I dieci primi film dei cineasti più attesi di #Venezia74

I dieci primi film dei cineasti più attesi di #Venezia74

Caccia agli esordi (o quasi) dei registi sui quali scommettere alla prossima Mostra Internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

Guardando al programma della 74. Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia mi interessava suggerire i precedenti film di cineasti dai quali ci si aspettano conferme, perché magari giovani artisticamente o con all'attivo uno o due titoli. Lavorando sui materiali d'archivio non è stato facile perché su alcuni abbiamo ancora qualche lacuna, che colmeremo. Ad esempio, il primo film di Andrea Pallaoro Medeas, e l'esordio della regista cinese Vivien Qu Trap Street, non sono mai stati recensiti su Film Tv perché ancora totalmente inediti (tranne in Cina Vivien). Entrambi sono quest'anno in concorso con i nuovi lavori, Hannah (Pallaoro) e Angels Wear White (Qu). Ho favorito gli italiani, perché questa è un po' la tendenza della Mostra, che presenta tra lunghi e corti una ventina di titoli "nostri" a dimostrare una vitalità creativa che non si vedeva davvero da anni (forse, decenni). Speriamo non sia un fuoco di paglia, ma intanto torniamo sul primo film a soggetto di Bruno Oliviero, sull'esordio di Sebastiano Riso, sull'acclamata animazione di Alessandro Rak e sul primo lungometraggio di Adriano Valerio. Bone Tomahawk ha fatto scoprire il talento di S. Craig Zahler (fuori concorso con Brawl in Cell Block 99) e Leviathan quello di Lucien Castaing-Taylor e Verena Paravel, che è stato disponibile sul nostro canale VOD per molti mesi (i due registi ora sono in Orizzonti con Caniba): sono i cineasti più estremi della Mostra. Weekend è invece il film rivelazione del britannico Andrew Haigh, in concorso con Lean On Pete. Perché Heart of Dog di Laurie Anderson? Semplice: la musicista sarà a Venezia con l'animazione in VR La camera insabbiata, co-diretta con Huang Hsin-chien, suo ennesimo detour professionale e sperimentale. Bullhead è la prima scintilla del belga Michael R. Roskam fuori concorso con La fidèle, interpretato dalla meravigliosa Adèle Exarchopoulos. Infine Samuel Maoz, regista israeliano che con il suo secondo film Lebanon vinse nel 2009 il Leone d'oro e quest'anno ci riprova con Foxtrot.

Mauro Gervasini

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