enrico ghezzi

enrico ghezzi

detour - FilmTv n° 52/2013

Giaccio seduto, ghiaccio sul ginocchio distorto appena, già in attesa di ricorrere al cinema, forse di scivolarcadendo ancora sulla scalinata d’uscita dalla sala o da un aeroporto o stazione. Rincorrere il cinema, per far ricorso - o presentar ricorso - a esso. Dopo il Cattivissimo Me...

detour - FilmTv n° 51/2013

«Il jazz piace a pochi perché la gente pensa di poterlo ascoltare. È assurdo, il jazz bisogna viverlo quando sei in un club, e il gruppo suona, tu sei un altro musicista, non un ascoltatore. E i musicisti di jazz giustamente disprezzano chi ascolta perché chi ascolta resta fuori, è come se non...

detour - FilmTv n° 48/2013

A volte pare fin troppo chiaro (o pare a me, non so perché) che il cinema sia un latte secreto dalle mammelle cieche di un veggente. La capacità accecante del suo flusso ipnotico è avvertita o pensata nei film di rari esploratori folli che riescono a scoprire il deviarsi continuo di un andare...

detour - FilmTv n° 46/2013

La controstoria del cinema (l’unica possibile) è costellata di ruoli magicamente persi o trovati da attori bravi o grandissimi o mediocri, ricuperati all’ultimo momento o fatalmente e testardamente rinviati o respinti. Tanto che certi sodalizi leggendari sembrano innaturali nella loro necessità...

detour - FilmTv n° 43/2013

Come altre volte, ridendo troppo seriamente, propongo al grande liviojacob delle giornate del cinema muto di pordenone di aprire una /(anzi LA) prossima volta con - per dire un titolo a caso - Sentieri Selvaggi/The Searchers - o con Johnny Guitar - in versione ammutolita e...

detour - FilmTv n° 41/2013

Giocando a aporie una ragazza domanda «cosa hai fatto del tuo avvenire?». (Nel prossimo detour prometto infine tutto sul (e sotto il) festival di venezia settanta. A cominciare da gravity, e dai film capitaIi (alcuni commutati in pene più leggere) di schrader garrel wiseman, e gitai...

detour - FilmTv n° 39/2013

Cosa ne è dell’avvenire, è ormai domanda consueta e imbelle di fronte alle contraffazioni di sé nel discorso neo-realista, dove il “neo” che il dito cerca di inquadrare e indicare sembra ancor più frivolo e frizzantemente distante e invisibile di quanto non apparisse e appaia il dito già...

detour - FilmTv n° 38/2013

Importante (se ancora è importante l’importanza, la scelta follemente amorosa di scegliere ancora o di scegliere di non scegliere), in un festival grande o piccino, è giocare un po’, abbandonarsi alle correnti d’aria e agli spifferi, collezionarli come un bambino o un vecchio sono capaci di...

detour - FilmTv n° 37/2013

L’addensarsi diramarsi incrociarsi genealogico di età della comunicazione si è raramente verificato con la precisione leggendaria e la vaghezza documentaria del caso arancia meccanica/rollingstones/stanleykubrick. C’è stato addirittura chi, ipnotizzato dalla personale ossessione...

detour - FilmTv n° 36/2013

Fear. (F)EAR. Paura che include l’Orecchio. PAURA. (P)aura). La Paura include l’Aura. «Spesso piegandomi in qua e illà per vedere se dentro vi discernessi alcuna cosa» - il ciondolare di leonardo di fronte all’oscurità della caverna, cercando la posa giusta per mettere a fuoco (“fire and desire...

detour - FilmTv n° 33/2013

«E tirato dalla mia bramosa voglia, pervenni all’entrata d’una gran caverna, dinanzi alla quale salsaro in me due cose: paura e desiderio; paura per la minacciante e scura spilonca, desiderio per vedere se la dentro fusse alcuna miracolosa cosa [...]». Più di cinquecento anni fa, in uno dei...

detour - FilmTv n° 32/2013

C’è chi si stupisce che nella famiglia di un dentista ebreo newyorchese nasca uno stanleykubrick, predestinato al ruolo di “più grande regista della storia del cinema”. Stupore di chi può fingere di ignorare quale zona oscura può annidarsi nel lavoro quotidiano borghese di chi si abitua a...

detour - FilmTv n° 30/2013

Vorrebbe l’anima essere una stella; non già a notte tarda, allorché dal cielo gli astri, come occhi viventi, osservano il mondo che piano si addormenta,- ma di giorno, quando celati dall’apparente bruma dei diurni raggi roventi, gli astri con più chiarore ardono, simili agli dei, nell’etra...

detour - FilmTv n° 29/2013

«Tu ti guardi allo specchio... gesticoli, tiri fuori la lingua... Bene. Supponi che un dio maligno si diverta a diminuire follemente la velocità della luce. Tu sei a 40 centimetri dal tuo specchio. Prima ricevi la tua immagine dopo 2,666... miliardesimi di secondo. Ma il dio si è divertito a...

detour - FilmTv n° 28/2013

«Amate l’esistenza delle cose più delle cose stesse». I poeti, col loro cantare apodittico, trovando linee penetranti e sinuose o scarti rettilinei, entrano nella realtà mostrandone la distanza, declinandone e coniugandone le forme inattese. Spesso, senza parlare di cinema, ne percepiscono il...

detour - FilmTv n° 27/2013

Dopo Il Sesto Senso - e da subito anche in modalità retrospettiva, direi quindi in un à rebours in tutte le direzioni - michaelnightshyamalan non smette di attivare in automatico le antenne di un’attenzione tesa e parossistica verso l’enormità di informazione che la più semplice delle...

detour - FilmTv n° 26/2013

Non ricordavo la potenza del primo lungometraggio di nico d’alessandria, più volte in onda a fuoriorario, tipica “cosa (mai) vista”, inevitabilmente protetta e occultata dalla sua stessa fama di capolavoro marginale e eccentrico. L’Imperatore di Roma (1987). Mi è capitato di...

detour - FilmTv n° 24/2013

A volte, tra i sette e i vent’anni (a ben vedere anche oggi), mi capita(va) di fingere un appuntarmi fitto di segni non coagulati in parole, copiati o più precisamente trascritti da un nulla (un professore o un compagno o uno sconosciuto o un autore che parlavano o leggevano) che certo non mi...

detour - FilmTv n° 23/2013

La bellissima sentenza di jacques camatte, il tempo è un’invenzione degli uomini incapaci di amare, si applica con precisione raggelante e con veemenza infuocata al gioco del desiderio in cui il cinema consiste, sostituendo la registrazione alla possibile flagranza del presente amoroso...

detour - FilmTv n° 22/2013

Non mi viene in mente... Anzi, non mi torna... - Quasi mai il cinema ci si consegna nudo e scrostato degli encausti, della profusione di immagini che lo schermo intercetta e che ne colano via. Meno che mai in un festival, specialmente se (auto)proclamato il più grande e importante del mondo, e...

detour - FilmTv n° 21/2013

«Un innaffiatoio, un erpice abbandonato su un campo, un cane al sole, un povero cimitero, uno storpio, una piccola casa di contadini, in tutto ciò mi si può palesare la rivelazione. Ciascuna di queste cose, e mille altre consimili, su cui l’occhio suole scivolare con naturale indifferenza, può...

detour - FilmTv n° 19/2013

(continua dal Film Tv 18/2013)

Il cinema in sé, per i membri delle varie tribù di spettatori (da quelle urbanometropolitane alle africane o melanesiane o amazzoniche), fu da subito - e in una certa misura resta ancora - mancanza taglio ferita nello stesso gesto con cui...

detour - FilmTv n° 18/2013

(continua dal Film Tv 17/2013)

Attraverso numerosi detour mi son portato dietro il desiderio di scrivere una storia di jamescaan, costola hawksiana nel senso che hawks la trasse misteriosamente da sé, nel grande dittico della sua post maturità, Linea Rossa 7000 e ...

detour - FilmTv n° 17/2013

(continua dal Film Tv 16/2013)

Mi ritrovai fondo notte notjetlagged sotto il grancorpo (supposto massaggiarmi nudo e rimettermi al mondo, diceva il postit occhieggiante tra un appello anarchico della sanfernandovalley e il peana di una boccia gigante di miele annega marezza dal...

detour - FilmTv n° 16/2013

La stessa intensità circonfonde il massimo di presenza e il massimo di assenza, una stessa economia attoriale si afferma e si appalesa nel dispendio esagerato di sé e del proprio talento (ciascuno scelga i suoi jamesstewart bobdeniro jamesmason humphreybogart carygrant jamescagney...

detour - FilmTv n° 15/2013

Raramente si è visto torcersi e mutare per così dire in diretta il senso di un film per l’incarnarsi di una figura in un attore e poi da parte di esso in se stessa, tanto che ogni paradosso è oltrepassato e rovesciato, venendo da chiedersi non se il maldattore o il benedattore funzionino nel (o...

detour - FilmTv n° 13/2013

(esercizio settimanale -a casa, in testa- di deriva anagrammaticoetimologica e prote(s)iforme tra i termini (in diverse lingue) “écran”, “crâne”, crâne cranio, eccetera. Cineasta di riferimento: francisfordcoppola) Mi manca e continuo a mancare il film di cathy bigelow, da una settimana all’...

detour - FilmTv n° 12/2013

Meglio (peggio): un bel gioco non finisce mai. Un incontro con Hideo Kojima, il grande kojima di Metal Gear Solid. Credo sia stato in qualche modo shinja tsukamoto a suggerire la mia presenza in un cinema di milano per “presentare” kojima e porgli qualche domanda, prima delle...

detour - FilmTv n° 11/2013

A volte butto lì -qui- una parola a caso, la prima che passa. Per vedere l’effetto che fa; se crei un piccolo o grande vortice attirando e risucchiando intorno al proprio punto vuoto minimo energie sparse in quello che sembra il grande vuoto esterno, o se si perda, o solo si nasconda prendendo...

detour - FilmTv n° 10/2013

Quel che resta di un festival di cinema è la vita. Forse, TI resta. Non la “tua” vita. Insegnamento automatico del cinema tutto è che la vita non è “tua”. Proponendo un accumulo ulteriore di memorie registrate, il festival funziona orchestrando da sé una partitura nella quale spie luminose e...

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