Home

facebook_0.png
twitter.png
Instagram.png
Oggi Free
Simone Emiliani dice che Via da Las Vegas è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 01:05.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo di carriera pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Il motivo per cui Dio ci ha dato due orecchie e una bocca è per permetterci di ascoltare il doppio di quanto parliamo (Quincy Jones)»

scelta da
Emanuele Sacchi

cinerama
9282
servizi
3749
cineteca
3176
opinionisti
2186
locandine
1087
serialminds
999
scanners
512
In edicola: Martedì, 14 Luglio, 2020

Intervista al regista di Gli infedeli, Stefano Mordini, Lost Highway su Vittorio Gassman, omaggio a Ennio Morricone, Serial Graffiti di Big Little Lies, Feuilleton #12: seconda puntata di Esplendadessi, guida e segnalazioni di contenuti in streaming, Scanners di Better Days, locandina di Per qualche dollaro in più di Sergio Leone e tanto, tanto altro.

Acquista il numero
o accedi agli articoli digitali

Editoriale


Rifletti!

La visione di Gli infedeli non solo mi ha riportato alla mente la commedia italiana a episodi, a cui già si rivolgeva (con molto meno acume) l’originale francese con Jean Dujardin e Gilles Lellouche, ma mi fa chiedere cosa sia un film come questo: è veramente una commedia? O meglio ancora: si ride mai, guardando Gli infedeli? La risposta è no. Certo che no. La forma è episodica, breve, sintetica, è la forma della barzelletta, della paraboletta di costume: presentazione, problema, ribaltamento (e risata?). Ma il punto, il merito del film, il suo coraggio, è che non fa, e che non vuole fare, ridere. Se si trova uno scioglimento, non è mai catartico. Se c’è un ribaltamento, è atterrente. Non c’è sorpresa, riguardo i protagonisti maschili, al limite c’è l'impietosa conferma del loro spirito autoassolutorio, irredimibile, del loro essere sempre uguali a loro stessi, di episodio in episodio, di masculo in masculo, di maschera in maschera, come per tara antropologica, tramandata solo a sesso unico: ci può essere lo svelamento di una manipolazione (anche psicologicamente violenta, nell’episodio con Scamarcio e Chiatti, o letteralmente telefonata, come nel prologo con Gallo e Axen), ci può essere la scelta femminile per un compromesso malinconico (i due episodi con Mastandrea, insieme a Valentina Cervi e Marina Foïs, ma anche il ritorno a casa dello Scamarcio impiegato arrapato, mai così simile a Ugo Tognazzi), c’è il rassegnarsi ottuso all’essere un universo chiuso, incapace non solo di comprendere, ma anche di vedere la donna (il finale, con Mastandrea e Scamarcio en travesti, paradosso di un carnevale borghese al ristorante, un carnevale mortifero, che nulla c’entra con Bachtin, e che dice anche autocriticamente del maschiocentrismo del cinema italiano), eppure no, non c’è mai una risata. Non c’è rivalsa femminile possibile, qui: le donne subiscono, oppure perdonano, oppure finiscono per accettare il gioco dell’uomo. Oppure, alla fine, scompaiono. Così il punto del film è quello di presentarsi come una commedia, come un pretesto per ridere del costume italiota, per poi tacere ogni catarsi, castrare le risa, non soddisfare le proprie promesse: non c’è il godimento istantaneo del riso, c’è il suo ammutolirsi, c’è l’imbarazzo, c’è il disagio, c’è una barzelletta che (deo gratias) non funziona. No quindi: non è una commedia, non sono barzellette, non c’è niente da ridere. La regia di Stefano Mordini (non è un caso che qui, rispetto all’originale, ci sia un unico regista, a governare il tono del tutto) è acuta, e perfida: cerca il brio del comico e lo annulla, lo gela, lo simula ma poi lo allenta, mentre i suoi protagonisti imperterriti, leggiadri, continuano uguali a loro stessi. Da tempo, in questi tempi dai gusti tanto corretti da essere pateticamente semplificati, non si vedeva una commedia italiana con questo coraggio, il coraggio di chiedere allo spettatore una risposta differente dalla risata automatica, il coraggio di non regalare un lieto fine consolatorio, di non offrire il «si ride sì, ma sai, fa anche riflettere» sui nostri peccati. «Metto lenzuola davanti agli specchi/se l’ultima cosa che hai detto è stata “rifletti”»: gli infedeli di Mordini, Scamarcio, Mastandrea e Gallo, fanno pena, fanno schifo, fanno paura, non aiutano la nostra prova costume. Sono solo un film dell’orrore.

L'altra Hollywood

L'ultima creazione per Netflix del prolifico autore Ryan Murphy racconta l'industria del cinema del dopoguerra e immagina di riscriverne la storia. Una miniserie che non può (e non vuole) lasciare indifferenti, e infatti ecco l'opinione di cinque firme di Film Tv: una recensione, un editoriale e tre punti di vista.

Piombo, sangue & rock'n'roll

Poco noto in Italia, S. Craig Zahler è autore di western, horror e noir decisamente originali. I suoi due ultimi film, Cell Block 99 - Nessuno può fermarmi, e Dragged Across Concrete - Poliziotti al limite, sono disponibili rispettivamente su Netflix e Sky GO, mentre il suo esordio Bone Tomahawk con Kurt Russell si può trovare su Prime Video. Un'occasione per scoprire il cinema eccentrico di un personaggio sfaccettato (anche musicista heavy metal alla Rob Zombie e scrittore) e decisamente non conforme. Nostra intervista esclusiva e approfondimenti sui film.

Articolo - Servizio
13 Luglio 2020

Approfittiamo della recente conclusione della ventiduesima edizione del Far East Film Festival per riflettere sulla rassegna monografica dedicata a un giovane autore giapponese: Hirobumi Watanabe...

Articolo - Servizio
13 Luglio 2020

Nasce Arena Milano Est, rassegna cinematografica estiva organizzata dal Cineteatro Martinitt di via Pitteri 58 a Milano. Dopo il periodo di sospensione delle attività a causa della pandemia da...

Articolo - Serial Minds Piattaforma
12 Luglio 2020

Payton Hobart ha una certezza: vuole diventare presidente degli Stati Uniti. Gli adulti fanno spallucce, consapevoli che per quella carica ormai «l’aura di impossibilità» è bella che andata, e...

News
10 Luglio 2020

Fuori(le)Serie #054

Nella stessa settimana che segna, su Prime, il ritorno di un grande classico come X-Files, c'è anche spazio per due novità di...

Articolo - Servizio
7 Luglio 2020

Una giornata del 2018 trascorsa sul set de Gli anni amari, terzo film di finzione di Andrea Adriatico tornato il 2 luglio 2020 su una dozzina di schermi, per conversare col regista e gli...

News
7 Luglio 2020

Il divano comincia a farsi incandescente, ma rimane comunque il posto più sicuro su cui consumare i nostri film. Questa settimana un breve viaggio nella storia d'Italia, a...

Articolo - Servizio
6 Luglio 2020

Un'edizione senza dubbio particolare del Festival internazionale del cinema d’animazione di Annecy si è svolta quest'anno dal 15 al 30 giugno: ne riassumiamo qui gli eventi salienti.

Articolo - Servizio
6 Luglio 2020

Continua la nostra analisi dei film presentati al Far East Film Festival 2020. Dopo il percorso che lega personaggi femminili in lotta per l'emancipazione, scopriamo le storie di due paesi le cui...

News
3 Luglio 2020

Fuori(le)Serie #053

Settimana di serie nuove (Warrior Nun, Il club delle babysitter), vecchie (Glee e Mad Men sono...

Articolo - Intervista
2 Luglio 2020

Laura Cini è la regista di Medium, film presentato in anteprima al Festival dei Popoli e distribuito in sala dal 2 luglio. L’abbiamo incontrata per farci raccontare il suo progetto.

Pagine

La Newsletter di FilmTv

FilmTv.Press è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963 - Registrazione Tribunale di Milano n° 109 del 6 maggio 2019
Credits - Contatti - Supporto tecnico
Privacy Policy