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Park Chan-wook si prepara a coronare il sogno di una vita: rifare Il cacciatore di teste di Costa-Gavras. Nell'attesa, ripeschiamo la locandina di uno dei suoi film più famosi: Old Boy .

Dal prossimo 18 ottobre arriva la seconda stagione di The Purge . La serie creata da James DeMonaco, espansione del fortunato franchise distopico La notte del giudizio , prodotto dalla Blumhouse, torna su Amazon Prime Video, un episodio a settimana quasi in contemporanea con la messa in onda Usa. Vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

Ispirato alla storia vera di Xavier Fortin, un film di Cédric Kahn ( La noia ) inedito in Italia che ha per protagonista Mathieu Kassovitz.

La citazione

«Non solo Dio non esiste, ma provate a trovare un idraulico durante il week end! (Woody Allen)»

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Emanuela Martini

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Rosso. Esterno giorno di Laura Pugno: terza puntata, Lost Highway sul bowling al cinema, settimo appuntamento con la rubrica sopravvivenza critica, intervista a François Ozon, analisi di Emanuela Martini sul personaggio di Nero Wolfe, Serial Minds di Dark Crystal: La resistenza, locandina di Il grande Lebowski di Joel ed Ethan Coen e tanto, tanto altro.

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Editoriale


Il cielo sopra il Nobel

Al cinema il nome di Peter Handke - scrittore austriaco nato nel 1942 che il 10 dicembre 2019 riceverà il premio Nobel per la letteratura 2019 con la scrittrice polacca Olga Tokarczuk, premiata per l’edizione cancellata del 2018 - è legato indissolubilmente a quello di Wim Wenders. C’è stato un tempo in cui un incipit come questo, «quando il bambino era bambino se ne andava a braccia appese, voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente e questa pozza il mare», racchiudeva il valore del cinema d’autore europeo - impegnato, solenne, curioso del mondo e dell’uomo. Era naturalmente l’inizio di Il cielo sopra Berlino, che Wenders e Handke scrissero nel 1987 e che all’epoca rappresentava per il regista un ritorno a casa e per lo scrittore la prosecuzione di un cammino più intimo rispetto alle provocazioni degli esordi e alle riflessioni sul mistero dell’Universo. Per Handke l’individuo poteva costruire un discorso sulla realtà spezzato dal linguaggio ma ravvivato dalla continuità dell’esistente (dalla sua durata, come teorizzato in Canto alla durata) e dalla ripetizione dell’esperienza umana nella scrittura. Insieme, Handke e Wenders avevano scritto nel 1972 Prima del calcio di rigore (tratto da un romanzo dello scrittore) e nel 1975 Falso movimento; nel 1978, prodotto da Wenders, Handke aveva esordito nella regia con La donna mancina, trasposizione dell’omonimo romanzo del 1976, e nel 2016 i due si sarebbero ritrovati per la versione cinematografica della pièce del 2012 I bei giorni di Aranjuez: tutti lavori caratterizzati da una visione quasi allucinata della realtà, da una sua scomposizione così meticolosa da sfiorare l’incomprensibilità. Il mondo è un peso, secondo Handke, ma il linguaggio è una trappola. In Infelicità senza desideri, scritto nel 1972 dopo il suicidio della madre, le parole si concatenano le une alle altre eppure il senso sfugge, il risultato è una tragica indifferenza. «Faccio della letteratura, come al solito, estraniato e reificato: una macchina che ricorda e che formula». Come in I calabroni, esordio del 1966, pensiero e parola sono separati, e la scrittura è un semplice involucro: «Pensavo agli eventi e alle cose pensabili come se ne esistessero soltanto i nomi». Per Wenders la favola di Il cielo sopra Berlino vagheggiava il legame fra parola e oggetto tipico dell’infanzia, ma per Handke il superamento dei generi e l’attenzione ai particolari (la natura, il silenzio, la gestualità del teatro, la quotidianità del dolore nei diari degli anni 90) hanno sempre fatto parte di un processo di gemmazione del linguaggio. Ancora in I bei giorni di Aranjuez, nell’impronta di un corpo in un letto o nella forma misteriosa di un ortaggio, Handke afferma la distanza incolmabile fra realtà e percezione: solo la scrittura può provare a percorrere quello spazio, offrendo lungo il cammino gli strumenti per continuare a vivere. Sta qui, forse, il senso della sua opera, e un po’ della sua importanza per il cinema, e non solo per la letteratura del Novecento e oltre.

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