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Morto Stalin, se ne fa un altro

Morto Stalin, se ne fa un altro - Le curiosità

Nonostante la chiave comica e grottesca, Morto Stalin, se ne fa un altro è molto accurato nella ricostruzione storica, pur permettendosi un paio di licenze “poetiche” (non è provato che Berija fosse, seppur indirettamente, responsabile della morte di Stalin o che fosse un così conclamato maniaco sessuale, benché su questo punto le testimonianze siano numerose). L’intento di Armando Iannucci – e degli autori francesi del romanzo grafico prima di lui – non era comunque di indagare una pagina di storia misteriosa quanto proseguire la satira sul potere già comune ai suoi progetti televisivi. La Russia comunque non l’ha presa bene. Un funzionario del ministero della cultura di Mosca, all’indomani della presentazione del film al Festival di Toronto, lo scorso settembre, lo ha definito «parte di un piano per destabilizzare la Russia» ordito dall’Occidente, sopravvalutando decisamente la portata “sovversiva” dell’operazione. Ancora sugli attori, da segnalare la presenza dell’ex Monthy Python Michael Palin nei panni di Molotov, e di Olga Kurylenko in quelli della cantante lirica antistalinista Maria Yudina. 

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