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Editoriale 48/2025
Onorevole, ha presente?
Ospite al 43° Torino Film Festival, il presidente della Commissione cultura scienza e istruzione della Camera dei deputati Federico Mollicone, dirigente di Fratelli d’Italia, ha affermato testuale: «Nell’assegnazione dei fondi previsti per il cinema, i film di genere saranno esplicitamente riconosciuti come tali: horror, fantascienza, commedia all’italiana... Produzioni che non solo hanno fatto la storia della nostra cinematografia, ma che in passato venivano esportate e sono state di ispirazione per grandi registi internazionali. […] Sostenere nuove produzioni di genere senza esitare. Riportare in auge il cinema di genere significa anche recuperare una certa visione di eroe buono e un approccio formativo e valoriale». Oddio, pensando alla stragrande maggioranza dei poliziotteschi e degli spaghetti western questo discorso sull’approccio formativo e valoriale fa un po’ sorridere. Gli “eroi buoni” sono spesso fetentoni di prima categoria. I vari commissari Belli, Terzi e Betti del nostro cinema (Onorevole, ha presente?) hanno una concezione integerrima della legge e dell’ordine, ci piace la loro etica netta, senza compromessi, sono incorruttibili ma anche, a modo loro, sociopatici, violenti, a volte personalmente disturbati. Certo qualche poliziotto buono in giro c’è, penso per esempio al vicecommissario Mercuri di Milano calibro 9 (Onorevole, ha presente?) interpretato dal grande Gigi Pistilli. Ah no! È comunista, chiedo scusa. Bisognerà aspettare la bonomia di Piedone lo sbirro perché la carognite del nostro poliziesco si smussi, ma fino a Bud Spencer, che gira disarmato e tira solo cazzottoni, il body count del generone è impressionante, non esattamente valoriale. Passiamo al western. Vedete eroi “buoni” all’orizzonte, a parte appunto Spencer & Hill? Sono tali i personaggi di Leone? Tuco? Il colonnello Mortimer? E Sollima Sr.? Ah no, pure i suoi eroi buoni sono un po’ comunisti, lasciamo perdere. Pensando ai veri eroi della cultura nazionale (si scriverà maiuscolo? chiedo per un amico), tipo Don Matteo e il Maresciallo Rocca, è ovvio che Sentenza sia un gigante del pensiero, ma spara pur sempre a sangue freddo a un bambino. Sarà questo l’approccio valoriale? Tralasciamo l’horror per carità di patria (questo di sicuro maiuscolo: Patria), e passiamo alla fantascienza. Scontri stellari oltre la terza dimensione, I diafanoidi vengono da Marte, Terrore nello spazio… Onorevole, ha presente? Qui a bottega li portiamo nel cuore ma è chiaro a tutti come un film di fantascienza nel 2025 non possa essere fatto con i trucchi e le modalità di allora. Chi li paga gli apparati tecnologici e gli effetti speciali? Meglio ancora: chi paga in generale? Vedete in giro un Luc Besson italiano? Onorevole, ha presente? Valerian e la città dei mille pianeti è costato 180 milioni di euro e il suo tonfo ha rischiato di far cadere un impero produttivo che in Italia neppure esiste. Ma soprattutto, esiste un pubblico per il cinema di genere italiano, commedia nazionalpopolare a parte? Quanto ha incassato Adagio di Sollima Jr., che pure è un noir splendido? E l’ottimo Come pecore in mezzo ai lupi, chi l’ha visto? Qualcuno si è accorto un lustro fa di Shadows di Carlo Lavagna, un notevole fantadistopico? Per farlo risorgere, il cinema di genere italiano, non basteranno buone intenzioni o nuove egemonie.




