
Rocco Moccagatta
Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.
Fratelli Caputo - l’unico titolo di fiction proposto da Canale 5 nel 2020 (insieme alla seconda stagione di Il silenzio dell’acqua), in extremis, a fine anno - parte come l’ennesima rimasticatura della conflittualità neanche tanto latente tra sud e nord, modello ...
Avere vent’anni ha ormai quarant’anni. 43 per la precisione. Come se li porta? Lo stesso Di Leo, in una bella intervista su “Nocturno”, ammetteva che non era un film riuscito, a dispetto delle premesse e delle intenzioni. Di più, si assumeva la responsabilità del mezzo fallimento (...
C’è una sequenza rivelatrice in Irresistibile: l’ex-colonnello Jack Hastings, improbabile candidato democratico a sindaco in una sperduta cittadina del Wisconsin, nel cuore repubblicano-trumpiano d’America, esprime il suo disagio di fronte ai ricchi liberal newyorkesi ai quali...
La facciata di un palazzo fané e inquietante si riflette con barbagli sinistri in una pozzanghera. Nel virtuosistico incipit, Letto numero 6 evoca subito Argento e il suo Inferno. Un attimo dopo il corpo di una donna si schianta in quella piccola pozza d’acqua. Era...
E voi dov’eravate quella fatidica sera del 9 gennaio 1991, quando Twin Peaks (anzi: I segreti di Twin Peaks) entrò nelle nostre case e nelle nostre vite in un’Italia ancora in apprensione per la Prima guerra del Golfo (la prima davvero telegenica...) e in procinto di buttarsi...
Dici Ezio Greggio e subito pensi ai volpini, a Teomondo Scrofalo, a Drive In e a Striscia la notizia. Ma c’è un altro Ezio Greggio, che sognava di diventare come Mel Brooks, di andare a fare il cinema a Hollywood, di girare parodie (o spoof) e commedie screwball...
Mica facile fare un Black Mirror nel 2020. Provateci voi a essere più distopici e grotteschi di un anno dov’è successo tutto e il contrario di tutto, e ben oltre il COVID-19. Death to 2020 (sceneggiato, appunto, dal creatore di Black Mirror Charlie Brooker), a un...
WANDA(AMA)VISION WandaVision. Scritto proprio così. Con i nomi dei protagonisti fusi insieme, senza congiunzione in mezzo. A ribadire la reciproca appartenenza senza se e senza ma di una delle coppie più strane del Marvel Universe, quello Cinematic (vedi cronologia da...
A Stefano Lodovichi interessa raccontare di bambini che fanno detonare il mondo degli adulti. C’era un bambino misteriosamente sparito nel bosco, poi ritrovato (ma era davvero lui?) nel precedente In fondo al bosco. E ce n’è uno (forse) chiuso in una stanza in una casa sperduta e...
C’è da sempre qualcosa di gioiosamente e orgogliosamente infantile nei film di Rodriguez. Anche in quelli dov’era pappa e ciccia con Tarantino e perfino in Sin City e nei titoli più sgangheratamente “politici” come Machete. D’altronde, in tempi non sospetti, incaricato di...
Ogni film di Fellini intercetta in modo infallibile questioni e ubbie del proprio tempo, spesso mascherate ad arte, contro la vulgata del divo Federico appartato in un mondo tutto suo. Ginger e Fred parte dai due protagonisti eponimi (Mastroianni & Masina), teneri, nostalgici e un...
Nel mondo in consunzione inesorabile di The Walking Dead (invece floridissimo come franchise: dopo Fear the Walking Dead questo è il secondo spinoff, ma di sole due stagioni), la vita continua, ci s’innamora, nascono figli. E, dieci anni dopo l’apocalisse zombie, nelle piccole...
Passano gli anni (e i film) ma a Luca Miniero si continua a chiedere per lo più di ripetere sempre lo stesso format, quello di Benvenuti al sud. Quasi alla lettera anche qui, con il solito Bisio che arriva al sud, un po’ bamba un po’ imboscato, commissario da Milano con la...
Ora che s’è conclusa (forse…), vale la pena guardare più da vicino L’allieva, tre stagioni in giallo-rosa gemmate con una loro piccola grazia dai romanzi di Alessia Gazzola, a metà tra la ...
Che anno è stato per il cinema italiano? Abbastanza horribilis, anche se era partito mirabilis, con i botti di Tolo tolo (film quanto mai imperfetto, ma vitale e consapevole sull’hic et nunc), che seguivano quelli di Il primo Natale di Ficarra &...
SI PUÒ FARE! RAI
Una serialità matura e articolata, che amministra con saggezza i tesori di famiglia (Don Matteo), ma anche aggiorna, senza complessi d’inferiorità rispetto ai prodotti Usa, il racconto mainstream multidimensionale (Doc - Nelle tue mani)...
Tu quoque, Federico? Il nemico giurato degli spot (va precisato: quando interrompono i film in tv), l’inventore del mitico «non si interrompe un’emozione!», ha girato spot? Ebbene sì. Cinque addirittura, uno per Campari, uno per Barilla, entrambi nel 1984-1985, all’epoca di Ginger...
Un’industria cinematografica normale, periodicamente, produce anche film che ambiscono a essere prima di tutto una vetrina del loro cast, per esprimerne le potenzialità e imporli all’attenzione del pubblico. Ecco, Weekend potrebbe anche essere un piccolo showreel di un...
Magari è vero che non incontra i gusti di tanti (come sembrerebbero dimostrare gli ascolti, pallidissimi; ma una migliore comunicazione avrebbe giovato), però L’Alligatore è qualcosa di insolito anche per la parabola evolutiva della recente fiction Rai. Pur dentro la comfort zone...
Davvero non smette di stupire la capacità di certo cinema italiano indipendente (se ancora questo termine ha un senso) di inventarsi piccoli film chiusi in un unico luogo. Per abbattere i costi, ovvio, ma anche, quando va bene, per farsi metafora di qualcosa di più grande. Nel bagno delle...
Sotto un titolo molto anni 80 (Vivere in fuga, ricordate? Sigh…), la serie ideata da Filippo Gravino e Guido Iuculano (anche co-sceneggiatori di Romulus) pesca in parecchi stagni, con un fare bulimico che fa intravedere (tante) buone letture, visioni e intenzioni. Intanto, c’è...
Nella fabbrica florida e vivace dei remake all’italiana, i loro sequel sono anche più interessanti, perché, liberandosi dei film originali, si avventurano lungo strade inedite e persino suggestive. 10 giorni con Babbo Natale segue 10 giorni senza mamma (per inciso, tra i...
Manco a farlo apposta, dopo Castellitto usato (bene) come villain in Il talento del calabrone, ecco - sempre su piattaforma (non è detto che sia un male, rispetto a un’uscita in sala magari anonima e grama) - Fabrizio Gifuni, rasato e con barbone, un po’ Bruce Willis e un po’ Rasputin...
Beppe Fiorello, si sa, è un bene preziosissimo per RaiFiction (e per la Picomedia di Roberto Sessa). Anche il formato che di solito predilige - il tv movie, al massimo la miniserie in due puntate - reca i crismi dell’evento per il pubblico generalista. E, subito dietro, salta all’occhio un...
L'incredibile storia dietro L'incredibile storia de l’Isola delle rose, l’ultimo film di Sydney Sibilia (su Netflix dal 9 dicembre 2020) è quella, vera, della micronazione omonima, una piattaforma artificiale costruita in mare a un tiro di schioppo dalle coste di Rimini dall’ingegnere...
Ricordate Kops, scatenata commedia svedese di culto del 2003, in cui gli spampanati poliziotti di un commissariato di campagna a rischio chiusura per assenza di crimini cominciavano a commettere loro piccoli reati per conservare il posto di lavoro? Ne è un remake il nuovo titolo Sky...
Su un’isoletta sperduta, un gruppo di persone dalla vita complicata (e dal passato oscuro) se la vede con i propri demoni, impossibilitati a fuggire e decimati l’uno dopo l’altro. Certo, è, fin dal titolo, l’ennesima versione di Dieci piccoli indiani, ma è anche (tanto) Lost,...
Prima o poi bisognerà contare i film italiani figli di Perfetti sconosciuti (e Il nome del figlio) e, forse, a monte, di Carnage, con i personaggi chiusi in un ambiente a scannarsi. Qui sono sei e l’ambizione pirandelliana convive col pretesto da distopia sci-fi: in...
Mamma, li barbari! Scordiamoci i “babbari” alla Attila flagello di Dio, perché in questa serie Netflix tedesca sono brutti (be’, non troppo…), sporchi e cattivi, piuttosto rancorosi contro i romani che, ai tempi di Tiberio, hanno occupato manu militari i territori compresi tra...
Dietro Stracult (20 anni in questo assurdo 2020!) c’è Marco Giusti con i suoi quadernetti, fitti fitti di annotazioni, compilati con acribia filologica da ragazzino, spettatore compulsivo in sala («praticamente ogni giorno, dal 1963/1964 a fine anni 70, avevo la tessera gratuita, mio...