
Tommaso Isabella
PiRâMídas 1972-1984 e sfaĩra 1985-1895 sono tra i titoli più emblematici di Ivan Ladislav Galeta (1947-2014). E intendo proprio i titoli dei film, composti da nomi di solidi geometrici (piramide, sfera) e...
Robert E. Fulton III morì nel 2002 schiantandosi a bordo del suo Cessna. Aveva appreso a volare fin da bambino sui velivoli progettati dal padre (una stirpe d’inventori: un avo quasi omonimo progettò il primo battello a vapore) e sul suo aereo aveva montato un congegno che gli...
Gäelle Rouard crea i suoi film controllando minuziosamente ogni fase della loro realizzazione nel suo atelier personale, immerso tra le Alpi francesi che spesso troneggiano dalle sue inquadrature. Si tratti di riprese originali o found footage, la realtà filmata è per...
Lutz Mommartz ha imbracciato la cinepresa relativamente tardi, verso i trent’anni, ma da allora è stata una relazione intensa, espressa emblematicamente da uno dei primi film, Selbstschüsse, dove il filmmaker porta a spasso la sua 16 mm: la vezzeggia,...
Al di là dell’irrinunciabile potenziamento 4K, non ci sarebbe molto da dire su questo restauro di Il caso Paradine presentato alla Berlinale 2025, che non può restituire alcunché al minutaggio, né dalla prima versione di 132’, superstite in una copia senza sonoro, né tantomeno dal ...
“Log” è il diario di bordo in cui un capitano registra le miglia percorse dalla nave insieme a dati e fatti di rilievo per la navigazione. Intitolando Log Abstract la serie di diari da lui filmati dal 1968 al 1989, Scott Hammen si appropria di...
È la primavera del 1975, le celebrazioni per il bicentenario degli Stati Uniti d’America sono già iniziate e Saigon sta per cadere. James Benning e Bette Gordon, studenti di cinema all’Università di Madison, Wisconsin, si mettono in auto, con una cinepresa...
Un uomo a torso nudo, di spalle al pubblico, il volto contro la parete su cui puntano tre proiettori 16 mm, un quadro più grande centrale e due laterali sovrapposti al centro del primo. Si sente un respiro registrato che soffia nel microfono, luci dai colori cangianti battono sul quadro e sul...
Al cuore del successo tecnico del cinematografo c’era una macchina per cucire: fu infatti il suo meccanismo a suggerire a Louis Lumière la soluzione al problema del trascinamento intermittente della pellicola. Se volessimo prendere seriamente questa parentela tra ingranaggi (e magari farci...
Julie Murray fa parte di una generazione di cineasti che tra gli anni 80 e 90 ha abbracciato e articolato le potenzialità del found footage, in un periodo in cui la pellicola iniziava a esalare la sua obsolescenza e il trascurato, vastissimo reparto del cinema utile ed effimero...
Chris Gallagher ha realizzato diverse meditazioni filmiche sull’esperienza del tempo, prima nella vena autoriflessiva tipica del cinema strutturale, in corti come Terminal City e The Nine O’Clock Gun, poi in forme più distese e ibride (Where Is Memory...
Marcelle Thirache approccia il cinema sperimentale nei primi anni 80 all’insegna del “cinéma corporel ” teorizzato da Maria Klonaris e Katerina Thomadaki: un cinema di relazioni e di corpi, che rompe con la fissazione...
Nel 1957 un gruppo di giovani dà inizio al cinema dell’altrettanto giovane stato giordano: hanno esperienza come proiezionisti e tecnici nei cinema palestinesi, pochi soldi e una cinepresa; il resto delle apparecchiature tecniche se lo costruiscono da soli. Il risultato, ...
Mentre l’esercito israeliano tenta di invadere per l’ennesima volta il sud del Libano, mi permetto di tornare sul lavoro di Jayce Salloum, di cui ho già parlato (vedi Film Tv n. 6/2024) a proposito del videomontaggio Introduction to the End of an Argument...
Ci sono esordi che sembrano contenere tutta l’opera di un autore come un Big Bang. Chamber di Joseph Bernard (1977) è il precipitato di un paio d’anni d’apprendistato, che segna il passaggio dell’artista americano dalla pittura al cinema e apre un...
Nel modo musicale indiano del raga, Vadi/Samvadi è la coppia di note che forma la struttura dominante del componimento: descritte anche come il sovrano e il suo visir, sono di solito distinte da un intervallo di quarta o di quinta. Il film di Claudio...
Gli Shrooms di cui parla il corto di Jorge Jácome su MUBI sono i funghi allucinogeni, ossia quelli che contengono psilocibina. Il regista portoghese approccia l’esperienza psichedelica in una forma documentaria sobria e controllata, che evita gli...
Nel tuo ultimo lungo, A Fidai Film, utilizzi materiale trovato negli archivi dell’esercito israeliano, che a sua volta l’aveva sottratto alle collezioni del Palestine Research Center dell’OLP a Beirut nel 1982, durante l’...
I film dell’inglese Tony Hill sono piccoli saggi di disorientamento che assumono i punti di vista prodotti dalla macchina da presa come una materia malleabile, uno spettro di possibilità entro cui il campo della visione umana è solo una radura nella foresta della percezione....
Molti artisti, specie negli ultimi anni, hanno esplorato i nessi tra l’immagine in movimento, l’ambiente naturale e quello umano, ma l’opera della filmmaker canadese Eva Kolcze occupa un posto particolare in questo ambito grazie a una riflessione costante e articolata...
L’opera di Daniel Barnett è rimasta ai margini nella storia del cinema sperimentale, certo anche in ragione della risoluta opacità dei suoi film, che combinano una superficie visiva pirotecnica a una composizione informata da un esoterico concettualismo. White Heart...
Se il cinematografo è venuto al mondo come grafia della realtà, il cinema d’animazione, doppio anomalo che in qualche modo lo precede e prosegue, ha mostrato fin da subito una predilezione per lo svolazzo arbitrario e svincolato: già la Fantasmagorie (1908) di Émile Cohl era pervasa da...
James Sibley Watson Jr. è noto come co-autore con Melville Webber di due incunaboli alquanto trascurati dell’avanguardia nordamericana, The Fall of the House of Usher (1928) e Lot in Sodom (1933). Dottore in Medicina a Harvard, erede di una dinastia targata...
Dire che la sequenza migliore di un film è quella in cui il pubblico è esplicitamente invitato a chiudere gli occhi pare un commento poco lusinghiero, ma non nel caso di Samsara. Al suo terzo lungometraggio Lois Patiño lascia i natii paesaggi galiziani dei precedenti documentari...
Coppia nell’arte e nella vita, Caroline e Frank Mouris hanno impresso un marchio nell’animazione sperimentale, specialmente sviluppando la tecnica a collage o “cut-out ”, in cui ritagli di carta sono animati a passo uno, e contribuendo a diffonderla...
Nel cinema di Cécile Fontaine, la parola “pellicola” assume una particolare valenza evocativa: nella pratica di décollage messa a punto dall’artista francese la pellicola si presenta proprio come una “piccola pelle”, una membrana...
Riprendo le redini di Capricci per sostituire Tommaso Isabella, temporaneamente indisposto: buona guarigione. È dunque l’occasione di parlare di un regista croato per nulla conosciuto in Italia, Zoran Tadic, messo in ombra dal maggior riconoscimento concesso per esempio a...
Si chiamano Los Ingrávidos, che in spagnolo significa “senza peso”, e così appaiono le loro immagini: ribollenti e porose, sempre sul punto di erodersi e divorarsi l’una con l’altra, eppure gravate al tempo stesso dal carico di una terra e di una storia profonda di trauma e...
Esordio alla regia di Alexander Horwath, storico direttore del Filmmuseum di Vienna, Henry Fonda for President (presentato al Forum dell’ultima Berlinale) è molto più di un saggio su un’icona “socialdemocratica” del cinema americano. Attraverso la vita...