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Oggi Free
Dario Stefanoni dice che Il vendicatore è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 05:00.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo di carriera pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Smettete di pensare che la scienza possa aggiustare tutto se le date 3 miliardi di dollari. (Kurt Vonnegut)»

scelta da
Simone Arcagni

In edicola: Martedì, 14 Luglio, 2020

Intervista al regista di Gli infedeli, Stefano Mordini, Lost Highway su Vittorio Gassman, omaggio a Ennio Morricone, Serial Graffiti di Big Little Lies, Feuilleton #12: seconda puntata di Esplendadessi, guida e segnalazioni di contenuti in streaming, Scanners di Better Days, locandina di Per qualche dollaro in più di Sergio Leone e tanto, tanto altro.

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Editoriale


Rifletti!

La visione di Gli infedeli non solo mi ha riportato alla mente la commedia italiana a episodi, a cui già si rivolgeva (con molto meno acume) l’originale francese con Jean Dujardin e Gilles Lellouche, ma mi fa chiedere cosa sia un film come questo: è veramente una commedia? O meglio ancora: si ride mai, guardando Gli infedeli? La risposta è no. Certo che no. La forma è episodica, breve, sintetica, è la forma della barzelletta, della paraboletta di costume: presentazione, problema, ribaltamento (e risata?). Ma il punto, il merito del film, il suo coraggio, è che non fa, e che non vuole fare, ridere. Se si trova uno scioglimento, non è mai catartico. Se c’è un ribaltamento, è atterrente. Non c’è sorpresa, riguardo i protagonisti maschili, al limite c’è l'impietosa conferma del loro spirito autoassolutorio, irredimibile, del loro essere sempre uguali a loro stessi, di episodio in episodio, di masculo in masculo, di maschera in maschera, come per tara antropologica, tramandata solo a sesso unico: ci può essere lo svelamento di una manipolazione (anche psicologicamente violenta, nell’episodio con Scamarcio e Chiatti, o letteralmente telefonata, come nel prologo con Gallo e Axen), ci può essere la scelta femminile per un compromesso malinconico (i due episodi con Mastandrea, insieme a Valentina Cervi e Marina Foïs, ma anche il ritorno a casa dello Scamarcio impiegato arrapato, mai così simile a Ugo Tognazzi), c’è il rassegnarsi ottuso all’essere un universo chiuso, incapace non solo di comprendere, ma anche di vedere la donna (il finale, con Mastandrea e Scamarcio en travesti, paradosso di un carnevale borghese al ristorante, un carnevale mortifero, che nulla c’entra con Bachtin, e che dice anche autocriticamente del maschiocentrismo del cinema italiano), eppure no, non c’è mai una risata. Non c’è rivalsa femminile possibile, qui: le donne subiscono, oppure perdonano, oppure finiscono per accettare il gioco dell’uomo. Oppure, alla fine, scompaiono. Così il punto del film è quello di presentarsi come una commedia, come un pretesto per ridere del costume italiota, per poi tacere ogni catarsi, castrare le risa, non soddisfare le proprie promesse: non c’è il godimento istantaneo del riso, c’è il suo ammutolirsi, c’è l’imbarazzo, c’è il disagio, c’è una barzelletta che (deo gratias) non funziona. No quindi: non è una commedia, non sono barzellette, non c’è niente da ridere. La regia di Stefano Mordini (non è un caso che qui, rispetto all’originale, ci sia un unico regista, a governare il tono del tutto) è acuta, e perfida: cerca il brio del comico e lo annulla, lo gela, lo simula ma poi lo allenta, mentre i suoi protagonisti imperterriti, leggiadri, continuano uguali a loro stessi. Da tempo, in questi tempi dai gusti tanto corretti da essere pateticamente semplificati, non si vedeva una commedia italiana con questo coraggio, il coraggio di chiedere allo spettatore una risposta differente dalla risata automatica, il coraggio di non regalare un lieto fine consolatorio, di non offrire il «si ride sì, ma sai, fa anche riflettere» sui nostri peccati. «Metto lenzuola davanti agli specchi/se l’ultima cosa che hai detto è stata “rifletti”»: gli infedeli di Mordini, Scamarcio, Mastandrea e Gallo, fanno pena, fanno schifo, fanno paura, non aiutano la nostra prova costume. Sono solo un film dell’orrore.

L'altra Hollywood

L'ultima creazione per Netflix del prolifico autore Ryan Murphy racconta l'industria del cinema del dopoguerra e immagina di riscriverne la storia. Una miniserie che non può (e non vuole) lasciare indifferenti, e infatti ecco l'opinione di cinque firme di Film Tv: una recensione, un editoriale e tre punti di vista.

Piombo, sangue & rock'n'roll

Poco noto in Italia, S. Craig Zahler è autore di western, horror e noir decisamente originali. I suoi due ultimi film, Cell Block 99 - Nessuno può fermarmi, e Dragged Across Concrete - Poliziotti al limite, sono disponibili rispettivamente su Netflix e Sky GO, mentre il suo esordio Bone Tomahawk con Kurt Russell si può trovare su Prime Video. Un'occasione per scoprire il cinema eccentrico di un personaggio sfaccettato (anche musicista heavy metal alla Rob Zombie e scrittore) e decisamente non conforme. Nostra intervista esclusiva e approfondimenti sui film.

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Che il PostModernissimo di Perugia sia diventato in breve tempo una delle dimore più stimolanti e attive della nuova cinefilia lo sappiamo per certo. Ora lo sa anche ...

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