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Morto Stalin, se ne fa un altro

Morto Stalin, se ne fa un altro - Gli autori

Una storia russa raccontata da uno scozzese figlio di un napoletano ma ispirata a un fumetto francese con due coprotagonisti americani (Steve Buscemi è Kruscev, Jeffrey Tambor Malenkov) e un formidabile cast british (svettano su tutti Jason Isaacs nei panni di Žukov e Simon Russell Beale in quelli di Berija). Andiamo con ordine. Armando Iannucci, già autore di serie comedy britanniche (The Thick of It, Veep), considerato dagli anglosassoni come uno dei principi dell’umorismo “politico”, si innamora di un graphic novel di Fabien Nury e Thierry Robin intitolato La mort de Stalin – Une histoire vraie soviétique. L’adatta per il grande schermo insieme a una squadra di sceneggiatori (tra i quali il braccio destro David Schneider) infine realizza un film che trova proprio nel testo, e nel superbo cast, i suoi punti di forza. In una intervista rilasciata a “Variety”, così Iannucci definisce Morto Stalin, se ne fa un altro: «Ovviamente non prendiamo in giro un momento storico durante il quale molte persone sono state assassinate, usiamo invece la commedia per esplorare ciò che era nella mente di chi prendeva decisioni tragiche». La comicità come antidoto preventivo alla tirannia. 

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