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Editoriale 33/2026
Di che segno sei
Dopo essere stato oggetto d’analisi da parte di una Gemelli ascendente Acquario luna in Capricorno e una Vergine ascendente e luna in Gemelli, durante una cena, in quanto temibilissimo Ariete ascendente Leone, faccio due o tre ricerche sull’apparente e generale crescita di interesse nei confronti dell’astrologia. Gli studi che recupero sono soprattutto relativi agli Stati Uniti: sostengono che il numero di persone che dichiarano di credere nell’astrologia è stabile da tempo (e sta tra il 25 e il 30% degli americani). È il mercato a essere cambiato, con app dedicate i cui introiti sono in aumento continuo. È un dato importante, perché a crescere non è la quantità di persone interessate, quanto la qualità del loro sapere, una cultura astrologica maggiormente raffinata, un lessico consapevole, un’educazione a suon di carte natali, studi di transiti etc. Il che dialoga perfettamente con il motivo principale per cui si guarda a segni e pianeti: non per predire il futuro, ma per trovare le parole, per provare a conoscere e tentare di dire se stessi. Un vocabolario per guardarsi dentro, non un oracolo. E quindi il sintomo di una precarietà e di una fragilità identitaria che abbisogna di parole, schemi interpretativi, proposte di stabilità, in un mondo caotico privo di grandi narrazioni capaci di dare un senso al tutto. Ma cosa c’entra, questo, col cinema? Nel 1993 Luc Moullet scrive sui “Cahiers du cinéma” un articolo, Le douze façon d’être cinéaste, ispirato da un antico dialogo con Éric Rohmer al tempo di Il segno del Leone («come può un cineasta cristiano farsi incantare da fumisterie come l’astrologia?») e dal critico americano Manny Farber, secondo cui i registi nati sotto il segno dei Pesci sono interessati soprattutto al rapporto cinema-teatro (Guitry, Pagnol, Rivette). O, meglio ancora, aggiunge Moullet, all’attore (Téchiné, Doillon, Jerry Lewis). E, ancora, con una tensione verso il complotto e il misticismo (Buñuel, ancora Rivette). E allora Rocha e Walsh? «La dominante di un segno è una dominante, non ha valore generale ed esclusivo». D’accordo. Gli Ariete, per Moullet, sono avanguardisti: Tarkovskij, Duras, Garrel, Epstein, McLaren, così come i corrispettivi poeti Lautréamont, Hölderlin, Baudelaire, Verlaine. I Toro sono grandi attori (da Gary Cooper a Gabin, passando per Stewart e Fernandel), cineasti del doppio (Ophüls, Welles), ritrattisti di donne (Sirk, Borzage, Vecchiali). I Gemelli sono grandi manieristi, da Resnais a Fassbinder, da Varda a Von Sternberg. I Cancro hanno dominanti complesse: la commedia sarcastica (Wilder, Mocky), l’arte affabulatoria (Chabrol), il senso dell’occulto e del mistero (Cocteau, Browning, Marker). Proprio come Kafka. I Leoni sono quelli col maggior successo al botteghino (DeMille, Hitchcock, Kubrick, Huston), ma ci sono anche fuori norma (Fuller, Ray, Boetticher), tutti con carriere lunghe, una certa passione per lo sport, e una tensione verso la destra o quantomeno il cristianesimo. La natura è una delle passioni della Vergine (Renoir, Dovženko, Sjöström), che guarda il mondo come a una festa esuberante ma amara (Von Stroheim, Gene Kelly, Preston Sturges, Germi). La Bilancia propende verso il comico (Keaton, Tati, McCarey, Groucho Marx), nella seconda decade, ma nella prima verso l’ascetismo (Bresson, Antonioni). Lo Scorpione e il Capricorno non si inquadrano, ma di certo non sono segni da grande regista americano. Il Sagittario è l’ipertrofia delI’Io (Allen, Godard), e quindi anche l’angoscia e il suicidio (Eustache, Linder). E pure il migrante: Lang, Preminger, Dassin. L’Acquario domina la Storia del cinema: Eisenstein, Griffith, Lubitsch, Vidor, Ford, Truffaut, Fellini e (è pur sempre un testo di Moullet) Cottafavi. L’articolo si chiude con la proposta di una Storia del cinema fatta per segni, capace di creare coscienza di se stessi anche nei cineasti, per l’appunto: «Se Delluc si fosse dedicato ai film comici, David Lean all’underground e Disney al diarismo avrebbero fatto sicuramente film migliori». Propongo un corso di aggiornamento per critici d’oggi (meglio gli astri che il misero bilancino del proprio [non]gusto). Nolan è del segno del Leone, ma è agosto, fa caldo, siete in ferie, e il resto del gioco qui sotteso lo lascio a fare voi.




