Pier Maria Bocchi
Pier Maria Bocchi guarda cinema da quando aveva 5 anni. E forse anche prima.
Con la traduzione italiana del titolo si perde la rima dell'originale. Ma non fa niente. Fa invece che il doppiaggio rovina la verve di Owen Wilson, ottima faccia (e mente) del cinema contemporaneo, e unico motivo di interesse (assieme ai suoi capelli, soprattutto nella scena di "arsura"...
Difficile non parteggiare per il grottesco ossimorico di Corrado Guzzanti. Difficile però anche non sbadigliare dopo un quarto d'ora. La genesi del lungometraggio Fascisti su Marte è lunga. Ma l'entusiasmo "di lotta" non basta a fare un film. Fascisti su Marte resta dunque uno...
Provate a confrontare il film di Hallström con L'inventore di favole. In entrambi l'invenzione (giornalistica) è portatrice di caos; la fi(ction)nzione è [anche] segno inquieto sociale, oltre che culturale; l'immaginazione è veicolo per la follia e/o la paranoia (e viceversa). In...
Harlan e Wade sono degli anacronisti. Non s?adattano a sé, non s?adattano al mondo. E le loro reazioni sono sproporzionate e, per l?appunto, anacronistiche. Down in the Valley, che è un dramma western, non è un racconto di follia incipiente; piuttosto, declina con inevitabilità tragica...
C'è uno splendido film del 1966 del grande Teshigahara Hiroshi (regista di La donna di sabbia, per intenderci) che si chiama The Face of Another. Le problematiche identitarie (l'amore, la persona come nome e volto determinati, le relazioni interpersonali, l'esistenza nel mondo...
Nell'omonimo e noto horror di Wes Craven del 1977 le colline soprattutto urlavano, oltre a spiare. E nella sua ruvidezza esasperata, il prodotto possedeva un'efficacia da panzer comunque un po' sopravvalutata. Il remake di Aja non inventa niente, purtroppo, adagiandosi sull'originale senza...
Ecco un bel filmino nonostante premesse rischiose e una partenza pessima. Sarebbe bene dire pochissimo della storia: solo che un ragazzo, nudo con asciugamano stretto attorno alla vita, è prelevato da due scagnozzi in casa di un suo amico, per il quale è scambiato, e scortato in udienza da un...
Il cinema migliore si rinnova sempre, anche dove meno siamo in grado di vedere. Figuriamoci in una poetica che fa della trasformazione dello sguardo il suo asse portante. È quella di Oshii Mamoru, che col sequel del già magnifico Ghost in the Shell punta altissimo e mette paura: perché...
C'è la guerra, oggi. La vita è stata spazzata via. Di umani ne esistono pochi. Un mad scientist è alla ricerca disperata del perfezionamento della sua invenzione ultima e suprema, nuove cellule in grado di troncare le ali alle malattie e alla morte stessa, ormai dilaganti ovunque e in chiunque...
Il regista Gregory Dark viene dal porno eighties (sua, per esempio, la serie semicult di New Wave Hookers), e si vede. Mette in scena come se fossimo ancora ai tempi di Michael Ninn, tutto flash-cut e velocizzazioni improvvise. È rimasto un po' indietro, anche nell'ideologia di genere...
I prodotti dei Fratelli Pang sono l'apologia della globalizzazione immaginifica, celebrazione del film come merce autoprocreante e autoriflettente da - opportunamente - smerciare (i loro titoli si susseguono a ritmo irrefrenabile e vengono ormai preacquistati internazionalmente a scatola chiusa...
C'era un tempo per lo spionistico, e c'era un tempo per la fantapolitica. C'era un tempo in cui uno come John Frankenheimer imbottiva l'immagine della realtà con un'endovena di suspense cinematografica purissima, mandando in fibrillazione cardiaca un genere e le attese che esso dava per...
Eccolo qua, uno di quei testi a cui si è costretti a prestare la massima attenzione metafilmica. Che è ormai gioco sporco e da signorini, però talvolta inevitabile. E anche opportuno, come nel caso del ritorno davanti e dietro la mdp (e alla penna) di Sylvester Stallone. Il quale non ne azzecca...
Zhang Yuan è uno dei registi cinesi contemporanei più sopravvalutati. In vita sua ne ha centrate poche, e il fatto che molti suoi film siano risultati importanti per il contesto politico locale (indipendenza, guai con la censura) non è di per sé un avvaloramento. Sono stati tutti strombazzati e...
La generosità, nel cinema di Kim Ki-duk, è sempre stata l'equilibrio al nero più nichilista. Era così in Bad Guy, La samaritana, Ferro 3. Con L'arco, il regista coreano si apre ancora di più a spiragli pietosi, in quanto nessuno dei tre personaggi principali, né il vecchio che...
Tra un po' di tempo sarà opportuno tirare le fila dello stato di salute dell'horror contemporaneo occidentale con coscienza di causa. Non è un mistero per nessuno che negli ultimi anni qualcosa si è smosso. L'inglese Marshall si sta riservando un posto discretamente d'onore: perché dopo il bell...
Ciò che nessuno si aspettava. Il regista di I diari della motocicletta che rifá l'horror materno di Nakata Hideo? Lesa maestà. Invece no. Perché l'operazione corre su coordinate molto simili a quelle operate da Gore Verbinski per The Ring. Nel riproporre la vicenda della mamma...
Nella stagione dei documentari al cinema (perché l'annata ancora corrente, che lo vogliamo o no, sarà ricordata soprattutto, se non soltanto, per la profusione di documentari in sala, sbattutici anche senza un criterio che sia uno), esce questa bella cavalcata storica (di quasi tre anni fa:...
La samaritana è il film precedente a Ferro 3, ed è il miglior lavoro di Kim Ki-duk (insieme a Bad Guy), il più sconvolgente, il più stratificato. La pulizia stilistica e la sintesi del racconto di Kim dovrebbero ormai essere studiate nelle università. Con La samaritana, demolisce ogni...
«I'm not a gangster, I'm a businessman whose commodity happens to be cocaine» («Non sono un gangster, sono un uomo d'affari il cui articolo si dà il caso sia la cocaina»), dice il protagonista senza nome all'inizio. Ed è ovvio che nel giro dei gangster alla fin fine ci caschi dentro, perché...
Prima cosa, Luc Besson, strombazzato dalla promozione italiana, è tra i co-produttori, non accreditato, però la sua cifra stilistica è inesistente. Seconda cosa: Alta tensione è tra i migliori thriller-horror degli ultimi anni. Se non fosse per una soluzione finale irritante, che apre...
Vuol fare tanto lo scorretto, Saved! di Brian Dannelly, e il sapido, il tagliente, soprattutto nel contesto in cui nasce, ovvero la commedia giovanilistica contemporanea. La lucidità "anarcoide" sembra più consistente e spessa rispetto ai vari American Pie e Road Trip...
Ecco un horror più che soddisfacente. Masayuki Ochiai si inserì tempo fa nell'ondata post-Ringu con il delirante Hypnosis. Con Infection si allontana per fortuna dai territori ormai arcinoti, e gira il miglior ibrido weird ospedaliero dai tempi di The Kingdom...
Ne è passata di acqua sotto i ponti, dai tempi del New...
Certo che se si vuole rimandare a chiare lettere a un determinato immaginario, niente di meglio che un adattamento titolistico come Diventeranno famosi. Mentre Camp (nel senso sia di colonia estiva, sia...
Basta, basta, basta. Vergogna, vergogna, vergogna. I responsabili del nostro doppiaggio dovrebbero essere tassati per ogni beceraggine commessa: andrebbero subito sul lastrico. È un insulto all'intelligenza, una presa per i fondelli, un'offesa al comune senso della cultura. Qui non si tratta di...
Incredibile fenomeno da passaparola, La storia del cammello che piange ha fatto pienone di attenzioni spettatoriali e critiche nei festival in cui è stato presentato. Le ragioni sono abbastanza misteriose. Forse il manifesto, col faccione del cammello in primo piano. Forse la furbizia...
Se qualcuno stava ancora rimuginando sul film più atroce dell'anno, non rimugini più. Loverboy vince come il prodotto più imbarazzante e incredibile dell'intera stagione in corso, e se possibile anche di più. Il bravo attore Kevin Bacon è un regista da far rizzare i capelli. Per il suo...
Non vogliamo entrare nel merito tecnico-scientifico di ciò che White Noise promuove, ovvero l'EVP (Electronic Voice Phenomenon), registrazione di immagini e suoni dei morti. Il povero architetto protagonista vuole solo sentire e vedere la moglie defunta, ma incappa in altri trapassati...
C'è un particolare che ci ossessiona. Kim Basinger entra in scena in esterni con il viso unto e bisunto. Errore di make-up o di illuminazione? Voluto? Sembra pronta per essere fritta in padella. Beh, in un certo senso è proprio così. Poveretta. Che con un telefono scassato, sequestrata in...