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Oggi Free
Simone Emiliani dice che La dominatrice è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 05:20.

Uno dei film più amati di Albertone, uno dei suoi personaggi più indimenticabili. La locandina è di Emanuela Martini.

Il 28 febbraio comincia in prima assoluta su Joi la terza stagione di una serie che abbiamo molto amato. Dove eravamo rimasti?

Il vincitore della Berlinale69 è Nadav Lapid, nostra vecchia conoscenza, con il film Synonymes . Vi ricordate quando presentammo Policeman su FilmtVOD?

Ricordiamo il grande cineasta francese, autore del monumentale Shoah , che ha dedicato la vita a indagare il possibile ruolo dell’immagine nella rappresentazione della storia.

Se fossi una donna sarei scandalizzata dal dibattito sulle quote rosa. Molto probabilmente non amerei essere identificata con un colore appiccicoso, infantile e nauseante come il rosa. Quando un uomo politico o un giornalista usa quel colore per identificare la presenza femminile non lo fa solo per scarsa fantasia, ma per tranquillizzarsi con l’immagine di una signorina dal grembiulino color confetto, tutta pizzi, trine, boccoli e totalmente inoffensiva. Se fossi una donna avrei preferito spaziare dal rosso incandescente al grigio glaciale.

La citazione

«All work and no play makes Jack a dull boy»

In edicola: Martedì, 19 Febbraio, 2019

Michel Houellebecq e il cinema, tre riflessioni critiche su Il corriere - The Mule, Speciale Alberto Sordi, i migliori film italiani: Il Vangelo secondo Matteo, 69ª Berlinale: la seconda parte delle recensioni, Serial Minds di Russian Doll, locandina di L'ultimo treno della notte di Aldo Lado e tanto, tanto altro.

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Editoriale


Chi ha paura del lupo?

Non c’è niente da fare. L’idea che ci sia chi decida per noi, e in nome dei nostri figli, che cosa vedere, ascoltare, pensare... risulta sempre odiosa. E spesso ridicola, come il taglio di 62 secondi del «dialogo in ufficio sul lancio del nano» di The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese. Sono ben 61 gli «alleggerimenti», come recita eufemisticamente il documento ufficiale, che hanno massacrato uno dei capolavori del grande regista statunitense nella versione che è andata in onda su Rai2 il 6 febbraio scorso. Intendiamoci, è tutto legale dal momento che il film è stato vietato ai minori di 14 anni e che quindi per legge non poteva essere trasmesso prima delle 23 (la deroga è per le reti, come RaiMovie, che, al contrario dei primi tre canali Rai, hanno attiva la funzione parental control sul decoder). Così il neodirettore di Rai2, Carlo Freccero, ha dovuto tirar fuori la seconda versione presentata dal titolare dei diritti, Leone Film Group, il 7 luglio 2014 alla commissione di revisione cinematografica del ministero per i Beni e le attività culturali, che l’ha derubricata a «film per tutti» grazie a un taglio e cucito brutale di 18 minuti e 21 secondi, trasformando dunque un film di quasi 180 minuti in un’altro, diverso, di 159. Ma le forbici sembrano vivere di vita propria e su RaiPlay è visibile a un pubblico di tutte le età una “inedita” versione da 166 minuti. Il sistema machiavellico della censura a volte ci porta pure a pensare: meglio qualche taglio che niente. Come è successo alla Berlinale 2019 con il nuovo film del regista cinese Zhang Yimou, intitolato One Second e ambientato durante la Rivoluzione culturale cinese, ritirato dal concorso per imprecisate «difficoltà tecniche durante la post-produzione». Stessa sorte toccata a Better Days del regista hongkonghese Derek Kwok-cheung Tsang nella sezione parallela Generation. Due coincidenze fanno un indizio, anche perché non è un mistero che in Cina, da quando Xi Jinping è salito al potere nel 2012, la censura sia stata rafforzata. In Italia siamo ancora in attesa del decreto attuativo della Legge cinema dell’ex ministro Franceschini che ha ridisegnato la revisione cinematografica lasciando ai distributori l’autoclassificazione dei film, aggiungendo la nuova indicazione delle opere non adatte ai minori di 6 anni e consentendo ai dodicenni e ai sedicenni, accompagnati da un adulto, di poter accedere ai film vietati rispettivamente ai 14 e ai 18 anni. Anche se è solo un piccolo passo, speriamo che il nuovo direttore generale per il cinema del MiBAC, Mario Turetta, lo riesca a fare.

Sordi in chicche

Uno speciale on line dedicato ad Alberto Sordi per accompagnare il numero della rivista in edicola con la copertina disegnata da Sergio Ponchione e ispirata a Un americano a Roma. Il film di Steno è uno dei 14 interpretati da Albertone in esclusiva digitale su Chili, la maggior parte dei quali - da Il vento m'ha cantato una canzone a I tre aquilotti - autentiche chicche poco conosciute anche agli appassionati di vecchia data. Abbiamo recuperato le cose scritte negli anni su Film Tv sulle opere con Sordi per riproporle in una nuova impaginazione appositamente pensata per il web. Buona lettura!

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