
Pietro Lafiandra
La prima epifania cinematografica la ebbe a quattro anni con Pomi d’ottone e manici di scopa. La seconda in adolescenza con Cosmopolis. Ora, in età adulta, prova a trovare un’improbabile sintesi tra questi due lati di sé muovendosi faticosamente tra un dottorato in visual studies, deepfake
, cinema horror, film d’animazione per bambini e musica elettronica. I componenti della sua band, Limonov, dicono che è colpa dell’ascolto compulsivo dei Radiohead. Gli amici che è colpa del suo segno zodiacale, i gemelli. I dottori della schizofrenia. Lui pensa sia più cool dire che è un intellettuale post-moderno. Ai posteri l’ardua sentenza.
Sono passati cinque anni da quando New Line Cinema e Atomic Monster, la casa di produzione di James Wan, hanno portato al cinema il primo capitolo di Mortal Kombat, adattamento di uno dei franchise videoludici più amati di sempre. Il film di Simon McQuoid fungeva da reboot di quello...
«Sono Vlad l’Impalatore, Dracula. Succhiatemi il cazzo». Si apre così il Dracula di Radu Jude, con una sequenza di quadri viventi generati algoritmicamente in cui il principe delle tenebre si rivolge direttamente allo spettatore. Più che rileggere il mito transilvano, il regista rumeno...