enrico ghezzi

enrico ghezzi

detour - FilmTv n° 06/2012

Attenzione. Se ci tenete a fingere di non sapere “come finirà”, ovvero come finisce e finì la quarta e mai ultima Missione Impossibile (il Protocollo Fantasma), non leggete la lunga parentesi quadra che si spalanca alla fine di questo detour. (Sempre che vi interessi accedere a un film seguendo...

detour - FilmTv n° 05/2012

Che dirà l’agente? Non l’agente FBI, ossessione oscura nascosta nel cuore nero di jamesedgarHoover, messa a nudo da eastwood con il “semplice” ricorso al colossale dicaprio, doppio dell’orsonwelles a sua volta doppio di hoover, corpo con occhi che resistono alla storia e al cinema. Ogni attore...

detour - FilmTv n° 04/2012

In una delle più sublimi comiche di Laurel&Hardy ripassanti in tv (“più sublime” non si dice, vero? Neanche anacoluto, è proprio errore. Ma per Stanlio e Ollio si può, si deve, e forse a partire da loro si può per tutto il cinema, orrida valle sublimissima piena di cose e animule splendide...

detour - FilmTv n° 03/2012

Cinema. Un patto tra quel che c’è e quello che non c’è (volendo, e potendo soprattutto, tra colui che è e colui che non è; o infine tra chi crede di essere e chi sa di non essere; vale a dire tra sé e sé, tra l’immaginare e l’essere immaginato). Il desiderio di essere solo il sé che si versa in...

detour - FilmTv n° 02/2012

Stasera, riaccompagnato mio figlio in aeroporto, vedo l’hoover di eastwood/dicaprio. So già che mi piacerà, indipendentemente dalla mia volontà. Mi chiederanno «com’è?», e io risponderò «bello, bellissimo»; e ne parlerò, protestata flebilmente l’inutilità di dirne cose. Arriverò anche a...

detour - FilmTv n° 01/2012

Nei giocattoli ottici per grandi e piccini - specie quelli di una linea strepitosa invisibilmente cifrata PKD - si affaccia sempre più insinuante l’ipotesi di per sé rassicurante che sia il soggetto (insomma voi, noi, io; per non parlare - letteralmente - di “‘loro”) a menare la danza del...

detour - FilmTv n° 52/2011

Non so se vi sia mai capitato di vedere un matto (che definirei “diversamente folle”), di quelli che parlano da soli costeggiando le vetrine o si mettono e tolgono all’infinito il berretto o si passano inesausti da una tasca all’altra una palletta di carta accartocciata, ora con fretta da...

detour - FilmTv n° 51/2011

MIRACOLO A LE HAVRE. Poi piccolo, più in basso nel manifesto, «nei cinema dal 25 novembre». Si è subito tentati da permutazioni bislacche; dal 25 novembre a Le Havre miracolo al cinema, o “miracolo nei cinema di Le Havre”; miracolo al cinema a Le Havre dal 25 novembre, e viene in (natural)mente...

detour - FilmTv n° 49/2011

Non sono responsabile dell’intensità che a volte mi pare di regalare scrivendo parlando dicendo apparendo. Non lo dico con orgoglio. (L’orgoglio penosamente subentra nell’ammissione stessa, rivendicazione patetica del non (pre)occuparmene, del sentirmi vicino solo alla parodia di quel che mi...

detour - FilmTv n° 48/2011

A mio padre non di rado capitava di fermare il settimo. Non era un riferimento ippico il suo, né un riflesso cinefilo, ma l’eco di un gesto mitico già eternizzato nel ripetersi rituale che il cinema portava in sé, un bonus/malus previsto dal contratto. Alzava la mano (credo la destra, ma non ne...

detour - FilmTv n° 47/2011

«Questo titolo mi salvò la vita». Non so perché. O meglio lo so scrivendo dentro un’alba, di nuovo ossessionato da un titolo di quelli che mani occhi voce e sbarramenti salti dighe tra parole e ricordi fanno giocare nella mia borsa. Spesso uscendone per restare soli, ruderi celibi di discorsi...

detour - FilmTv n° 46/2011

(Per esempio. AMARE CON SCORZA. Rimasto nel detour scorso, unica traccia (pubblicità di preservativi da uomini rudi e duri?) di una scena di film che avrei voluto vedere, o meglio - avendola già immaginata e prevista - rivedere. Una panoramica lentissima su un volto in pp tra occhi e labbra:...

detour - FilmTv n° 45/2011

(«Nel suo sogno, nulla, se non il desiderio di sognare» - In mauriceblanchot, LaScritturaDel Disastro). Trasformare i sogni in film e i film in sogno è pericoloso quasi quanto realizzare un desiderio. Nelle sette settimane dalla fine del festival veneziano, mi sono aggirato di continuo...

detour - FilmTv n° 44/2011

Memoria d’oltretomba è il cinema tutto, da Bazin già battezzato “mummia del cambiamento”. Pratica di imbalsamazione di massa, a tutti promessa da andywarhol nella profezia dei quindici secondi minuti ore millenni da star. Ovvero, pena universalmente inflitta (ricordare Il suicidio dell’...

detour - FilmTv n° 43/2011

Perché io, in questo preciso istante in cui tutto si ferma intorno a me (come a ogni istante), mi trovo con gli occhi dentro quelli di un’altra persona davanti a me con la bocca che sta per entrare nella mia, o vedo distratto gli occhi lontani di lei nella folla di un altro binario, o che mi...

detour - FilmTv n° 42/2011

Mi chiedo spesso, e sempre di più, e soprattutto al cinema vedendo passare e ripassare e trapassare tanto ingombro d’attori, se potremmo mai dire (per esempio nel giorno del giudizio, e usando l’argomento a favore o contro di noi nel giudizio stesso) di essere autori del casting della nostra...

detour - FilmTv n° 41/2011

Già che ci sono, penso al cinema. Mi chiedo: pesa più un chilo di realtà o un chilo di cinema? Non c'è misura comune. Giocando tra pesare e pensare, un chilo di realtà pesa più di tutto il cinema, e una sola lacrima “tua” o di un tuo simile è più acuminata di quanto lo sia tutto il cinema che...

detour - FilmTv n° 40/2011

Sto ancora piangendo quando esco dalla Perla, dopo gli applausi e gli abbracci a shinya. Mi sento naturalmente lacrima secreta dalla sala, aggiunta impercettibile alla situazione. Schivo l’abbraccio spalancato di amici che già si dilettano a situare il film tra un “tra” e l’altro. Tra voglia e...

detour - FilmTv n° 39/2011

Didascalia. «Lillian Gish nel film di Victor Sjöström The Wind (1928), un capolavoro che dopo 25 anni ritorna al Verdi di Pordenone con la partitura orchestrale scritta e diretta dal maestro Carl Davis». Non potrò andare alle Giornate del Cinema Muto inventate e organizzate da trent’...

detour - FilmTv n° 38/2011

Nella veranda dell’hotel, in bilico sul troppo tardi per la proiezione del mattino in sala Perla, una musica mi colpisce più del vento che irriga di pioggia la vetrata. Arriva in diffusione discreta una melodia inconfondibile, note lievi d’acqua sull’acqua mi confondono in un altrove blu dorato...

detour - FilmTv n° 37/2011

(«Penso che il cinema sia arrivato al punto più basso della sua Storia. Non ne so il motivo, ma mi sconcerta. Mi abbatte vedere l’ignoranza del mezzo. Non riescono a tradurre in sala di montaggio quello che è successo sul set. Nel cinema c’è un’immensa fluidità e flessibilità, ma questa...

detour - FilmTv n° 36/2011

Non sono mai leggere le leggerezze soavi pronunciate da bernardo bertolucci. Palma alla carriera a Cannes nell’anno dei suoi settantanni, presentava lo smalto stupendo del Conformista restaurato, sorridendo con l’occhio in più dato dal raddoppio di soggettiva della sedia a rotelle:...

detour - FilmTv n° 35/2011

Colavano poi in rivoli i pezzetti sghiacciati sul vetro freddissimo che trasmetteva ombre di calore all’esterno, fornendo uno schermo angusto ma capace di indurre a passione smisurata (minuti che arrestavano il conto del tempo) gli occhi avvinti dal gioco sovrimpresso di quei lembi liquidi e...

detour - FilmTv n° 34/2011

Che l’immagine si sia mossa, è tuttora evento sottovalutato. Mossa non tanto nel suo moto interiore apparente di farfalla, insetto impalpabile e caduco, smiliardante e fibrillante in moltitudini registrate e trasmesse che hanno fatto chiamare “civiltà delle immagini” questo secolo brevissimo e...

detour - FilmTv n° 33/2011

Il cinema infine fin dall’inizio ci regalò la mela di un’ubiquità trinitaria, di un “esserci” terzo tra presenza e assenza, di uno stato intermedio in cui sembra possibile per chiunque trovare un proprio posto al mondo. Trinità fantomatica, traballante ma ferrea, sideralmente distante dalla...

detour - FilmTv n° 32/2011

(Laurel e Hardy infatti non sono usciti dal labirinto spaziale e linguistico in cui li proietta e sublima la scena madre culminante di Noi siamo le colonne. Probabile che siano lì, in contatto invisibile di puro shining con jacknicholson, a cullarne la rigidità raggelata in fotogramma...

detour - FilmTv n° 31/2011

Tira aria di tramontaggio, dicevo qui tempo fa. E ancor prima: la necessità di sormontare il montaggio. Tra sormontaggio e tramontaggio («dell’occidente», filosofecheggia un amico) non se la passa bene la nostra vita, fortunatamente e sorprendentemente scossa dal transmontaggio della linea...

detour - FilmTv n° 30/2011

Fukushima e Fukuyama stanno troppo bene insieme. Il luogo della Nuova Chernobyl, nel Giappone che a quella dell’atomica di guerra aggiunge la stimmate del disastro del “nucleare civile”. Lo storico e politologo (ma non negherò che il volto ha un sorriso ironico molto simile a quello di Shinyja...

detour - FilmTv n° 29/2011

Nessuno dei grandi del cinema sovietico dimenticò mai di riconoscere in Lev Kuleshov il maestro cui sempre avrebbero dovuto tutto. Maestro non venerabile - era (nato nel 1899) il più giovane di tutti loro - ma venerato. L’effetto Kuleshov, ovvero “effetto Mosjoukine” (dal nome dell’attore...

detour - FilmTv n° 28/2011

Sono una pallina 3D. Mi sono sottoposta a ogni test. 3D ero e 3D resterò. Non ho speranza che qualcuno mi commuti, neanche in un semplice 7D (non parlo del MultiD, sistema bidone di conversione automatica, «ti segue nella tua dimensione!», eternamente sfocato). Costa troppo e non sarei mai...

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