enrico ghezzi

enrico ghezzi

detour - FilmTv n° 27/2011

Tristezza eterna dell’avanguardia eternamente lì, a pensarsi e a portarsi avanti, nascosta nella sfrontatezza la paura di mancare il proprio stesso treno o di deragliare, di non poter più levare il proprio raglio di incrocio animale. Quante volte costretta e dedita a vezzeggiare e a difendere...

detour - FilmTv n° 26/2011

(«C’è una sorprendente somiglianza fra il modo di procedere dello storico secondo Tristram (Shandy) e quello dell’autore di film, come l’ho descritto altrove. Per citare me stesso: “Possiamo paragonare il vero artista del cinema a uno che incomincia col voler raccontare una storia, ma, durante...

detour - FilmTv n° 25/2011

(Forse il “fantasma della cineteca” (inversione a bologna dei due rulli iniziali di The Tree of Life) ha colpito anche qui. Non posso che compiacermi, per quanto mi dispiaccia: il sottotitolo di Detour del numero 22, Eterni (Ri)storni, tornò a sorpresa nel numero scorso, sostituendo...

detour - FilmTv n° 24/2011

Che per circa una settimana The Tree of Life sia stato proiettato con due rulli invertiti nella sala Lumière della Cineteca di Bologna, dopo aver trionfato al Grand Auditorium Lumière del Festival di Cannes, è l’alloro più intensamente preciso che potesse ornare il film di terrymalick...

detour - FilmTv n° 23/2011

Che si sciolgano in bocca negli occhi o nella mente, i film per quanto fragili resistono. Più grandi della vita (Bigger Than Life, nel senso americano spaccone derisorio, e poi fino a Alex in Arancia Meccanica «buffo come i colori del vero mondo divengano veramente veri soltanto quando...

detour - FilmTv n° 22/2011

Non si sa di chi sia il detto hollywoodiano cinico sublime: «A Tree is a Tree, Shoot It in Griffith Park». Un albero è un albero, filmatelo a Griffith Park. Riportato tra gli altri da kingvidor, risale alla hollywood del muto, e articola potente la catastrofe automatica e anonima del cinema/...

detour - FilmTv n° 21/2011

“Boeuin”. Mi fa troppo ridere il miagolio lieve da morte in videogioco elettronico, risposta laconica calma di mio figlio alla telefonata con cui gli annuncio che quasi certamente lui non c’è, in The Tree of Life. Ho già visto due volte e mezza il film di Malick, l’ultima proprio per...

detour - FilmTv n° 20/2011

Finisce il film, e non sai dove sei stato. Pronto a tornarci. Il cinema è lì e qui per questo: farci tornare dove non si è mai stati. Quante volte sei stato andato tornato al cinema, diecimila una nessuna? Sulla mappa son segnate la velocità al suolo, le miglia mancanti all’arrivo, l’altitudine...

detour - FilmTv n° 19/2011

Una volta a un festival, troppi anni fa (si era entrati da poco nell’era angosciosa rutilante bulimica del dvd, Devo Vederlo Dopo), mi presentarono un ragazzo, dall’aria timida assorta un po’ goffa, non stupida. La sua domanda, seria, quasi compunta, mi lasciò di sasso, spaventato più che...

detour - FilmTv n° 18/2011

In un sito autorizzato dalla famiglia, una figlia (anche la moglie, mi par di ricordare) riporta dichiarazioni stupefacenti di stanleykubrick a proposito dell’irrealizzato Aryan Papers. Un film sull’olocausto (tema doppiamente “familiare”, per l’ebreo Kubrick sposo della nipote di uno...

detour - FilmTv n° 17/2011

Non ho mai visto una puntata intera del Grande Fratello (sarà perché l’ho spesso ascoltato da un’altra stanza, con sottofondo di voci amate e consuete, curiose e leggere; e allora avrei voluto vederlo/saperlo tutto, 24 ore su 24, in streaming inane idiota sprecato). La sera di lunedì...

detour - FilmTv n° 16/2011

«Se fossi un pellerossa, e sempre pronto, e sempre vibrante sopra il cavallo in corsa, cavalcando, sulla terra che vibra, fino a non servirmi degli speroni, poiché non c’erano speroni, fino a buttar via le redini, poiché non c’erano redini, e vedessi appena la terra davanti a me come un prato...

detour - FilmTv n° 15/2011

Nella Hollywood anni 20 girava una battuta: «Se vedi un ragno per terra non lo schiacciare, potrebbe essere Lon Chaney». Attorecorpo trasformista, genio del trucco spinto fino a un masochismo favoloso, l’Unknown di todbrowning si spinge a un gioco proteiforme così mitologicamente estremo da “...

detour - FilmTv n° 14/2011

Nel cuore di palpebra o di pulpebra secato dal rasoio bunueliano del cane andaluso giace(va) infine una tenerezza estrema. La vera crudeltà artaudiana fredda e definitiva, una folgorazione senza durata, illuminazione accecante e sospesa di tutto lo spazio, sarebbe (stata) secondo lo stesso...

detour - FilmTv n° 13/2011

(Agganciati dal motore banale della mia memoria, ritornano due finali stupendi: UCCIDERÒ UN UOMO di claudechabrol (1969) e BERSAGLIO DI NOTTE di arthurpenn (1975). Presi nello stesso gorgo invisibile, immagine essi del gorgo e della circolarità inane di una “detection” occasionata e trapunta da...

detour - FilmTv n° 12/2011

Nell’imbricarsi di catastrofi e di visioni dentro la “catastrofe giappone”, la crisi del nocciolo invisibile di essa (l’energia atomica madre fatale dello sviluppo), con la fusione che parrebbe già in corso nella centrale nucleare di Fukushima nel momento in cui scriv(ev)o, si accompagna a un...

detour - FilmTv n° 11/2011

(FILM, la sigla sindacale spesso inserita tra FIM e FIOM, non indica un lavoro metalmeccanico: è la Federazione Italiana Lavoratori del Mare). Lo scafandro greve del palombaro soccorre johnwayne e noi nella pressione della profondità in cui si avanza con movimenti goffi. La veglia della ...

detour - FilmTv n° 10/2011

(Lo tsunami di Hereafter è segno materiale di quanto il “naturale” si manifesti infine luogo finale del “soprannaturale”, e la visione stessa sia spazio di lotta tra naturale e soprannaturale, se non esito provvisorio di essa. La visione non è regalata, né la natura mostra i suoi...

detour - FilmTv n° 09/2011

(Sfarfallano schegge e trucioli incontrollati sotto lo scolpirsi nitido e vago che scrive il cinema). BelaTarr. Il Cavallo di Torino: Nietzsche è solo didascalia iniziale, poi un cavallo e due altri esseri, una casa in brughiera minacciata da una collina lieve. Siamo nel western dell’...

detour - FilmTv n° 08/2011

-che non sappiamo del cinema. Squassato in aereo dal vento o rotolando su rotaia, mi chiedo ogni volta che senso possa avere lo spostarsi fisico verso il monumento pesante alla leggerezza che è un festival di cinema (monumento dei monumenti che tutti i film sono). Rarissimo l’elemento di “festa...

detour - FilmTv n° 07/2011

Detour a volte mi fa pensare al “clinamen” dell’antica filosofia atomistica, termine che infatti traduce il greco “parenklisis” (inclinazione, deviazione). E chissà perché, i johnwayne nella monumentvalley di johnford (lungi dal farmi valutare o apprezzare la loro bravura o (in)giustezza, o l’...

detour - FilmTv n° 06/2011

(«Io annichilito! E son/ corso al tram ed è/ partito che l’ho toccato/ porta. Ora qui io nel/ mondo schiantato su/ panchina post kitano gli/ altri tram io guardo./ Incredibile kitano». Questa scheggia lirica stupenda è lo smarrito sms con cui in una mezzanotte fredda ToninoDeBernardi risponde...

detour - FilmTv n° 05/2011

La scissione interna che più segna il cinema non è Lumiè- re/Méliès, né documentario/fiction o commerciale/artistico. Fin dall’inizio, lo scarto decisivo è tra leggerezza del sogno di scrivere nell’aria e con l’aria e pesantezza della macchina veteroindustriale con cui si produce e registra l’...

detour - FilmTv n° 04/2011

HEREAFTER-2. Hereafter/Threefear. Giocherò ancora un po’ al gioco di Eastwood (a puntate brevi, esibite o celate). Un lampo, rivedendo trascorrere per caso in Tv, senza volontà di vedere, uno dei tanti film suoi bellissimi ritenuti minori. Absolute Power, dove il potere assoluto del...

detour - FilmTv n° 03/2011

È fragile, troppo intenso subitaneo bruciante e vero l’amore degli istanti di luce, per non dimenticarsi di sé. Mi accorgo di aver lasciato fuori dall’unica lista che ho fatto di film del 2010, oltre al diamante nero OUTRAGE di Kitano, quelli di Beauvois, Wang Bing, Vincent Gallo, in un volta...

detour - FilmTv n° 02/2011

Amo il cinema di tonino de bernardi anche perché, nella profluvie di t(r)itoli progetti trilogie serie rifacimenti innesti e abbozzi e girati di decine di ore in diversi continenti in attesa di sfarsi in film, dinamizza l’idea di filmografia fino a farla esplodere, apparecchiando ai nostri...

detour - FilmTv n° 01/2011

Che la vita accada per la luce, trafitta da essa e a essa appesa, ce ne rendiamo conto nella notte oscura, o dove guardiamo in faccia il sole accecati. Qualche arcobaleno mirabile ci fa balenare le rifrazioni in cui bagniamo e deviamo, o di cui siamo il risultato. Detour: due tor… L’anagramma...

Servizio - FilmTv n° 26/2010

Vien voglia subito di fare ricorso contro non sai cosa e chi, per la morte improvvisa di Corso Salani. Poi ti rendi conto di quanto sia improvvisa la vita e costretta a improvvisarsi, per questo la trascineresti in tribunale quando sembra precisarsi stolidamente nell’assenza. Il cinema (non “di...

Servizio - FilmTv n° 31/2009

I vivi e i morti attraversano lo stesso spazio (mutandolo in sfumature innumerevoli e impercettibili) con passo diverso. Il cinema, macchina spettacolare per riprodurre il vivente analizzarlo giocarlo, poche volte ha (avuto) il coraggio o la possibilità di filmare il morto e il vivo camminare...

Servizio - FilmTv n° 40/2008

Con possente automatismo, scavalcando d’un colpo le effervescenze del mood internazionale, Warhol entra nella cronologia del Sessantotto e trova, nel West ormai introvabile se non sulla luna che è a un passo, la più folgorata immagine dell’accidia urbana. Gesto geniale. Come in vacanza,...

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