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Mauro Gervasini dice che In nome di Dio - Il texano è il film da salvare oggi in TV.
Su Rete4 alle ore 16:45.

Ma siamo sicuri che Roma di Alfonso Cuaron meriti il successo che ha avuto? Il sassolino di Giona A. Nazzaro

In autunno dovrebbe arrivare anche in Italia la piattaforma streaming Disney+. Come funzionerà? Quante cose saranno già disponibili? Alice Cucchetti se lo chiede su FilmTv n° 12. Qui ci chiediamo: ci saranno quelli che voglion fare il jazz ?

Arriva una nuova rubrica dedicata alla stand-up comedy: su FilmTv n° 12 Nicola Cupperi inaugura Funny People , dedicata ai comedian e ai loro spettacoli reperibili in streaming. Vi proponiamo una panoramica di questo mondo, realizzata da Alice Cucchetti nel 2015.

Venerdì 22 marzo su Sky Atlantic comincia la quarta stagione di Gomorra - La serie . Su FilmTv n° 12 abbiamo intervistato Marco D'Amore, che in questa stagione è passato alla regia. Ricapitoliamo la terza stagione con questa recensione (e attenzione agli spoiler!).

La mia vita con John F. Donovan è l'ultimo film di Xavier Dolan, in arrivo (speriamo) a breve nelle nostre sale per Lucky Red. A lungo i film di Dolan sono stati invisibili in Italia, ma poi hanno cominciato ad avere una distribuzione in sala, homevideo e streaming. Oggi vi consigliamo di recuperare Laurence Anyways .

La citazione

«E questo è quanto (Casinò - Martin Scorsese)»

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Speciale Dumbo e live action Disney, analisi su alter ego virtuali e cinema, i migliori film italiani: Nostra Signora dei Turchi, interviste a Mike Leigh e Barbet Schroeder, rispettivamente registi di Peterloo e Il venerabile W., Serial Minds di After Life, locandina di La casa di Jack di Lars von Trier e tanto, tanto altro.

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Editoriale


Who's bad?

Il 19 e 20 marzo 2019 andrà in onda su NOVE il documentario co-prodotto da HBO e Channel 4 Leaving Neverland, presentato al Sundance 2019 e trasmesso in Usa all’inizio di marzo 2019. Il contenuto: lunghe interviste frontali a James Safechuck e Wade Robson (e rispettivi familiari), che tra gli anni 80 e 90, quando erano bambini, furono parte dell’entourage di Michel Jackson e che dopo la morte della popstar l’hanno accusato di ripetuti e sistematici abusi sessuali. La costruzione è quella tipica del true crime, basata su uno storytelling che punta a mantenere alta l’attenzione rimandando il disvelamento dell’orrore; per cui il film si apre coi racconti sorridenti dei primi incontri delle famiglie con Jackson, riproducendo con effetto straniante il gioioso stupore di chi entrava nella favoleggiante tenuta di Neverland, e si addentra nella narrazione dell’incubo indugiando su tremiti, lacrime e rancori familiari degni di un C’è posta per te. Le reazioni: da un lato la causa milionaria intentata dal Michael Jackson Estate a HBO e le proteste dei fan del Re del pop - picchetti fuori dalle sale del Sundance, affitto di spazi pubblicitari per proclamarne l’innocenza, boicottaggi (la pagina IMDb di Leaving Neverland è stata hackerata) - che manifestano una mentalità da adepti di un culto. Dall’altro, radio canadesi e neozelandesi che tolgono dalla rotazione i brani di Jackson; James L. Brooks che cancella per sempre dalle repliche di I Simpson l’episodio col cameo di Jacko; il National Football Museum di Manchester che rimuove la statua dell’artista e così via, a proseguire idealmente il vero rogo e la damnatio memoriae con cui si chiude il doc HBO. A dieci anni dalla morte, Michael Jackson è ancora il (tragico, ributtante, innocente: come preferite) Re del pop, la sua icona un terreno dove nascono e muoiono le leggende di cui è fatto il nostro immaginario. Le narrazioni intorno a lui rivelano rimossi e morbosità, come fiabe che rielaborino traumi del subconscio: Jackson è “l’eterno Peter Pan” cui l’infanzia è stata strappata da un padre violento e malato di fama (la stessa malattia che ha spinto i genitori di Safechuck e Robson a varcare i cancelli di Neverland), o il mostruoso “pifferaio magico” che seduce i bimbi per poi annientarli. È la figura ideale su cui proiettare il mito più ottuso, ma anche l’orrore del lato oscuro della celebrità. E allora forse il suo ritratto più rilevante è proprio un horror: Teddy Perkins, l’episodio della serie Atlanta che mette in scena una star reclusa col suo perturbante doppio, omicida/suicida della propria icona, maschera opaca che si autodistrugge per sottrarsi alle nostre congetture.

Sordi in chicche

Uno speciale on line dedicato ad Alberto Sordi per accompagnare il numero della rivista in edicola con la copertina disegnata da Sergio Ponchione e ispirata a Un americano a Roma. Il film di Steno è uno dei 14 interpretati da Albertone in esclusiva digitale su Chili, la maggior parte dei quali - da Il vento m'ha cantato una canzone a I tre aquilotti - autentiche chicche poco conosciute anche agli appassionati di vecchia data. Abbiamo recuperato le cose scritte negli anni su Film Tv sulle opere con Sordi per riproporle in una nuova impaginazione appositamente pensata per il web. Buona lettura!

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Ti amo, poi ti odio, poi ti apprezzo
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