Gianni Amelio

Illustrazione originale di Simone Massi
facebook_0.png
twitter.png
Instagram.png
Oggi Free
Dario Stefanoni dice che Il vendicatore è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 05:00.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo di carriera pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«E questo è quanto (Casinò - Martin Scorsese)»

cinerama
9282
servizi
3749
cineteca
3176
opinionisti
2186
locandine
1087
serialminds
999
scanners
512

La tenerezza dello sguardo


Un film di Gianni Amelio mancava all’appello da più di tre anni. Da quando, nel settembre 2013, uscì in sala L’intrepido con Antonio Albanese, il più incompreso dei suoi titoli. Adesso tocca a La tenerezza, al cinema dal 24 aprile, tratto con prevedibile libertà da un libro del 2015, La tentazione di essere felici (Longanesi), dello scrittore napoletano Lorenzo Marone. Napoli, nelle biografie o se ambientazione di una storia, non è mai un dettaglio. Ancora non ho visto La tenerezza, anche se con Amelio ne ho parlato presentando il suo romanzo Politeama (Mondadori) ad Asti, lo scorso dicembre, pochi giorni prima di Natale. Mi colpiscono però le note che accompagnano i materiali stampa, dove la sinossi è succinta, allusiva, volutamente reticente. «Storia di un padre e dei suoi figli non amati, un fratello e una sorella in conflitto, una giovane coppia apparentemente serena. Due famiglie in una Napoli borghese, lontana dalle periferie, dove il benessere può rivelarsi tragico». Così si legge. Mi piace l’idea che il cineasta torni al dramma borghese, che da Morselli (Guido) in poi è più una categoria dello spirito, esistenziale, che sociale o di classe. Era da Colpire al cuore che Amelio se ne stava alla larga, forse anche giustamente, affamato di altre esistenze e di altre storie più urgenti da raccontare. Mentre scrivo queste righe, La tenerezza me lo posso solo immaginare. Mi piace l’idea che il tragico in La tenerezza non c’entri nulla con lo scenario periferico della città, quello “gomorresco” ormai banalizzato dal cliché televisivo. Mi piace l’idea che il protagonista, un uomo anziano, cinico, sia interpretato da Renato Carpentieri, che proprio in un film di Amelio esordì, Porte aperte, da Sciascia. Immagino la sua performance in sottrazione, la sua misantropia sfumata ma ugualmente aspra. Mi piace che nei panni di sua figlia ci sia Giovanna Mezzogiorno, tra i due un rapporto a dir poco problematico. È un’attrice eccellente che nell’ultimo lustro ha lavorato troppo poco. Nel cast anche Elio Germano, Micaela Ramazzotti, Maria Nazionale… Amelio sa entrare in simbiosi con i propri attori come pochissimi altri registi. Vedremo al cinema con quale tenerezza li avrà trattati.

Non poteva finire che così. Dopo tanti anni e tanti film a raccontare figure paterne, reali e putative, Gianni Amelio con Il primo uomo incontra finalmente una madre. La sua presenza fisica, concreta, quasi religiosa, anziana (Catherine Sola) e giovane (Maya Sansa). Una scorciatoia la nostra, perché il film è (anche) altro. Segue il ritorno in senso tragico (nostos) di un “esule”, il Cormery dell’omonimo romanzo incompiuto di Albert Camus a cui il film si ispira.

In concorso alla Mostra di Venezia 2013, L’intrepido è per Gianni Amelio un film fondamentale, oltre che un titolo da prendere "alla lettera"...

Dopo la presentazione in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival 2011, Gianni Amelio ha raccontato a Film Tv la genesi e la storia di Il primo uomo, tratto dall’opera postuma di Albert Camus

Camminano in fila indiana, un giovanotto un po’ sperduto, una ragazzina immusonita, un bambino dalla faccia triste. Vestiti di jeans chiaro, si tirano dietro un paio di borsoni e gli zainetti e attraversano strade di città sconosciute e marciapiedi di binari affollati. Senza quasi mai parlare: solo qualche gesto di stizza involontaria, un calcio alla valigia, una ribellione improvvisa, un’insormontabile stanchezza, un lungo sonno. Guardano nel vuoto, il paesaggio che scorre attraverso i finestrini del treno o dell’auto, e ogni tanto si osservano, cercano di capire qualcosa.

Sul primo numero dell'anno di FilmTv Gianni Amelio racconta il suo ultimo film, Hammamet, e ci regala anche una pagina di sceneggiatura. Riproponiamo allora la locandina del suo film Colpire al cuore, a firma Maurizio Porro.

cinerama

«Questo documentario sarebbe stato bello non averlo fatto; cioè, non aver avuto la necessità di farlo. Sogno un mondo dove Felice chi è diverso non esiste». Sono affermazioni di Gianni Amelio sulla sua ultima opera, presentata alla Berlinale 2014 nella sezione Panorama Dokumente prima di approdare sui nostri schermi; affermazioni in cui la parola chiave è «necessità». I versi di Sandro Penna che danno il titolo al film («Felice chi è diverso essendo egli diverso.

cinerama

«Assurdo», gli dice Lucia. Assurdo che Antonio, 48 anni, di lavoro faccia il "rimpiazzo". Un mestiere terminale, nemmeno troppo immaginario, di un sistema che per essere stabile cerca il precario, l'occasionale. Così, che sia per un giorno, o anche solo per un'ora, Antonio sostituisce coloro che ne hanno bisogno. Ed è felice. Fa l'attacchino e lo stiratore, il muratore e il fattorino, gonfia palloncini per decorare il Primo Maggio di gioia, guida i tram per le vie di Milano. Fa tutto questo. E lo sa fare, con l'umiltà di chi può persino scendere in strada, a vendere rose.

cineteca

Algeria, 1957. Celebre in Europa, lo scrittore pied noir (i francesi nati in Algeria) Jean Cormery torna nel paese natale, già devastato dalla guerra di liberazione ma ancora lontano dall’indipendenza (concessa da De Gaulle nel 1962). Per Parigi l’Algeria è una provincia francese, non una colonia, e i rivoltosi sono terroristi. Cormery ricorda la sua infanzia povera, quando era normale che bambini europei e arabi giocassero assieme, influenzata da una famiglia matriarcale e dalla mancanza del padre, morto in guerra.

cinerama

Una fila di operai incazzati sotto la pioggia. Un pullman di tecnici e dirigenti cinesi in arrivo. Su uno striscione, gli ideogrammi compongono la parola "Avvoltoi". All'interno della fabbrica l'altoforno ha la bellezza imponente e immota di un dinosauro dell'era industriale. È notte, i cinesi sciamano, chiedono spiegazioni, scattano fotografie, fumano noncuranti dove non dovrebbero.

cinerama

Il primo piano di un uomo; in sottofondo, i rumori del bar di una stazione. L'uomo ha la faccia affaticata, concentrata, ma non arrabbiata: sta passando le consegne di un'esperienza difficile a un altro uomo, che vediamo nel controcampo, che sembra preoccupato, teso, quasi intimidito. L'esperienza difficile si chiama Paolo, ha quindici anni, è nato da un parto disgraziato che ha ucciso sua madre e segnato il suo corpo, e in quel momento sta dormendo sul treno che deve portarlo a Berlino, per una terapia di riabilitazione in una clinica specializzata.

cineteca

Emilio, adolescente introverso, è figlio di Dario, docente all’Università di Milano. Durante una visita alla casa di campagna della nonna, i due fanno la conoscenza di Giulia e Sandro, quest’ultimo allievo di Dario. Qualche sera dopo, a Milano, Emilio assiste a una sparatoria tra terroristi e carabinieri: di fronte a lui, agonizzante a terra, c’è proprio Sandro. Sorge in lui il sospetto che il padre, dopo la morte del ragazzo più vicino a Giulia, possa essere a sua volta coinvolto nelle trame terroristiche.

FilmTv.Press è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963 - Registrazione Tribunale di Milano n° 109 del 6 maggio 2019
Credits - Contatti - Supporto tecnico
Privacy Policy