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Paul Schrader - Autofocus


L'ultimo film di Paul Schrader, First Reformed , esce direttamente in dvd, ma per noi è il film della settimana. Ripercorriamo la carriera di questo regista con un ritratto di Roberto Manassero.

Probabilmente alla storia del cinema Paul Schrader passerà per le sceneggiature realizzate negli anni della New Hollywood. Per Sydney Pollack, ad esempio, nel 1974 firmò il suo primo script, Yakuza, e centrò subito uno dei più grandi noir del decennio; per Brian De Palma scrisse Complesso di colpa (1976) e per Martin Scorsese, addirittura Taxi Driver (1976) e Toro scatenato (1980) - e anni dopo L’ultima tentazione di Cristo (1988) e Al di là della vita (1999) - contribuendo più di ogni altro a definire la poetica del regista italoamericano, fatta di tormenti interiori, sensi di colpa, perdizione e redenzione. Calvinista, classe 1946, interessato alla dimensione filosofica del cinema fin dagli anni della UCLA di Los Angeles (Il trascendente nel cinema - Ozu, Bresson, Dreyer è il titolo della sua tesi, in Italia pubblicata da Donzelli), Schrader ha sviluppato una visione del mondo pessimista e ambigua, creando personaggi spesso contraddittori e ossessivi, attratti dalla purezza come dal male, dal sesso, dal denaro, dal potere e dalla morte. Ma non c’è solamente tensione morale nelle sue sceneggiature (da ricordare ancora quella per Mosquito Coast di Peter Weir, 1986) e nei film che da fine anni 70 ha cominciato a girare: dalla Detroit dell’esordio Tuta blu (1978) alla Hollywood di serie B di The Canyons (2013), presentato alla Mostra di Venezia 2013 e nelle sale dal 14 novembre 2013, a dare spessore e concretezza ai dubbi e alle perversioni dei suoi antieroi c’è soprattutto il cinema, ci sono generi come il noir, il thriller, l’horror, talvolta il mélo e pure la satira (che in realtà gli si addice poco, come dimostrano Witch Hunt - Caccia alle streghe, 1994, e Touch, 1997). È un thriller lo stesso Tuta blu, che inizia come un dramma operaio e prosegue con una storia di rapina; sono noir Hardcore (1979), in cui George C. Scott si immerge nella New York a luci rosse per ritrovare la figlia scomparsa, e soprattutto American Gigolo (1980), che fece di Richard Gere un divo e che dipinge con tonalità sporche la stessa Los Angeles corrotta e annoiata che in The Canyons è, all’opposto, iperrealista e plastica (ovviamente influenzata dalla scrittura di Bret Easton Ellis). È un horror malsano ed erotico il controverso, rivalutato remake di Il bacio della pantera di Jacques Tourneur (1982), con una Nastassja Kinski al massimo dello splendore; e sono horror, per quanto parecchio scombinati, il prequel di L’esorcista, Dominion (2005), inedito in Italia, e Adam Resurrected (2008). A eccezione di Mishima - Una vita di quattro capitoli (1985), astratta e concettuale biografia dello scrittore giapponese che ribalta e insieme conferma l’universo del suo autore (e che grazie a Philip Glass regala una colonna sonora indimenticabile), il miglior Schrader è sporco, concreto, umanista. Basta prendere Affliction (1997), che è immerso nella neve del Midwest laddove molti suoi film, compreso Lo spacciatore (1992), sono metropolitani e notturni, ma che è attraversato da una sofferenza interiore così intensa da farne la summa del suo cinema. Incerto fra la natura di scrittore e regista, in continuo galleggiamento tra indipendenza e industria, spesso penalizzato da sfortune produttive (come per il mélo Le due verità, da noi solo in home video) o accompagnato da attori un po’ defilati ma perfetti per eroi lacerati e addicted (Nick Nolte, Willem Dafoe, Woody Harrelson, Jeff Goldblum, Greg Kinnear, la stessa Lindsay Lohan sfatta di The Canyons), Paul Schrader resta una figura affascinante e difficile da collocare all’interno del cinema americano. Idealmente, forse, è ancora immerso negli anni 70, «un periodo di crisi e di rivolte», come lo definisce nel geniale contributo al film collettivo per i 70 anni della Mostra di Venezia, Venezia 70 - Future Reloaded, «in cui servivano nuovi eroi e nuovi argomenti». Una crisi che a ben vedere il suo cinema non ha mai dimenticato, e che per quanto abbia scelto di declinare in chiave soprattutto personale e spirituale, non ha mai smesso di coinvolgere la società contemporanea e la sua anima dilaniata e violenta.

Filmografia essenziale Schrader

A cura di Giulio Sangiorgio

  • Tuta blu

    Detroit, una fabbrica d’auto: altri tempi. 3 operai scoprono i raggiri del sindacato, appendice del potere padronale. Effetti collaterali. Hollywood e proletariato, come mai s’era visto prima. 

  • Hardcore

    Rigido calvinista di provincia negli inferi newyorkesi: vuole salvare la figlia minorenne dagli abissi del porno. Non c’è nostalgia cinefila in Schrader, Sentieri selvaggi è al banco di prova delle immagini del peccato.

  • American Gigolò

    Noir erotico tra le luci sexual chic e gli abiti Armani: l’armamentario estetico edonista che marchia gli anni 80 al cospetto delle domande etiche del Pickpocket di Bresson.

  • Il bacio della pantera

    Rifare Tourner, genio artigiano del terrore metafisico, invisibile, fuori campo. E mostrare tutto, portare a galla ogni sottotesto. Film cardine per comprendere la rappresentazione dei corpi negli anni 80.

  • Mishima

    Dal suicidio di Mishima indietro, tra frammenti di vita e fiammate letterarie, un biopic che confeziona in algido e stilizzato rigore le brucianti ossessioni di Schrader.

  • Lo spacciatore

    Dopo Taxi Driver, prima di Al di là della vita, cinema newyorkese squarciato, insonne e irredento, sempre tra Bresson e la decadenza morale delle immagini del tempo, la grazia anelata, l’abisso.

  • Affliction

    Da Tormenta di Russell Banks, una tragedia moderna nelle nevi del New Hampshire, la follia di un altro figlio finalmente in rivolta, tra la legge dello stato, la sua, lacerata, e quella tirannica del padre.

  • Le due verità - Forever Mine

    C’è sempre il melodramma, in Schrader, l’ostinazione del desiderio, la proiezione delle proprie attese sull’altro. C’è Douglas Sirk, qui. E, come sempre, c’è l’angoscia, c’è il peso della colpa.

  • Auto Focus

    Dal divieto alle immagini dell’educazione calvinista all’ossessione pornografica di Auto Focus, per Schrader il cinema è sempre legato al peccato. Gli anni 70 futili e osceni di questo biopic sono i nostri giorni. 

  • Adam Resurrected

    Emblema di ogni personaggio schraderiano, faccia a faccia con il proprio rimosso, il clown d’origine ebraica Adam affronta l’architettura modernista della propria psiche, in cerca di requie. Da un romanzo di Yoram Kaniuk.

L’Uomo, il genio, la virtù

Mauro Gervasini

In principio fu il teatro. In realtà per sempre, fu il teatro. Perché Orson Welles, nato il 6 maggio 1915 nel Wisconsin da madre suffragetta e babbo possidente, a tre anni è già sul palcoscenico, in una piccola parte del Sansone e Dalila messo...

FilmTv n° 14/2010

Una dea clandestina

Roberto Andò

L’ appuntamento era a casa sua, a Parigi. Venne lei stessa alla porta. Era piccola di statura, minuta, ma elettrica nello sguardo, pronta a ipnotizzarti con i suoi occhi stregati. La voce, sgranata, da fumatrice, proiettava onde magnetiche...

FilmTv n° 32/2017

Charley Thompson (Lean on Pete) - Intervista ad Andrew Haigh

Roberto Manassero

45 anni era una storia su un’anziana coppia di sposi, ora invece hai come protagonista un adolescente di 16 anni circa. Cosa hanno in comune i due film?
A dire il vero la lavorazione di Charley Thompson è cominciata prima...

FilmTv n° 35/2017

Bene comune

Roberto Silvestri

Nostra signora dei turchi, un melodramma per gli occhi. L’infernale Capricci: l’insurrezione è barbara, si fa. Amleto, ma in abiti rossi. Don Giovanni «e la femminilità che gli è propria». Salomé, l’...

FilmTv n° 11/2017

Tubology #4 - Il medium è il massaggio

Tommaso Isabella

Col fatto che accediamo a YouTube principalmente da computer e dispositivi portatili, spulciando una sfilza di finestre e piccole anteprime squillanti, divagando tra consigli algoritmici e sfidando il soverchiante deficit di attenzione,...

FilmTv n° 25/2017

Archivio Servizi

Titolo Autore FilmTv n°
Crolla in 18 minuti la cultura di massa Gianni Canova, Mariuccia Ciotta, Aldo Fittante, Mauro Gervasini, Tommaso Labranca, Filippo Mazzarella, Giona A. Nazzaro, Erica Re, Mario Sesti 02 / 2011
Prima della prima - Intervista a Roberta Torre Nicola Cupperi 01 / 2011
Una leggenda americana Mauro Gervasini 01 / 2011
L’indiscreto fascino di una proletaria Andrea Fornasiero 52 / 2010
Nei panni di Blake Edwards Giona A. Nazzaro 52 / 2010
Non sono nato Imparato - Intervista a Gianfelice Imparato Sara Sagrati 52 / 2010
In arte Dino Mauro Gervasini 51 / 2010
Un’ altra Maya - Intervista a Maya Sansa Ilaria Feole 51 / 2010
Volere volare - Intervista a Maurizio Nichetti Andrea Fornasiero 51 / 2010
Un uomo, un attore Angela Zamparelli 50 / 2010
Fatti di gente perbene - Intervista a Gianluca Maria Tavarelli Maria Maraviglia 49 / 2010
Faccia d’Angela - Intervista ad Angela Finocchiaro Adriana Marmiroli 48 / 2010
La strada di Davide - Intervista a Davide Ferrario Erica Re 48 / 2010
Huston: 5 mogli e 60 film Mariuccia Ciotta 47 / 2010
Sotto sotto... il western Mauro Gervasini 47 / 2010
Ai margini della città Mauro Gervasini 46 / 2010
Fiori nella polvere - Intervista a Fariborz Kamkari Erica Re 46 / 2010
Game Over Claudio Bartolini 46 / 2010
In viaggio con Verdone Adriana Marmiroli 46 / 2010
A tutto Gassman Giulio Sangiorgio 45 / 2010
Io? Attrice marcia - Intervista a Valeria Golino Erica Re 45 / 2010
Romanzo De Cataldo - Intervista a Giancarlo De Cataldo Adriana Marmiroli 45 / 2010
Colpo di Reno Mauro Gervasini 44 / 2010
Il 3Donna - Intervista a Anne Riitta Ciccone Silvano Clerici 44 / 2010
La sua vita come un Jazz Mauro Gervasini 43 / 2010
Natural Born Director Filippo Mazzarella 42 / 2010
Piano Marshall - Intervista a Neil Marshall Silvano Clerici 42 / 2010
Lo schermo indifferente Mauro Gervasini 41 / 2010
Romanzi italiani - Intervista a Marco Tullio Giordana Mauro Gervasini 40 / 2010
Ateo per grazia di Dio - Intervista a Philip Pullman Andrea Fornasiero 39 / 2010

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