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Morto Stalin, se ne fa un altro

Morto Stalin, se ne fa un altro - Il film

Dopo avere seminato il panico tra un tecnico del suono e i musicisti che hanno appena eseguito per Radio Mosca il Concerto per pianoforte e orchestra numero 23 di Mozart, senza registrarlo, Josiph Stalin si abbandona ai soliti frizzi e lazzi con i membri del politburo, Kruščëv, Berija, Molotov e Malenkov. Un’emorragia celebrale però lo stronca, e il 2 marzo muore, chissà se davvero con l’“aiutino” di Berija… Comincia il valzer per la successione, il posto fa gola a tutti, ma nonostante le purghe, i morti ammazzati a centinaia di migliaia, le deportazioni in Siberia, il popolo ancora venera Stalin come il “padre dei lavoratori”, e l’Armata rossa guidata dall’eroe di guerra Žukov piomba sulla città per mantenere l’ordine e forse non solo. «A Mosca! A Mosca!» griderebbero se fosse un testo di Chekhov. Invece Morto Stalin, se ne fa un altro è di Armando Iannucci, abilissimo nella commedia, capace di trasformare in materia comica, divertentissima, anche un momento storicamente estremo come la scomparsa di un feroce dittatore e la grottesca, tragica successione.

Morto Stalin se ne fa un altro (2017)
Titolo originale: The Death of Stalin
Regia: Armando Iannucci
Genere: Commedia - Produzione: Gb/Francia - Durata: 106'
Cast: Steve Buscemi, Michael Palin, Jason Isaacs, Jeffrey Tambor, Andrea Riseborough
Soggetto: Fabien Nury, Thierry Robins
Sceneggiatura: Armando Iannucci, David Schneider, Ian Martin
Musiche: Christopher Willis
Montaggio: Peter Lambert
Fotografia: Zac Nicholson

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