Paul Thomas Anderson

facebook_0.png
twitter.png
vimeo.png
Instagram.png
Oggi Free
Pier Maria Bocchi dice che Unico indizio: una sciarpa gialla è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 03:25.

Per festeggiare David Cronenberg che verrà premiato con il Leone alla carriera a Venezia 75 abbiamo pensato di rendere disponibili tutti gli articoli archiviati nella nostra collezione Locandine. A partire da La zona morta.

La ricerca di riscatto di un mite toelettatore di cani, la discesa agli inferi di un ex pugile manesco. Il nuovo film del regista di Gomorra torna nella terra di nessuno delle fiabe dark. Premiato come migliore attore al Festival di Cannes il protagonista Marcello Fonte.

Il 18 maggio arriva su Netflix la seconda attesissima stagione di Tredici . Dove eravamo rimasti?

Esiste davvero gente che non ama la musica?

Christophe Honoré quest'anno è al Festival di Cannes con Plaire, aimer et courir vite , in gara anche per la Queer Palm. Vi riproponiamo uno degli Scanners a lui dedicati.

La citazione

«Scrivere è anche non parlare (Marguerite Duras)»

scelta da
Marianna Cappi

cinerama
8060
cineteca
2865
servizi
2648
opinionisti
1687
locandine
988
serialminds
729
scanners
469

Il fantasma del cinema


Dopo essere stato considerato, all’epoca degli esordi, l’ “Altman del futuro”, o il “nuovo Scorsese”, spesso e giustamente oggi il nome di Paul Thomas Anderson viene accostato a quello di Orson Welles o Stanley Kubrick. Con entrambi condivide la tensione verso soggetti e progetti sempre bigger than life, un’idea di cinema che trova espressione (almeno nel primissimo Welles) in opere lungamente meditate ed elaborate pignolescamente con adeguata profusione di mezzi. Anch’egli è un autore pienamente “americano”, capace di contraddistinguersi per possanza epica, per un’ossessiva capacità di stupire, secondo le logiche del grande spettacolo, e un’acutissima inclinazione a spingersi oltre. Ogni suo film, al pari delle opere wellesiane e kubrickiane, è capace di generare una propria estetica e la sua filmografia, alla maniera di quelle dei maestri a cui è avvicinato, può essere letta come una riflessione storico-culturale sul mondo occidentale, realizzata attraverso storie esasperate e metaforiche nelle quali vengono in luce le contraddizioni dell'uomo contemporaneo. Come Welles subisce la fascinazione per personaggi grandiosi e malvagi (su tutti i protagonisti di Il petroliere e Il filo nascosto, interpretati sempre Daniel Day-Lewis che regala ai film due mastodontiche performance attoriali), ma insieme internamente fragili, vittime delle proprie passioni o di un gioco che comunque li sovrasta e li incastra (si pensi a Freddie Quell di The Master o a Larry "Doc" Sportello di Inherent Vice, personaggi disarmati e inconsapevoli che Joaquin Phoenix caratterizza, per dirla alla Wystan Hugh Auden, come dei moderni Huckleberry Finn: degli anarchici, la cui «virtù eroica […] consiste nell'essere liberi dai modi di pensare e di agire convenzionali»). Alla maniera di Kubrick, Anderson è un osservatore affascinato dall’essere umano e dalle trappole che egli stesso si crea. Come Kubrick si dice ami cimentarsi con tutti i generi, ma questa è un’inesattezza; piuttosto filtra degli immaginari, rielabora, a seconda del periodo storico con cui si sta confrontando, quegli stilemi cinematografici che meglio hanno saputo tradurlo e interpretarlo in immagini. Basti pensare al Il filo nascosto, dove si racconta l'amore ossessivo fra Reynolds Woodcock, il più importante sarto dell'alta società londinese di metà anni '50, e una ex cameriera diventata musa, indossatrice, collaboratrice, moglie, nemica. Un film che per epoca, contesto e situazione ricorda Falbalas di Jacques Becker. Anche Anderson imbastisce un’opera tutta giocata sul contrasto tra apparenza (lo scintillio dell'alta moda) e profondità (l'abisso della psiche umana), carico di tensioni hitchcockiane (del resto, come scriveva Jean Douchet sulle pagine dei “Cahiers du cinéma”: «c’è già qualcosa di La donna che visse due volte in Falbalas»), qui piegate all’indagine della dialettica servo-padrone applicata all’amore: il continuo e dilaniante gioco di potere attorno a cui si costruisce la relazione tra il sarto e la sua musa è sottoposto ai principi del dominio e del possesso. Anderson, anche in quest’ultimo film, torna a dirci, fassbinderianamente, che non esiste “democrazia” nei sentimenti, ma solo un'applicazione più o meno drammatica del sadomasochismo.

«Di solito diciamo: "se lo vedessi in un film, non ci crederei” . La mia umile opinione è che su questa terra di cose strane ne accadono continuamente». Lo dice il narratore di Magnolia: Apparentemente lo dice a proposito della famosa pioggia di rane, ma la mia umile opinione è che non si riferisca solo a quello.

Il suo regno è il deserto, la sua ricchezza l’oro nero, il suo potere si basa su forza e brutalità. Vincitore di due premi Oscar (miglior attore protagonista Daniel Day-Lewis, migliore fotografia Robert Elswit), Il petroliere di Paul Thomas Anderson è il nuovo Rapacità...

Cinque anni dopo il grande successo di Il petroliere e una lunga e problematica lavorazione, Paul Thomas Anderson porta in concorso alla Mostra del cinema di Venezia 2012 The Master, che la giuria premia col Leone d’argento e con la Coppa Volpi ex aequo a Joaquin Phoenix e Philip Seymour Hoffman. Le reazioni della critica mondiale all’uscita nelle sale sono in genere positive, ma non mancano i perplessi e qualcuno lo definisce anche noioso e confuso, come se le difficoltà incontrate avessero tolto al regista il controllo della materia.

In occasione dell'uscita di Vizio di forma la nostra intervista esclusiva a Paul Thomas Anderson, che racconta il film, l’adattamento dal romanzo hard boiled di Thomas Pynchon e la collaborazione con Joaquin Phoenix...

cinerama

Ci sono casi e coincidenze e intersezioni che regolano e intrecciano le nostre vite. Nel 1958, un ragazzo si getta dall'ultimo piano di un grattacielo e, durante il volo, incrocia la fucilata che sua madre sta sparando a suo padre nell'appartamento due piani più sotto. È uno degli episodi che aprono, come una cornice ripresa da cinegiornali d'epoca, il labirinto in cui si articola la struttura narrativa di "Magnolia": ventiquattr'ore, da parzialmente nuvoloso alle nuvole fitte alla pioggia alla schiarita, nella vita di una ventina di personaggi, a Los Angeles, oggi.

cinerama

L'orizzontale Los Angeles, un ufficio in un capannone, un uomo in elegante abito blu sta telefonando a un produttore di pudding: sostiene che con i bollini premio si possono vincere troppo facilmente viaggi in aereo. Finita la telefonata, Barry esce dal deposito, è l'alba, la strada è deserta, arriva a tutta birra una macchina che si rovescia, da un'altra macchina depositano una pianola. Non c'è male come inizio sorprendente. E il dopo è altrettanto surreale e minaccioso.

cineteca

Acavallo tra 800 e 900, il minatore Daniel Plainview trova il petrolio all’ovest e si arricchisce rapidamente, acquisendo i terreni dei contadini. La sua avidità lo induce a una corsa sfrenata verso il potere, ma a piazzargli i bastoni fra le ruote trova il predicatore Eli, che lo mette in cattiva luce agli occhi della comunità. «I drink your milkshake» sbraita Daniel Day-Lewis, divampante come un incendio doloso nel finale del capolavoro di Anderson.

cinerama

Ora che la Seconda Guerra Mondiale è finita, The Master, il film, è quel che rimane di Freddie: marine che non ha ruolo, soldato che non ha nemico, uomo che altro non conosce che deriva. Dopo il trauma bellico riesce solo a perdersi, Freddie. Freneticamente. Perdendo un amore, perdendo un lavoro. Da questa febbrile perdizione lo raccoglie Lancaster Dodd, guru di un nuovo credo, cercando d'educarlo alla propria Causa, fornendogli orizzonti. Ogni riferimento a Hubbard, Scientology e al suo stato nascente tra i detriti del conflitto mondiale è tutt'altro che casuale.

cinerama

Con Journey Through the Past di Neil Young nelle orecchie riflettiamo, seduti su un ramo, sul nuovo film di P.T. Anderson, Vizio di forma. La canzone viene ripetuta due volte nel corso della lunga avventura (quasi due ore e mezza) del detective privato strafatto Larry "Doc" Sportello, ingaggiato dall'ex fidanzata Shasta per sventare la presunta macchinazione ai danni del suo nuovo boyfriend miliardario, perpretrata dalla di lui moglie + amante "guida spirituale".

cinerama

(Attenzione: spoiler!). Never cursed, mai dannato, dice il biglietto che Alma, la protagonista femminile di Il filo nascosto, trova fra le cuciture di un abito da sposa disegnato dall’uomo di cui è innamorata, Reynolds Woodcock, ambitissimo stilista dell’alta società londinese degli anni 50. Nessun vestito, nessun oggetto della realtà materiale, in un film fatto soprattutto di particolari (stoffe, bottoni, accessori, mani), nasconde un segreto o un significato misterioso.

FilmTv è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963
Credits - Contatti
Privacy Policy