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Claudio Bartolini dice che Sapore di mare è il film da salvare oggi in TV.
Su Cine Sony alle ore 17:10.

A voi la fantascienza di Netflix piace? A Filippo Mazzarella no.

Arrivano in sala Ilegitim e Fixeur di Adrian Sitaru, espressione di un cinema rumeno a cui spesso abbiamo dato spazio. Un esempio? Cristi Puiu.

Noah Hawley debutterà alla regia. Cosa ci possiamo aspettare? Intanto vi riproponiamo la recensione di una delle sue creazioni migliori.

Dal 22 marzo nelle sale Pacific Rim 2 - La rivolta , seguito di Pacific Rim 3D di Guillermo Del Toro che riportò in auge il genere dei “robottoni”. Ecco una piccola galleria dei più celebri e indimenticabili automi animati del piccolo schermo...

16 marzo 1978. Ricordiamo Aldo Moro con Buongiorno, notte .

La citazione

«Un ingenuo e stupido film americano può insegnarci qualcosa “per mezzo” della sua scempiaggine. Ma non ho imparato mai niente da uno scaltrito film inglese. (Ludwig Wittgenstein)»

In edicola: Martedì, 17 Aprile, 2018

Speciale cinema e teatro: intervista a Fausto Paravidino, intervista al regista di Ex Libris: New York Public Library, Frederick Wiseman, lettera da uno sconosciuto a Terence Hill, intervista a Claire Denis, Serial minds di Will & Grace, locandina di Animali notturi di Tom Ford e tanto, tanto altro.

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Editoriale


Editoriale n° 16/2018

Il 26 marzo 2018 sono stati pubblicati i risultati del bando del Ministero dei beni culturali relativo ai contributi per festival, rassegne e premi cinematografici del 2017. Il ritardo è notevole, se considerate che associazioni ed enti hanno compilato il modulo per la richiesta a novembre 2017 (paradossalmente parlando a preventivo e non a consuntivo di festival, rassegne e premi che probabilmente avevano già avuto luogo...), e oggi, aprile 2018, non hanno ancora ricevuto il contributo. Conoscendo i fragili equilibri economici e i grandi sacrifici con cui si mantiene una buona parte di questi eventi non mi sembra cosa da sottovalutare. Comunque. Dei 4.450.000 euro disponibili ne sono stati assegnati 4.272.000: rimangono 178 mila euro di resto. La prima ingenua domanda è questa: non c’erano festival, rassegne, premi che avrebbero potuto prendere ulteriori due euro? O esclusi di cui riconsiderare il punteggio? «Forse sarebbe meglio usarli per maggiore equità verso realtà di qualità a oggi ignorate» dice il comunicato dell’AFIC, Associazione festival italiani di cinema. L’elenco dei contributi è sorprendente: su tutti c’è il Giffoni Film Festival: 850 mila euro. Seguono le Giornate degli autori, 220 mila. Un festival considerato un fondamentale luogo di ricerca a livello mondiale, ovvero Le giornate del cinema muto di Pordenone, riceve 120 mila euro. Giusto? Passerelle mondane come Capri Film Festival e Global Film Festival di Ischia ne prendono 150 mila e 125 mila. Magna Graecia Film Festival, il cui programma consta di 7 (sette) film italiani già distribuiti durante il corso dell’anno, riceve 115 mila euro. Con un punteggio di 80 su 100 (la Mostra del nuovo cinema di Pesaro, per dire, ottiene un punteggio di 65). Filmmaker di Milano, 37 anni di storia, festival di ricerca su documentario e cinema sperimentale, 68 film mai visti in Italia, retrospettiva esaltata ovunque (fuori Italia, soprattutto) su Alberto Grifi, non è considerato degno di contributo. I mille occhi di Trieste, che sul cinema italiano del passato fa un’opera di riscoperta originale e pionieristica, riconosciuta a livello quantomeno europeo, nemmeno. Naturalmente non conosco gli atti relativi a queste scelte. Ogni festival dovrebbe avere accesso ai propri, e solo a questi. Credo, comunque, che la commissione che assegna i contributi (composta da cinque persone che prestano servizio a titolo gratuito, è giusto ricordarlo) debba essere messa in grado di discernere meglio, anche nel rispetto di una legge cinema che vorrebbe e dovrebbe preservare la qualità cinematografica. Perché è vero che ogni festival è una storia a sé stante, ma le storie che ci servono, e a cui serve un supporto, non sono quelle dei tappeti rossi, dei cocktail party, dei selfie in passerella tra l’attorucolo di turno e i direttori. Preferiremo sempre una retrospettiva critica su un regista portoghese degli anni 30 al salutino grand public di una star decotta hollywoodiana. Ogni festival compila il form per la richiesta autocertifi- cando quello che non è ancora accaduto. Non c’è margine per nient’altro. Non sarebbe meglio poter portare agli occhi della commissione i risultati ottenuti precedentemente, i libri pubblicati, la copertura effettiva della stampa? Non sarebbe meglio mandare persone della commissione a guardare i festival coi propri occhi? Bisognerebbe dare, a chi fa la scelta, gli strumenti per poter scegliere e decidere. Perché così, oltre ai moduli autocertificati, alla povera commissione cosa rimane per effettuare la scelta, per capire l’operato dei festival? Giusto il sentito dire interno alla propria bolla d’interesse e il dare un occhio ai siti internet. Non granché. Sistemiamola, questa cosa, perché non fa onore a nessuno. Sennò, ai direttori dei festival esclusi o sottovalutati, saremmo costretti a fare questo paradossale appello: abbellite i siti internet, non pensate alla ricerca.

Novecento anno zero

Restaurato dalla Cineteca di Bologna, Novecento Atto I torna in sala dal 16 aprile. Uno dei film centrali del cinema italiano, epopea che fa i conti con la nostra storia lungo un secolo di furibondi conflitti. Anche, per noi, il pretesto per tornare a riflettere su un un grandissimo cineasta, Bernardo Bertolucci, riproponendo diversi materiali pubblicati nel corso del tempo da Film Tv, a partire da un ampio servizio curato da Marcello Garofalo e da un'intervista esclusiva di Monica Stambrini, autrice del documentario Sedia elettrica dedicato al making of di Io e te. Buona lettura!

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R. Lee Ermey, scomparso ieri a 74 anni in seguito alle complicazioni di una polmonite, è stato protagonista di una vita incredibilmente cinematografica. Si arruola nei Marines a...

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