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Come un gatto in tangenziale

Come un gatto in tangenziale - Le curiosità

Ci voleva un regista solo all'apparenza lieve, ma in realtà molto attento alle realtà sociali più delicate come Roberto Milani per dare voce, seppur in forma di commedia, alla periferia più dimenticata di Roma, Bastogi. Un quartiere da cui, da anni, partono allarmi inascoltati per la mancanza di trasporti, centri anziani, parchi giochi, farmacie. Solo case popolari, in molti casi lasciate in condizioni rivedibili: palazzoni corrosi dalle perdite, citofoni divelti riattaccati alla meno peggio con il nastro adesivo, tubature vecchie e inservibili, acqua che va e viene. E insieme al compagno Milani, perfetta per dare sostanza a una combattiva e sanguigna rappresentante della periferia romana, c'è Paola Cortellesi. Che, come la Monica che interpreta sul grande schermo, è cresciuta «in una delle tante periferie lontane da tutto, estranee alla città. Conosco il sentirsi un po’ isolati. Quando sei giovane e non hai accesso a un sacco di cose che un contesto confortevole dà. E da un lato ne soffri. Dall’altro ne vai fiero. Allora fai gruppo e scatta quell’orgoglio di avere saputo imparare a difenderti».

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