinato orizzonte degli eventi. Fossimo tutti costruiti come si deve, d'altronde, saremmo in grado di andare oltre al nostro ombelico per concentrarci su problemi talmente enormi e onnicomprensivi che a volte sembrano non esistere concretamente. È una questione di prospettive: vediamo con i nostri occhi quello che abbiamo quotidianamente di fronte e ci dimentichiamo quanto siamo piccoli. O, come diceva il proverbio, fissiamo il dito e non ci accorgiamo della luna.

Ecco, dunque, come si spiega e come si onora il senso di una manifestazione come il Tertio Millennio Film Fest, festival del dialogo interculturale e interreligioso organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo. Nato nel 1997 grazie alla spinta di Giovanni Paolo II e, nonostante la pandemia, arrivato incolume e sempre più vitale alla sua 24ª edizione, quest'anno il TMFF verrà ospitato online (dal 23 febbraio al 02 marzo) sulla piattaforma MYmovies.

Come da tradizione, il cuore del Festival è rappresentato dagli 8 lungometraggi in concorso - quest'anno sono 7 le anteprime nazionali - che verranno discussi e valutati da una giuria espressione di tutte le comunità religiose coinvolte nella manifestazione: da quella cattolica a quella protestante, passando per quella ebraica, musulmana, buddhista e induista. A presiederla è stato invitato il regista, attore e sceneggiatore Giulio Base. I titoli selezionati dai direttori artistici Marina Sanna e Gianluca Arnone arrivano da tutto il mondo (dalla Repubblica Dominicana alla Lapponia passando per il Lesotho e la Bulgaria) e interrogano la sensibilità dello spettatore, scandagliando temi universali e profondi: le inquietudini degli adolescenti (Adoration), la crisi della comunità (The Last Ones), il rapporto tra memoria e oblio (Oylem), l’irruzione del miracolo (Liborio), l’inviolabilità del sacro (This is not a Burial, It’s a Resurrection), il conflitto tra aspirazioni individuali e legami affettivi (German Lessons), l’accettazione del lutto (The Fisherman’s Daughter), la necessità di una vera giustizia (Unguarded).

Come in ogni edizione che si rispetti, poi, non manca la sezione dedicata ai cortometraggi, con 8 film in concorso che verrano giudicati da una giuria di giovani esponenti delle comunità religiose, guidati da Laura Delli Colli (presidente della Fondazione Cinema per Roma e del SNGCI). L'altra caratteristica del Tertio Millennio Film Fest, rispettata anche in questa edizione nonostante le difficili condizioni ambientali, è quella di presentare, anno dopo anno, un catalogo denso di spunti e di riflessioni suggeriti dai film in programma.

Si segnalano, tra gli altri, i contributi di Emanuela Confalonieri (professoressa ordinaria in Psicologia dello sviluppo e dell’educazione dell’Università Cattolica di Milano) e di Marco Dal Corso, professore ordinario dell’Istituto di Studi Ecumenici di Venezia. Per ulteriori informazioni su modalità di visione e abbonamenti, e per il programma completo della manifestazione, rimandiamo al sito ufficiale del Festival. Buona visione!

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