
Andrea Bellavita
francophile, franc bourgeois e francamente non serio (e me ne infischio), dopo una (tarda) giovinezza dedicata allo studio più alto e rigoroso, mi converto in maturità al pop più sfrenato, oscenamente pop, porno pop. ne scrivo (a tratti) su FilmTv, Segnocinema, Doppiozero, L’Officiel. lo insegno all’università. principalmente lo guardo (cinema e tv), lo leggo (comics, ma non graphic novel), lo ascolto. non lo gioco: non ho tempo.
Ben vengano le repliche estive, quando non ripropongono speciali musicali di dieci anni fa o più, con omaggi ai morti (o quasi) che necessiterebbero di un buon custode cimiteriale o di un archeologo di Spoon River, in grado di sbrogliare la matassa tra chi c’era e chi c’è, più...
Anche a me piacerebbe dissertare del Guccini poeta in versi e in musica, o magari di quello romanziere, meno di quello cinematografico. Ma il mio lavoro è di infilare le mani nel letame televisivo, nello sterco di vacca: in Televacca, primo...
Cercate una fulgida dimostrazione di intelligenza, acume critico, autocritica (sociale, storica, identitaria) progressista statunitense? Eccola, con la benedizione in esergo di Barack Obama. Cercate una motivazione empirica alle due (lui direbbe tre, e vorrebbe quattro) vittorie elettorali di...
Torniamo alla forma dell’epicedio per questo Red Black Mirror, in morte del capitano Franco Baresi - scomparso il 31 luglio 2026 -, in estrema sintesi forse il più grande libero puro della storia del calcio italiano, e di quello mondiale...
Invece del consueto coccodrillo, che prima o poi venererà il nero di questa sciagurata rubrica con un ineludibile senso funebre, se non necrofilo, ci occupiamo di un compleanno. E non per una persona di cui è facile parlar bene, anzi: per un pessimo soggetto per il quale gli argomenti a...
Nella ridda di critiche e commenti all’Odissea di Nolan (e di questo bisogna dargli atto: tutti ne parlano, ha trasformato Omero in un fenomeno di massa), sono per fortuna pochi quelli che hanno evocato il realismo, l’ortodossia...
Uno dei retrogusti più amari di questo Mondiale già di per sé (a)variamente intossicato è di averci usurpato o corrotto la possibilità di godere della narrazione albiceleste (perché a dire argentina ormai si passerebbe per banalotti). Che può conquistare o meno...
Dove il tenente Jonathan Kendrick di Kiefer Sutherland teneva il Codice di condotta dei marines e la Bibbia di re Giacomo, ovvero sul simbolico comodino che esprime i nostri valori più profondi, io ho disposto La prevalenza del cretino di Fruttero & Lucentini e Un paese senza...
Si potrebbe dire che la storia del cinema americano nasce con la nascita di una nazione (David W. Griffith, 1915) e che l’alternanza nel montaggio è la forma simbolica per esprimere la contrapposizione e la coalescenza tra bene e male, bianchi e neri, nord e sud, storiografia e...
Il tratto deteriore di Che ci faccio qui, il programma di docureality scritto e condotto da Domenico Iannacone, è il numero di puntate, o meglio il suo progressivo assottigliarsi: addirittura 25 nel primo collocamento in access prime time del...
Tutti orfani di Federica Sciarelli: raramente ho registrato manifestazioni di disperazione e isteria tra addetti ai lavori e semplici telefili come per l’abbandono della conduzione di Chi l’ha visto? che deteneva...
Per lui il divin codino Roberto Baggio coniò l’espressione «professore in tv incapace di fare tre palleggi con le mani». Con lui (ma a onor del vero c’erano anche Nicola Ventola e Antonio Cassano, tropa de Elite) riuscì a fare la figura di quello razionale anche Bobo Vieri, in...
Questi fantastici Mondiali panamericani, per una volta, agevolano il disturbo anacronico del vostro scriba di quartiere: il pezzo viene vergato giovedì 11/6 in tarda serata e pubblicato martedì 16/6, ma la prima partita interessante è Inghilterra-Croazia alle 22 di mercoledì 17...
AMA-la… la pazza idea di credere che un ex faccione di Deejay Television, variamente miracolato in Mediaset, a un passo dall’oblio, resuscitato da Tale e quale show e quindi proiettato nel cielo stellato del preserale e dell’access prime time (Reazione a catena...
Sconfiniamo per una volta dal girone infernale della televisione free e consentiamoci un periplo nel mondo evoluto degli streaming player, anche perché l’oggetto, pur a seguito di infinite peregrinazioni prima su Sky e poi su Discovery, mi piace...
La serie madre Malcolm (in the Middle, nel titolo originale) era una coda lunga a inizio 2000 della comedy famigliare ibrida tra il modello “un sano tra i matti” e quello that’s all folks, con il “figlio di mezzo” nerd genialoide stretto tra genitori matti e fratelli...
Immagini televisive da un Festival di Cannes che ha una delle più belle sottotrame proprio tra canali nazionali a pagamento e soldi investiti nella produzione dei film: prima l’appello dei 600 su “Libération” contro Vincent Bolloré (il miliardario conservatore...
Nel film Butterfly Jam di Kantemir Balagov che ha aperto la Quinzaine a Cannes 79 c’è un pellicano. Presenza rarefatta e fantasmatica, curiosamente affine a quella di Monica Bellucci, è una specie di animale guida: viatico di una nuova nascita femminile, omaggio da barattare per la...
Ci sono «uomini grossi come alberi, che quando cerchi di convincerli», di qualsiasi cosa, anche solo ad ascoltarti o ad alzarsi, «allora lo vedi che sono proprio di legno». E poi ci sono diavoli, rossi come quello di Paolo Conte o della stagione alla Williams, ma anche verdi (con la Lotus) o...
«Ma guardate i registri… santo Dio!» tuonava il colonnello Nathan R. Jessep in Codice d’onore, e i registri sono quelli della torre di controllo, per indicare un’ovvietà talmente evidente (anzi: cristallina) da non ammettere repliche. E viene da invocarlo: ma guardate le Teche… santo...
Tante volte e da tante voci ci siamo sentiti spiegare che le Teche Rai sono il vero patrimonio dell’umanità televisiva nazionale, oltre che una delle poche cose che meritano di essere viste: Techetechete’, invenzione meritoria di Michele Bovi, in quasi...
Abitandoci di fianco ho transitato infinite volte da Parco Sempione, per portarci a spasso le bambine, per correre, per visitare le esposizioni al palazzo della Triennale, e non c’è stata volta in cui non abbia alzato lo sguardo incantato verso la Torre Branca, la nostra Tour Eiffel cittadina,...
Nel tuo L’inquietudine dell’immaginario dici esplicitamente che «una psicoanalisi del cinema è impossibile», in controtendenza rispetto a una lunga tradizione che va da Metz a Mulvey a molti lacaniani di oggi: allora perché questo libro?...
La lettura del formidabile libro di Pietro Bianchi, L’inquietudine dell’immaginario Etiche dello sguardo (vedi da pagina 20), ci sprona a riprendere in mano categorie desunte dalla psicoanalisi per provare a inquadrare qualche fenomeno mediale di urticante urgenza, a partire dalla...
A David Riondino (scomparso il 29 marzo 2026) ha composto un’epigrafe bella e dolce Marco Giusti per “Dagospia” e della sua traiettoria tra teatro, cinema, musica, televisione e carta (Victor Jara, Maledetti vi amerò, Kamikazen, ...
Il ricordo di Gino Paoli, scomparso il 24 marzo 2026, mi è legato a una strana esperienza di riflusso romantico e provinciale, una Weltanschauung sentimentale di aule liceali a fine anni 80, dove non arrivavano (o almeno non si praticavano) le avanguardie musicali e il...
Con diMartedì, e ancor prima con Ballarò, Giovanni Floris si è dimostrato uno dei maggiori e più spregiudicati sperimentatori del format del talk show politico: a lui si deve...
La carriera di Enrica Bonaccorti (scomparsa il 12 marzo 2026) è costruita come un’incredibile coreografia di passi, stacchi, cambi di direzione e di ritmo: un libertango, anzi, un satantango. Da giovanissima si avvicina al teatro con la...